La maledizione contro il Barcellona

Un digiuno che dura da undici anni e mezzo: ventidue gare e appena sei pareggi

Barcellona

La striscia negativa contro il Barcellona non è più una novità, ogni stagione si allunga sempre più. Dall’ultima vittoria contro i catalani sono trascorsi undici anni e mezzo, un’eternità. Era il 9 marzo 2008, il Sottomarino Giallo correva verso uno storico secondo posto in Liga e sconfisse il Barça di Rijkaard con una squadra in cui promettevano i giovani Santi Cazorla e Bruno Soriano.

L’iPhone ancora non esisteva (sarà presentato a luglio) e in pochi conoscevano Facebook: meno di duecentomila persone in Italia, meno di cento milioni nel mondo, oggi sono due miliardi e mezzo. La crisi economica era ancora nella sua fase embrionale e gli Stati Uniti non avevano mai avuto un presidente afroamericano. Nel mondo del calcio il giocatore più forte del mondo era Kakà: Cristiano Ronaldo e Messi erano due promesse che non avevano ancora vinto neanche un Pallone d’Oro. Anche se il Manchester United vincerà la Champions League in Russia e la carriera di Cristiano prenderà il volo.

Da allora sono trascorsi undici anni e mezzo, durante i quali il Villarreal ha pareggiato sei volte e ne ha perse sedici contro il Barcellona. Non si può più parlare solo di una striscia negativa, ma di un complesso di inferiorità. E non ci si può nemmeno rifugiare negli alibi del ciclo Guardiola o della carriera di Messi, cioè alcune tra le migliori stagioni della storia del Barça, i numeri sono troppo severi. E pensare che il Villarreal ha avuto anche la possibilità di interrompere la spirale negativa in partite meno importanti come in Copa del Rey. O ad esempio alla terzultima giornata della stagione 2017/18, quando lottava per un posto in Europa e il Barcellona non aveva niente da chiedere al campionato. Anche in quell’occasione il Submarino amarillo fu sconfitto, ma non di misura, bensì con una goleada.

Per ogni alibi ci sono decine di aggravanti: ecco l’elenco delle cinquantadue sconfitte del Barcellona contro le squadre spagnole in questo periodo:

11 contro il Real Madrid;
5 contro la Real Sociedad;
4 contro Atlético de Madrid, Siviglia, Celta Vigo, Valencia e Athletic Bilbao;
3 Betis;
2 Espanyol, Málaga, Levante, Granada, Deportivo La Coruña, Maiorca, Osasuna;
1 Getafe, Alavés, Valladolid, Numancia, Hércules di Alicante, Leganés.

E aggiungiamoci le diciotto sconfitte in Europa. Due volte contro Bayern Monaco e PSG, più una contro Manchester United, Wisła Cracovia, Shakhtar Donetsk, Rubin Kazan, Inter, Arsenal, Chelsea, Celtic, Milan, Ajax, Manchester City, Juventus, Roma e Liverpool. In totale settanta partite perse, tra cui squadre come Numancia, Hércules di Alicante, Maiorca o Wisła Kraków.

Questa volta, per la prima volta nella storia, il Villarreal affronterà il Barcellona guardandolo dall’alto in basso in classifica. Non era mai successo prima. Nemmeno nella stagione in cui arrivarono vice-campioni di Spagna dietro solo al Real Madrid. Anche se è successo più di una volta che siano giunti alla sfida con gli stessi punti. Questa volta è l’occasione buona per interrompere questa dannata maledizione: perché il Villarreal ha ritrovato ottimismo e buon calcio, e perché il Barcellona sta avendo molti più problemi rispetto al passato.

E dovrà riuscirci in uno stadio che per molto tempo ha portato bene. La prima trasferta in questo stadio in Primera División si è conclusa con una delle partite più memorabili dai tifosi: 1-3 da neo-promossi (e retrocessi a fine anno). E prima che il Villarreal iniziasse questa serie di nove sconfitte consecutive al Camp Nou (otto in campionato), cioè la sua peggior serie sullo stesso campo, aveva dimostrato di poter battere il Barcellona senza la necessità di congiunzioni astrali.

Prima di questa striscia aveva battuto i catalani più volte di quanto fosse stato sconfitto (otto a sette). E anche se la Catalogna è una delle regioni più difficili per il Sottomarino giallo (ha vinto solo quattro delle ultime ventinove partite), l’ultima è finita bene: la vittoria a Girona ad aprile. Bisogna invertire l’inerzia e tornare a sognare. E bisogna farlo ora.

About Mihai C. Vidroiu 625 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*