Marcelino: «Non capisco come si possa fischiare questi giocatori. Si è perso il contatto con la realtà»

Marcelino

La sconfitta del Villarreal contro il Las Palmas ha avuto ripercussioni mediatiche non indifferenti. Il Sottomarino giallo veniva da una striscia di risultati sensazionale e la delusione della mancata vittoria contro un avversario modesto come i canari ha scosso parte della tifoseria, che ha mostrato il suo dissenso nel corso del match. Sicuramente la squadra non ha dimostrato la forza che viene richiesta a una formazione che viaggia così in alto (l’unico tiro nei tre pali è arrivato all’89esimo minuto con un episodico tiro da fuori di Denis Suárez), ma Marcelino non l’ha prese bene.

«La sconfitta è sempre amara, però mi sembra che venivamo da una striscia di quattordici partite senza perdere, eh, quattordici. E credo che a volte non ce ne rendiamo conto, incluso il pubblico» ha dichiarato il tecnico asturiano in conferenza «Si vuole sempre vincere, ma non sempre ci si riesce. E come ho detto nel pre-gara abbiamo affrontato una squadra che stava bene […] e aveva vinto le ultime due partite. E invece sembra che se il Villarreal gioca contro il Las Palmas, non solo deve vincere, deve anche farlo in goleada. Ma abbiamo perso il contatto con la realtà!».

«Non capisco come si possa fischiare questi giocatori dal quindicesimo minuto in poi, non lo capisco proprio, mi fa arrabbiare. Credo che questi calciatori si debbano essere già meritati il consenso dagli spalti, ed è molto importante l’appoggio della tifoseria per non aggravare la situazione nei momenti di difficoltà» ha continuato Marcelino dando sfogo alla sua rabbia «perché un giocatore rende meglio quando viene applaudito che quando viene fischiato. Io per esempio ho sentito mormorii all’indirizzo di Bruno, ma come si fa? Ci stiamo distaccando dalla realtà. […] In questa partita ci ha girato male, ma la squadra dà sempre il massimo, ha dato tutto, poi un giorno ti va bene, un altro ti va male».

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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