Chi è Pau Torres, il figlio di Vila-real

Arriva come quarto centrale, ma è già titolare

Pau Torres

Uno dei volti nuovi di questa stagione sarà quello di Pau Torres, centrale di ventidue anni che dopo un anno in prestito al Malaga è tornato alla base e si giocherà le sue carte in prima squadra. Il suo è un caso alquanto raro perché, oltre a essere un canterano di lunga data, è uno dei pochi nati e cresciuti a Vila-real che ha raggiunto la Primera División con il Villarreal. Prima di lui ci sono riusciti solo César Arzo (che arrivò a disputare quella semifinale di Champions League contro l’Arsenal), Héctor Font (anche lui si ritagliò i suoi spazi nel miglior Villarreal di sempre) e Xisco Nadal (che però è nato a Palma di Maiorca).

Pau Francisco Torres, classe ’97, ha già allungato questa lista. Oltre ad aver debuttato in prima squadra in una gara di Copa del Rey due anni e mezzo fa, ha anche accumulato due gettoni in Liga nella stagione 2017/18. Ma quest’anno è stato aggregato integralmente alla prima squadra e sarebbe dovuto partire come terzo centrale, ma di fatto ha già soffiato il posto a Funes Mori.

Eppure la sua storia d’amore con il Submarino amarillo inizia a cinque anni e mezzo, quando è entrato nel settore giovanile del club della sua città. E il suo primo allenatore è stato Luis Arnau, che anni dopo è arrivato a ricoprire il ruolo di preparatore fisico della prima squadra. Un altro tecnico importante per la sua crescita è stato Salva Zapata, durante il biennio nel Cadete.

Si tratta di un difensore centrale, anche per via della sua altezza: quando venne convocato nell’under-18 toccava già i 188 centimetri. All’epoca giocava nel Juvenil A del Roda, il club giovanile satellite del Villarreal, e si guadagnò la nazionale assieme a un altra promessa della cantera: Aleix García, oggi di proprietà del Manchester City. Così nel 2015 inizia la sua ascesa nella cantera grogueta.

Nel 2015/16 rientra alla base e sotto la guida di Javi Calleja diventa il centrale di riferimento del Juvenil A del Villarreal, corrispettivo della nostra Primavera, che vince il proprio girone regionale. Il tecnico lo vorrebbe allenare per un altro anno, ma le sue qualità lo spingono a fare il salto con i grandi. La logica vorrebbe che iniziasse la nuova stagione con il Villarreal C, ma viene promosso addirittura nella squadra B, dove diventa subito titolare. Questo è l’anno dove entra nel giro della prima squadra e debutta in tutte e tre le competizioni: Coppa del Re, Primera División e anche Europa League. Mentre in Segunda B chiuderà una grande annata con il MiniSubmarino che chiuderà quinto, a un soffio dai play-off.

Nel 2017/18 le cose vanno ancora meglio. Le continue chiamate di Calleja in prima squadra ne riducono l’impiego con la squadra riserve, ma quando è disponibile il posto non glielo toglie nessuno. Il Villarreal B chiude l’anno al secondo posto e nei play-off elimina le riserve dell’Athletic Bilbao, il Fuenlabrada ma il sogno si spegne all’ultimo spareggio contro l’Elche. Dopo una stagione così importante non può restare in Segunda B.

Nell’estate lo cerca il Malaga e per la prima volta lascia la sua Vila-real. È solo un prestito gratuito per un anno, ma è la possibilità di dimostrare il suo valore in una categoria importante. Alcuni tifosi del Malaga ritrovano curiosamente un suo messaggio su Twitter di cinque anni prima, in cui scriveva “Furto al Malaga” in occasione di quello storico quarto di finale contro il Borussia Dortmund in cui gli andalusi furono polemicamente eliminati. Entra così nelle grazie non solo della tifoseria ma anche del tecnico Muñiz.

Alla prima giornata di campionato scenderà in campo da titolare e vi rimarrà per tutta la stagione, anche col nuovo allenatore Víctor subentrato in primavera. Non solo non patisce il salto di categoria ma entra anche nel giro dell’under-21, senza però riuscire a strappare un passi per gli Europei in Italia. Il cammino del Malaga si fermerà solo nella semifinale di play-off ma Pau Torres è stato in assoluto uno dei migliori della stagione.

Oggi può tornare alla base dall’alto dei suoi 191 centimetri. Si ispira a Piqué, ma il suo idolo resta Bruno Soriano. E come molti giocatori ha i suoi riti pre-gara: si infila prima lo scarpino del suo piede preferito, il mancino, ed entra nel terreno di gioco con tre saltelli su quella gamba e facendo il segno della croce. Ma prima del fischio d’inizio compensa con altri due saltelli. Finora gli hanno portato molta fortuna, ma adesso inizia il vero gioco, quello del calcio che conta.

 

About Mihai C. Vidroiu 631 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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