Chi è Moi Gómez, il canterano ritrovato

Alla riscoperta di uno dei canterani più interessanti degli ultimi anni

Moi Gómez

Dopo quattro anni in giro per la Spagna Moi Gómez è tornato alla base per riprovarci col suo Villarreal. Lui che nella Plana Baixa ci ha passato una larga fetta della propria carriera, adesso ha avuto la possibilità di tornare una seconda volta, più maturo. Dopo esser stato il miglior calciatore dell’Huesca, comunque retrocesso alla sua prima e unica stagione in Primera División, ha attirato l’interesse del club del suo cuore e Javi Calleja l’ha accolto a braccia aperte.

Volendo considerare i suoi primi calci a un pallone, nel parco di Rojales (provincia di Alicante) con due pietre a fare la porta immaginaria, da allora ha trascorso tanto tempo con la camiseta amarilla quanto senza. La passione per la sfera di cuoio gliel’ha trasmessa il papà, roccioso centrale noto per farsi espellere quasi ogni domenica sui campetti di periferia. Per questo quando si presenta alla scuola-calcio del Thader, centro sportivo del paese, decide di emulare le sue gesta piazzandosi al centro della difesa. Ma la sua voglia di tirare in porta anche da centrocampo convince il suo allenatore Adrián a spostarlo più avanti.

Quando arriva all’Alicante, rivale dell’Hércules, è una mezzapunta col vizio del gol, che all’occorrenza da destreggiarsi anche sulle fasce. Con questo identikit nel 2005 sbarca a Vila-real. Ha appena compiuto undici anni e il trasferimento in una cittadina a quasi tre ore di macchina da casa non è affatto semplice. Vive nella residenza di Miralcamp dal lunedì al venerdì, salvo tornare nei fine settimana a casa, ma la distanza dagli amici e la famiglia è uno shock. Come molti alla sua età si ritrova a piangere ogni notte e pensa di mollare tutto e tornare a casa, ma alla fine tiene duro e col tempo ci si abitua. Grazie anche al sostegno dei tutori del settore giovanile: Carlos Mulet, Javier, Pau e José Ramón, riesce a superare l’impatto iniziale e ad adattarsi alla sua nuova vita.

È nella stagione 2010/11 che arriva finalmente a farsi vedere nel calcio dei grandi. Pur essendo ancora un juvenil in aprile arriva il debutto con il Villarreal B, allora in Segunda División, grazie alla mano di Javi Gracia, oggi al Watford. A un paio di mesi dal diciassettesimo compleanno già vanta un gettone nel calcio professionistico. Così l’anno successivo viene aggregato al Villarreal C, ma un infortunio di troppo frena la sua ascesa. La buona sorte vuole che al suo ritorno in campo, causa pausa per le nazionali, Juan Carlos Garrido organizzi una partitella amichevole con la cantera. Moi Gómez gioca e segna, facendosi notare dall’allenatore della prima squadra.

Così a fine novembre arriva anche il debutto in Primera División contro il Malaga a soli diciassette anni e mezzo, diventando il quinto esordiente più giovane di sempre a debuttare in massima serie con questa maglia. (Posizione poi scalzata con l’esordio di Nahue Leiva) Il suo rendimento convince Julio Velázquez, tecnico del Villarreal B, a promuoverlo definitivamente nella squadra filiale. Mentre la dirigenza gli rinnova il contratto innalzando la clausola risolutiva a una decina di milioni di euro.

Il salto con i grandi arriva inevitabilmente nell’estate del 2012 quando il Villarreal viene retrocesso tra i cadetti e si punta su una generazione di giovani interessanti. Se talenti del calibro di Musacchio e Mario Gaspar già in orbita da tempo, con la promozione di Velázquez (meteora all’Udinese) si punta anche su molti ragazzi del B. Tra questi spiccano Trigueros, Jaume Costa e il giovanissimo Moisés Gómez Bordonado, per tutti solo Moi. Se inizialmente fatica a entrare nell’undici titolare, il brutto girone d’andata costringe l’allenatore a continue rotazioni in formazione. Cani è al di sotto dei suoi standard abituali mentre Hernán Perez è spesso impegnato con la nazionale. Considerando che Uche sulla fascia è fuori ruolo, pian piano riesce a ritagliarsi i suoi spazi. A fine stagione contribuirà con ventiquattro gettoni, un assist e un gol.

Con l’arrivo di Marcelino, allenatore sempre attento ai giovani, il suo impiego continuerà a essere dosato ma costante, il giusto contagocce per un ragazzo che ha ancora molto da imparare. Il suo primo anno in Primera ne risente a livello di minutaggio, anche per via del salto di qualità della categoria, ma trova comunque il modo di sfornare tre assist e segnare un paio di gol. Mentre nel secondo trova ancora più spazio e la prestazione a Vigo ne è la conferma. Segna una doppietta in settantatré secondi, ad oggi la più veloce nella storia del Sottomarino giallo in massima serie, e permette al Villarreal di espugnare Balaídos per la prima volta in assoluto.

Ma il suo tempo con questa maglia è scaduto. Marcelino vuole puntare alla Champions League (e ci riuscirà) e chiede un ricambio verso l’alto, per Moi Gómez non c’è più spazio. Dopo dieci anni ininterrotti arriva l’addio: il prestito al Getafe. Sarà un anno difficile in cui l’esplosione non solo non arriverà, ma la retrocessione del Getafe ne affosserà le ambizioni. Per la dirigenza del Submarino amarillo è arrivata l’ora di piazzare il giocatore. Si fa vivo lo Sporting Gijón che non sborsa un euro, ma acconsente a delle opzioni di ri-acquisto da parte del Villarreal con scadenza nel giro di un paio di anni e a una percentuale in caso di cessione.

L’avventura nelle Asturie ricalcherà quella di Getafe. Moi Gómez si perde lontano dal Madrigal, anche lo Sporting viene retrocesso a fine anno e di lui non si sente più parlare. L’anno successivo l’operazione ritorno in Primera sembra naufragare, neanche in Segunda il suo rendimento sembra accettabile e a gennaio arriva il prestito all’Huesca. Sarà la miglior decisione della sua carriera. La squadra allenata da Rubi è ai vertici della classifica e otterrà la sua prima promozione in massima serie nella storia.

Rubi lo piazza trequartista centrale nel suo 4-2-3-1 e Moi risponde alla grande. Nei quattro mesi a Huesca totalizza quattro assist e un gol che gli valgono la conferma. Così nel 2018/19 lo Sporting lo lascia lì per rivalorizzarlo e l’operazione funzionerà più che bene. La svolta avviene dopo otto giornate di campionato quando la società esonera Leo Franco, il tecnico su cui si è puntato in estate, dopo cinque sconfitte tra cui un’imbarcata per otto a due contro il Barcellona. Il suo sostituto è Francisco Rodríguez Vílchez che ha un’idea: spostare Moi Gómez in cabina di regia. Regista o comunque mezzala di creazione con un incontrista alle spalle.

Questa mossa non sarà sufficiente a evitare la retrocessione, la terza in carriera per il giovane Moi, ma a tirare fuori il meglio da lui ci riesce eccome. In quella posizione la sua media di passaggi-chiave per partita schizza a 1,89, segnerà due reti e assisterà cinque gol con le sue invenzioni. Non è facile essere il miglior della tua squadra in Liga, soprattutto dopo due anni e mezzo in cui sembrava si fosse definitivamente perso. Finora nel pre-campionato Calleja l’ha sperimentato solo como esterno, ruolo che conosce a menadito. Ma questa sua duttilità potrebbe risultare comoda a lungo andare.

A causa del contratto in scadenza fra un anno e della percentuale sulla prossima cessione, ancora detenuta dal Villarreal, il suo arrivo è costato solo 1,3 milioni di euro. Di certo non può essere considerato un titolare, ma per quel che è costato potrà fornire una valida alternativa in corso. Sa calciare bene con entrambi i piedi e non è più il ragazzino intravisto anni fa. Ora che è tornato a casa e non avrà neanche molta difficoltà ad ambientarsi.

About Mihai C. Vidroiu 651 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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