Chi è Xavi Quintillà

Approfondimento sul canterano promosso da Calleja in prima squadra

Fonte foto: villarrealcf.es

Con l’arrivo di Alberto Moreno la società ha deciso di liberarsi di Jaume Costa a cui è stato preferito Xavier Quintillà Guasch, giovane terzino sinistro che ha debuttato in Primera División soltanto lo scorso 30 marzo in quel di Vigo. Dietro a questa decisione non c’è stata una valutazione puramente tecnica, Jaume Costa era uno dei più anziani dello spogliatoio e un terzino che ha garantito prestazioni di livello assoluto per anni. Quintillà d’altronde è disposto a sedersi in panchina e promette molto bene, andiamo perciò a scoprire l’ultimo dei giovani promossi dal Villarreal B.

Nato a Lleida, Catalogna, il 23 agosto ‘96 Xavi Quintillà viene iscritto a soli sei anni alla scuola-calcio della sua cittadina, l’Unió Esportiva Lleida, dove verrà formato fino a tredici anni. Segue le orme del fratello maggiore di tre anni, Jordi, ma presto diverrà lui la promessa in casa Quintillà (Oggi Jordi Quintillà gioca nel San Gallo, in Svizzera). Il suo idolo è Busquets, e infatti spesso e volentieri la sua posizione preferita è quella di giocare nel cuore del centrocampo. Ma a differenza del mediano del Barcellona eccelle fra gli altri per il suo sinistro morbido e la sua tecnica sopra la media.

La delusione maggiore sarà proprio quando andrà alla Masia col suo compagno Aleix per sottoporsi a un provino per i blaugrana. L’amico Aleix viene selezionato mentre lui no. Ma è giovane, c’è tempo. La seconda possibilità arriva nel gennaio del 2009 quando Carlos Bueno lo segnala all’osservatore azulgrana Xavi Miquel, osservatore della zona di Lleida. Quintillà ci riprova e stavolta va bene: in primavera viene comunicato alla famiglia che dall’estate potrà allenarsi nella cantera più prestigiosa di Spagna.

Ma è ancora molto giovane e Barcellona dista un’ora, perciò si arriva a un compromesso: si allenerà solo due volte alla settimana nel capoluogo catalano e una volta nel centro sportivo di Lleida. Per la famiglia è comunque un impegno, e visto che nessuno può accompagnarlo fino a Barcellona agli allenamenti si recherà in taxi. Ma ne vale la pena. Alla Masia si confronta con i migliori talenti del paese e non solo: nella stessa estate sbarca un suo coetaneo appena sbarcato dal Paraguay, un certo Antonio Sanabria. In Italia si è fatto un nome.

Qui viene aggregato alla squadra Infantil A, allenata da Andrés Carrasco, oggi allenatore dell’under-19 dello Shakhtar Donetsk. È lui che per la prima volta lo prova come difensore centrale per sfruttare la sua capacità di uscire palla al piede e di sistemare la difesa dall’occhio del ciclone. In questa nuova posizione s’ispira a David Luiz, allora uno dei difensori più quotati al mondo, ma impara a disimpegnarsi in entrambi i ruoli, abbandonando posizioni più alte, che invece aveva occupato da piccolo nel Lleida.

Nel suo secondo anno il Barça aggrega anche suo fratello Jordi nella cantera e perciò la famiglia Quintillà, rassicurata dalla presenza del fratello che a breve compirà diciassette anni, decide di lasciarli andare. I due fratelli si trasferiscono in pianta stabile nella residenza della Masia per potersi allenare al cento percento nel settore giovanile più importante al mondo. Quinti, come viene ormai soprannominato, inizia la stagione con il Cadete B di Fran Artiga ma una lunga serie di addii nella categoria superiore lo promuoveranno in corso d’opera.

Bellerín e Toral se ne vanno all’Arsenal, mentre Pol Garcia accetta l’offerta della Juventus, e con la lesione di Roger Riera il suo avanzamento diventa permanente. Nel Cadete A di Javier García Pimienta vincerà la Liga e la Coppa Catalogna. Le sue prestazioni non passano inosservate: Sergi Barjuan lo fa debuttare nel Juvenil B (due squadre sopra la sua età) e riceve anche la chiamata dalla nazionale giovanile under-16. Da qui in poi giocherà sempre almeno una categoria sopra ai parametri della sua età.

L’anno successivo diventa parte della rosa del Cadete A e Pimienta lo prova sia centrale che regista, ma sfrutta la sua duttilità per provarlo anche come terzino sinistro. Quintillà, che sa adattarsi bene anche a questo ruolo, continua a far parlar bene di sé. Spesso gioca anche nel Juvenil B, a volte come titolare, e a soli quindici anni viene chiamato nella selezione nazionale under-17. Non eccelle in nulla ma la sua intelligenza tattica fuori dalla norma gli permette di garantire buone prestazioni in ogni posizione.

A sedici anni, pur essendo ancora un Cadete, viene promosso stabilmente nel Juvenil B: è per distacco il più giovane della rosa, ma non sfigura affatto. Anzi. Di tanto in tanto Jordi Vinyals se lo porta nel Juvenil A. Vinyals è un ex-centrocampista di scuola azulgrana che disputò anche due anni nel Villarreal in Segunda División A tra il ‘94 e il ‘96. Fu proprio il Sottomarino giallo la prima società che gli offrì un contratto da allenatore: era il 2000 e il neonato Villarreal B affrontò la sua prima campagna in Primera Regional, sesto gradino della piramide calcistica. Chiuse la stagione con ventisei vittorie in trenta gare e una differenza reti di +108.

Nel 2013/14 Vinyals arruolerà a tempo pieno il giovane Xavi Quintillà nel suo Juvenil A, il corrispettivo della Primavera spagnola. I ragazzi vinceranno la Liga, ma perderanno ai play-off scudetto contro il Real Madrid di Marcos Llorente, che si aggiudicherà il titolo nazionale. Ma arriverà la consolazione nella prima Uefa Youth League della storia. Quintillà segnerà il primo gol del Barcellona nella competizione e giocherà tutte le gare, eccetto la terza partita del girone, oramai inutile in quanto il Barça si era già qualificato aritmeticamente.

Ai quarti viene eliminato l’Arsenal degli ex Bellerín e Toral (ma anche di Gnabry) per quattro a due, e in finale il Benfica di Gonçalo Guedes per tre a zero. E pensare che Quintillà, oramai terzino sinistro inamovibile, era da molti considerato la mascotte della squadra per la sua tenera età. Prestazioni che gli valgono anche la selezione under-18 spagnola. L’anno successivo sarà il capitano della squadra, ma con il cambio generazionale sarà una stagione da dimenticare, con il quarto posto in Liga.

Ma è il 2015 l’anno del salto tra i professionisti. Con il contratto in scadenza a giugno la società glielo prolunga per un altro triennio e lo promuove nel Barcellona B di Gerard López, che milita in Segunda División B, stesso girone del Villarreal B. Ma la squadra filiale del Sottomarino giallo è ben attrezzata: la allena Paco López, oggi al Levante in massima serie, e spiccano talenti quali Rodri, Pedraza e Leo Suárez. Il Villarreal B arriverà secondo e perderà ai play-off mentre per il Barça sarà una stagione da metà classifica.

Dopo una stagione fallimentare si fa piazza pulita: Quintillà viene spedito in prestito nel suo Lleida, sempre in Segunda B e perderà contatto diretto con la cantera blaugrana. Il piccolo Lleida concluderà l’anno in ottava posizione e Quintillà sarà ormai dimenticato da tutti. In questo momento si affaccia il Villarreal che è disposto a prenderlo per rinfoltire la sua squadra B. Il richiamo di un settore giovanile di spicco come quello del Submarino amarillo è una buona offerta per il ragazzo che ormai ha già ventuno anni. Nella stessa estate il Villarreal, che dopo l’ennesimo tentativo fallito di promozione in cadetteria è costretto a cambiare buona parte della rosa, ingaggia sia Quintillà che il suo compagno Roger Riera dal Barcellona.

È una stagione confusa: inizia Javi Calleja, appena promosso dal Juvenil senza passare per il Villarreal C, ma dopo poche giornate viene chiamato per la prima squadra, in seguito all’esonero di Fran Escribá. La squadra verrà affidata a Miguel Álvarez, tecnico esperto che ama lavorare con i giovani, e punta su giocatori di talento come Miguelón, Pau Torres, Morlanes, Quintillà. Tutti ragazzi oramai famosi. Dopo un anno e mezzo da titolare nel MiniSubmarino lo scorso marzo Quintillà ha debuttato con la prima squadra. Inizialmente i due terzini sinistri avrebbero dovuto essere Jaume Costa e Pedraza, ma poi Calleja ha ripensato Pedraza como esterno e quando Jaume Costa non è stato disponibile ha voluto puntare sul giovane Quintillà.

Il ragazzo ha mostrato di avere molti difetti da affinare ma un gran potenziale soprattutto nella fase offensiva: buon controllo di palla, tocco morbido e un cross che sembra una pennellata. Meno bene quando c’è da difendere, ma i dissapori tra Calleja e Jaume Costa hanno portato alla sua promozione in pianta stabile in prima squadra. Adesso Adesso che Alberto Moreno non sarà disponibile per un paio di mesi circa, è il suo turno di dimostrare di che pasta sia fatto.

 

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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