Le rivelazioni di Gabriel Paulista

L'ex-Villarreal ha svelato dettagli commoventi della sua infanzia

Gabriel Paulista

Gabriel Paulista, oggi difensore del Valencia, fu portato in Europa da Antonio Cordón, storico direttore generale del Villarreal, e disputò in camiseta amarilla una stagione e mezzo tra l’agosto del 2013 e il gennaio del 2015. Il 27enne brasiliano ieri ha rilasciato una bellissima intervista a Conrado Valle, giornalista di As che cura il Valencia, in cui ha parlato della sua difficile infanzia e di vicende familiari di cui non aveva mai parlato pubblicamente. Alcuni passaggi colpiscono molto, tanto da meritarne la traduzione, anche considerando che è stato un giocatore di spicco del Sottomarino giallo degli ultimi anni.

«Tutto quello che ho vissuto durante l’infanzia mi fa rivalutare i brutti momenti nel calcio» ha raccontato Gabriel Armando de Abreu «I miei genitori hanno vissuto cose terribili, sono stati anni molto tristi per loro. La vita nella favela è difficile, io sono il più piccolo di cinque fratelli [tre fratelli e una sorella], vivevamo in una casa di legno che si allagava ogni volta che pioveva. Loro hanno sofferto la fame, per questo quando perdo una partita, per quanto sia infastidito, mi fermo e penso a quel che ha passato mia madre. Mi rendo conto che ci sarà un’altra partita da giocare dopo pochi giorni e che nel calcio una giornataccia è un problema risolvibile».

«Io durante la mia infanzia ho visto cose brutte, però i miei genitori hanno dovuto conviverci per quasi tutta la loro vita. Sono cose che ti fanno pensare che la vita non è facile» ha proseguito il difensore sudamericano «A mio figlio gli racconto tutti i giorni quel che mi ha madre ha patito nella sua vita, voglio che lo tenga sempre presente».

Conrado Valle gli chiede qualche ricordo. «Quando dissi a mia madre che volevo fare il calciatore mi guardò e mi disse che sarebbe stato molto difficile, che loro non potevano permettersi di pagare i provini, che avrei dovuto cercare un lavoro per aiutare in casa. Ma nonostante ciò ogni giorno risparmiava qualche soldo dalla colazione affinché potessi allenarmi. Quando firmai il mio primo contratto la chiamai e le promisi che le avrei comprato una casa».

E quando il giornalista gli domanda se abbia poi mantenuto la sua promessa. «Quando firmai per il Villarreal ristrutturammo casa, quando andai all’Arsenal gliene comprai una. Adesso vivono in una città nell’entroterra del Brasile, in una zona più tranquilla di San Paolo».

I suoi inizi nel mondo del calcio. «A otto anni giocavo con tutti gli altri bambini nella favela e a dodici a calcetto. Fu allora quando iniziai a giocare in una squadra lì vicino, però dopo un anno mi dissero che avrei dovuto pagare per continuare. Quel giorno piansi molto perché sapevo che i miei genitori non potevano permetterselo. Credevo che non avrei mai avuto la possibilità di fare il calciatore».

«A diciassette anni Dio decise di aiutarmi. Un ragazzo comprò il Taboão da Serra, un club che disputa la Taça São Paolo, il torneo giovanile più importante di tutto il Brasile. Questo non l’ho mai raccontato prima» ha rivelato Gabriel Paulista fortemente commosso dai ricordi «Mio fratello voleva diventare calciatore ma nessuno gli diede mai un’opportunità. La vita nella favela è molto difficile e scelse una brutta strada, iniziò a fare cose sbagliate. La polizia gli tolse la vita quando aveva ventuno anni. Questo ragazzo che comprò il Taboão era stato un suo grande amico d’infanzia, un giorno chiamò mia madre e le disse: “Darò a Gabriel l’opportunità che non ha mai avuto l’altro tuo figlio”».

E lui non se la lasciò sfuggire. «Non potevo fallire, non potevo fallire. Ogni giorno ho dato tutto me stesso per poter giocare. Poi mi chiamò il Vitória di Bahía, fu allora che debuttai in massima serie e firmai il mio primo contratto da professionista. Poi arrivò la proposta del Villarreal e allora si cambiò la mia vita e della mia famiglia. Sono grato a tutti per essere dove sto oggi: a quel ragazzo, alla mia famiglia, al Vitória, al Villarreal, all’Arsenal, al Valencia».

Gabriel Paulista fu acquistato dal Villarreal per circa 3,2 milioni di euro e firmò un contratto con uno stipendio di circa tre-quattrocentomila euro a stagione. Venne preso nell’estate 2013 per affiancare Musacchio al centro della difesa, ma le sue prestazioni altalenanti finirono per fargli perdere il posto in virtù di Chechu Dorado, un centrale di trentuno anni che aveva debuttato in Liga appena due stagioni prima.

Spesso e volentieri a fine allenamenti Marcelino lo tratteneva al centro sportivo per delle sessioni extra in cui gli mostrava i video delle sue partite con i movimenti errati e dove avrebbe dovuto migliorare. Nella sua seconda stagione al Villarreal Gabriel Paulista divenne il pilastro portante del Sottomarino giallo: nel solo girone d’andata s’impose come il miglior difensore della squadra, tanto da indurre l’Arsenal a sborsare i venti milioni di euro della sua clausola risolutiva. Oggi è tornato in Spagna, alla corte di Marcelino, nella vicina Valencia.

About Mihai C. Vidroiu 650 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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