Intervista esclusiva a Luca Comito di Zenit Italia: «Le spagnole fanno sempre paura»

Zenit

In vista degli ottavi di Europa League abbiamo intervistato Luca Comito, responsabile del blog italiano sullo Zenit San Pietroburgo. Il giorno dei sorteggi vi avevamo già parlato della squadra russa, ma per saperne di più questo è l’indirizzo della pagina ufficiale dei tifosi italiani: https://it.fc-zenit.ru/

Come gioca questo Zenit? Quali sono i punti di forza e quali quelli deboli?
«Difficile da dire. Più di due mesi senza partite ufficiali si fanno sempre sentire. Nel mese di novembre lo Zenit ha perso per strada molti punti, portando la società a cedere gli scontenti (Paredes su tutti) e a comprare un giocatore per ogni ruolo, gli stessi che hanno fatto la differenza nella partita di Europa League contro il Fenerbahçe.»

La squadra è stata costruita con quali ambizioni? Può puntare al double titolo nazionale-Europa League?
«A differenza della presentazione di Mancini, quest’anno, quella di mister Semak è stata più sobria. Si è partiti in silenzio cercando di ricostruire una squadra che l’anno scorso aveva fatto molto male. L’obiettivo è quello di vincere il campionato e arrivare almeno in semifinale di Europa League.»

Cosa diavolo è successo contro la Dinamo Minsk? Come ha fatto a perdere così pesantemente in trasferta e poi a giocare quella partita epica al ritorno?
«Bella domanda! Sicuramente i ragazzi hanno sottovalutato la formazione bielorussa ma ti assicuro che tutti, e dico tutti, erano sicuri di passare il turno. Le malelingue parlano di un cospicuo scambio di soldi che nessuno è riuscito però a dimostrare. Chi invece ha visto il match di ritorno ha potuto ammirare una squadra che ha fatto il massimo per passare il turno.»

In Europa League lo Zenit è uno schiacciasassi di fronte al proprio pubblico: se non dovesse vincere l’andata come cambierebbero le percentuali di passaggio del turno dovendo giocare la gara decisiva in Spagna?
«Molto! Si metterebbe molto male! Lo Zenit soffre le partite in trasferta, è raro che la squadra di San Pietroburgo porti a casa l’intera posta. È dai tempi di Spalletti che aspettiamo il cambio di rotta che puntualmente non avviene. Se non si vince in casa, bisogna sperare nei gol in trasferta. Poi c’è da considerare la pausa invernale: è sempre un grosso problema per le squadre russe, spesso crea problemi, a volte invece porta dei vantaggi. Lo Zenit si è rinforzato in ogni ruolo. È arrivato dallo Shakhtar il 29enne difensore ucraino Yaroslav Rakytski, relegando Luis Neto (futuro partente direzione Portogallo) in panchina. Dal Boca Juniors è arrivato il centrocampista colombiano Barrios. In attacco invece è arrivato il “Messi iraniano” Azmoun che ha regalato la qualificazione ai russi. Senza dimenticare il ritorno in Russia dell’argentino Rigo.»

La tifoseria del Villarreal è molto familiare, il giorno del sorteggio i tifosi spagnoli si sono impauriti per i video virali degli ultras russi. C’è il rischio che la frangia più focosa possa creare disordini nella gara di ritorno?
«Ti assicuro che sono più i tifosi per bene che i teppisti. Come in ogni tifoseria che si rispetti, c’è sempre il gruppo di esaltati. Lo Zenit è spesso accusato di razzismo, spesso ci chiedono se è vero che un giocatore di colore non può giocare a San Pietroburgo. Ma proprio in questa sessione è arrivato il colombiano Barrios, che contro il Fenerbahçe ha fatto un partitone. Risultato? Nessuna critica e tanti applausi. E poi i russi amano l’Italia e la Spagna, non vedono l’ora di godersi il caldo, la primavera, i venti gradi sotto il sole, bere vino e gustarsi qualche buon piatto spagnolo. Sicuramente vedrete qualche tifoso alticcio, ma nessuno combinerà nulla di male.»

Nell’unico precedente, uno Zenit semi-sconosciuto eliminò uno dei Villarreal più forti di sempre e inaugurò una campagna europea che si concluse con un coronamento storico. Fu proprio contro il Villarreal che quella squadra si rese conto di quali potenzialità era dotato e fondò le basi del successo in quella coppa?
«“Non ce la faccio.. Troppi ricordi”. Parlare di quello Zenit e di quella galoppata europea mi rallegra sempre la giornata. Nessuno aveva previsto tutto ciò. Diciamo che contro il Villarreal vincemmo grazie alle reti segnate in trasferta, fummo fortunati. Ci rendemmo conto di potercela fare, solo dopo il Bayern Monaco

Com’è stato accolto il sorteggio contro una squadra che lotta per non retrocedere?
«Non benissimo. Il Villarreal arriva comunque da quattro-cinque anni dove è sempre arrivato tra le prime sei. È una spagnola e quindi fa paura! Sono sicuro che sarà una bella partita tra due squadre in cerca di riscatto

About Mihai C. Vidroiu 650 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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