Chi è Javier Ontiveros

Tutto il buono e il cattivo di un talento capace del meglio e del peggio

Ontiveros

Javier Ontiveros Parra il prossimo 9 settembre compirà ventidue anni ed è arrivato al Villarreal con la reputazione di miglior esterno della Segunda División. Secondo altri esperti addirittura miglior calciatore della cadetteria, grazie a un talento dal potenziale enorme. Classe cristallina, senza dubbi, ma con un bagaglio di perplessità circa il suo temperamento. Nella conferenza-stampa di presentazione si è detto dispiaciuto di dover portare questa nomea a causa di fatti lontani nel tempo, per questo conoscere la sua storia può essere ancora più interessante del solito.

Nato a Marbella, in Andalusia, inizia a giocare nel Vázquez Cultural fino alla squadra Alevin. Ma la sua tecnica fuori dal normale attirano l’attenzione del Betis, club in cui militerà per poco più di un anno nella squadra Infantil, alternando presenze con i ragazzini più grandi nella categoria Cadete. Ha solo tredici anni quando viene espulso dalla cantera in seguito a un litigio con un compagno. È in questo momento che appare Manel Casanova, emissario del Malaga che vuole portarlo nella Academia e crede ciecamente in lui. Lo aveva visto nel campionato andaluso Infantil a Villanueva del Trabuco e si era appuntato il suo nome.

La famiglia vuole metterlo in riga: dopo aver bruciato la possibilità di giocare in una squadra storica come il Betis, non può permettersi di lasciarsi scappare anche questa. Così la zia decide di accompagnarlo da Marbella a Malaga e ritorno, una sessantina di chilometri a tratta, affinché Javi non salti neanche un allenamento. E i risultati si vedono. Viene subito nominato miglior calciatore della Coppa Coca-Cola, categoria Cadete. E così inizierà a essere convocato per la nazionale under-17, poi la under-18 e l’under-19.

La sua traiettoria calcistica continua tra prestazioni di alto livello e bravate. Nell’estate 2014 Salva Ballesta, il tecnico dell’Atlético Malagueño, la squadra riserve del Malaga, lo chiama per allenarsi in Tercera División a neanche diciassette anni compiuti. Ma, per motivi disciplinari mai emersi, lo rimanderà nella squadra Juvenil nel giro di qualche settimana. Il Malaga vincerà il campionato andaluso salvo poi perdere ai quarti dei play-off scudetto (sarà l’anno della storica vittoria del Villarreal Juvenil di Calleja). E lui alternerà tutta la stagione tra la squadra B e la Primavera.

Il suo destro vellutato e la sua rapidità nell’uno contro uno non passano inosservate. Ma soprattutto i suoi trentacinque gol tra il juvenil e l’Atlético Malagueño: l’estate successiva è Javi Gracia a convocarlo per la preparazione atletica con la prima squadra. A giugno il Villarreal acquista le due ali Castillejo e Samu García e così al ritiro di luglio Gracia chiama Ontiveros. Il talento di Marbella lo colpirà, tanto da farlo debuttare a novembre in Primera División a soli diciotto anni. Intanto nella squadra riserve, allenata da Manel Ruano, emergerà con undici gol stagionali, al fianco di un altro giovane di cui si parla molto bene: Pablo Fornals.

Ma sarà il 2016/17 l’anno del salto di categoria. Se Fornals viene subito aggregato alla prima squadra, Javi Ontiveros dovrà aspettare pochi mesi. A inizio novembre entra nel secondo tempo della gara contro lo Sporting Gijón: fornisce un assist, ribalta l’incontro (da 1-2 a 3-2) e viene incoronato migliore in campo. Il Malaga si rende conto di non poter più prescindere dal suo talento. Si serviranno delle sue prestazioni sia Juande Ramos prima, sia Míchel nel finale di stagione.

Ma per l’ennesima volta appena le cose sembrano iniziare a girare per il verso giusto “Onti”, come viene spesso chiamato, ci ricasca. Il 19 settembre 2017 il Malaga viene sommerso di gol dal Valencia: finisce con un rotondo cinque a zero. E Ontiveros viene beccato a lasciare un “cuoricino” di gradimento su una foto di Toni Lato, difensore del Valencia, nella quale i giocatori in maglia bianca celebrano la vittoria sulla sua squadra. E come se non bastasse due sere dopo viene pizzicato in una discoteca di Granada.

Nella conferenza-stampa dell’allenatore Míchel, venerdì 22 settembre, il tecnico del Malaga conferma la sua esclusione dalla lista dei convocati per motivi disciplinari. «È stato escluso per una situazione che ha creato lui stesso, la consideriamo disciplinarmente grave e non è la prima volta.» ha dichiarato il tecnico davanti alle telecamere «Oltre a questo ci sono state altre cose che non mi convincono, ma non a me, bensì al gruppo. Al di là della qualità del giocatore o del suo futuro dobbiamo pensare al gruppo; però non solo io, l’ha fatto il direttore sportivo e anche i suoi compagni».

E poi ancora. «Quando si prendono decisioni di questo tipo è perché la situazione è grave. Inoltre, a livello personale, non mi è piaciuto per niente quando mi hanno mostrato che ha messo quel “like” dopo che ne abbiamo presi cinque. So che molti credono in lui, e io per primo che l’ho messo titolare. Ma più di così non posso proprio fare».

Rimarrà fermo per due giornate di campionato salvo poi rientrare man mano nelle rotazioni della squadra. Ma a fine gennaio viene spedito in prestito al Valladolid, in Segunda División. Se troverà un buon minutaggio e la promozione a fine stagione, dal punto di vista comportamentale lascia traccia anche lì. A maggio viene alle mani con un altro compagno, Giannīs Gianniōtas, durante una sessione di allenamento. Un tifoso che assiste alla scena urla dagli spalti: «Vogliamo fermento, ma non così!». Parlerà dell’accaduto solo Óscar Plano, affermando che è un buon segno, che i giocatori sono motivati, ma che in spogliatoio si sono riabbracciati. A fine anno torna alla base.

Lo scorso anno, col Malaga retrocesso in Segunda, López Muñiz lo dosa, ma sarà con l’arrivo di Víctor Sánchez che ritroverà protagonismo fino a diventare uno dei giocatori più imprevedibili della categoria. Rapidità, palla attaccata al piede, capacità di creare superiorità superando l’uomo e un gran destro a rientrare. Nella gara più importante dell’anno, la semifinale dei play-off promozione al Riazor di La Coruña, sforna un assist e un gol d’autore. Ma non basta, perché il Deportivo ne segna quattro e si qualifica in finale, ma la stella è senz’altro Ontiveros.

 

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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