Chi è André-Frank Zambo Anguissa

Zambo Anguissa

Dopo la bocciatura di Santiago Cáseres e l’avanzamento di Iborra il Villarreal ha deciso di virare su un altro centrocampista centrale. Il nome scelto è quello di André-Frank Zambo Anguissa, mediano pagato tra i venticinque e i trenta milioni di euro dal Fulham appena un anno fa. È arrivato con la formula del prestito e un diritto di riscatto fissato all’incirca sui venticinque milioni di euro. Si tratta di un incontrista di contenimento con un’intelligenza tattica fuori dalla media, sarà il polmone del centrocampo del Villarreal.

La sua storia inizia in Camerun. Nato nella capitale Yaoundé, uno degli aneddoti più interessanti è che il suo quartiere ha lo stesso nome della sua famiglia: Anguissa. Gioca per strada con il numero dieci e gli altri bambini lo chiamano Ronaldinho o Robinho, come i numeri dieci più in voga all’epoca. La sua carriera inizia nel 2013 durante il torneo giovanile G7, quando viene avvistato dall’agente Maxime Nana, che lo abborda per portarlo al Coton Sport, lo stesso vivaio da cui è emerso anche Vincent Aboubakar.

Il palcoscenico di una delle squadre più ricche e importanti del panorama nazionale gli permette di conquistare la nazionale under-20 e una vetrina in Europa. Lì, nel nord del paese, viene soprannominato «le 6 propre», “il classico 6”. Nel 2014, a soli diciott’anni, viene prestato allo Stade de Reims, squadra di Ligue 1, massima serie francese. L’allenatore Jean-Luc Vasseur se ne innamora e lo aggrega alla prima squadra, pur dosandolo col contagocce. Ma quando viene esonerato e arriva Olivier Guégan viene retrocesso nella squadra Primavera e la sua progressione si arresta.

Nel frattempo lo stavano attentamente seguendo sia il Valenciennes che l’Olympique Marsiglia. Ad aggiudicarsi i suoi servigi è proprio l’OM in piena fase di ricambio generazionale. Con le cessioni di Gignac, Payet e André Ayew e l’addio di Bielsa dopo una sola gara di campionato, la squadra è affidata allo spagnolo Míchel. La sua squadra non vincerà in casa per un intero semestre e chiuderà al tredicesimo posto, il peggior piazzamento degli ultimi diciotto anni. E per Zambo Anguissa le cose non andranno molto meglio.

Nonostante sia il quarto camerunense in rosa e venga preso sotto l’ala di Lassana Diarra e Abu Diaby la sua presenza in campo è più che risicata. Agli allenamenti è uno dei primi di arrivare e uno degli ultimi ad andarsene, chiede che gli venga spiegato in video cosa sbaglia e dove può migliorare, la sua umiltà e il suo impegno lo precedono. Ma non bastano. Raccoglie qualche presenza, e niente più. Pensa alla sua famiglia in Africa, a suo fratello, ai suoi amici, pensa anche a tornarsene in Camerun, ma sono solo momenti.

Di fatto l’estate successiva è quella del cambiamento. A Marsiglia arriva Rudi García, cacciato dalla Roma pochi mesi prima, e il suo potenziale può finalmente esplodere. Con i suoi 184 centimetri diventa il recupera-palloni del 4-2-3-1 disegnato dal nuovo tecnico, che gli affianca Luiz Gustavo in cabina di regia. Con Rudi García affina le sue competenze tattiche: corre molto, ma inizia a capire come correre meno e durare di più. L’Olympique torna in zona europea e Zambo Anguissa si guadagna la prima chiamata nella nazionale maggiore. A fine anno strappa perfino il passi per la Confederations Cup, dove trova la sua prima rete con i Leoni indomabili.

L’anno successivo diventa uno dei pilastri di una squadra che oltre a vincere, convince sempre più. L’OM chiude al quarto posto in classifica e soprattutto raggiunge un’insperata finale di Europa League. Zambo Anguissa le gioca quasi tutte, salta solo una gara della fase a gironi, e quasi sempre titolare. Ma l’avventura finisce in finale contro l’Atlético Madrid che stravince con un secco tre a zero. In Francia ha convinto un po’ tutti. Così nell’estate arriva il salto in Premier League.

L’8 agosto, ultimo giorno di mercato per l’Inghilterra, il Fulham invia a Marsiglia una delegazione con tanto di staff medico al seguito per convincere l’OM ed eventualmente sottoporre il giocatore alle visite mediche. È una manovra contorta che si era attivata nei giorni precedenti quando l’intermediario Willie McKay, che aveva già aiutato il Marsiglia a vendere Payet in Premier League poche settimane prima, disincentiva l’interesse del West Ham in favore del Fulham. Maxime Nana, procuratore di Zambo Anguissa, chiede aiuto a Pini Zahavi per piazzare il giocatore in un club che possa garantire un lauto salario al suo assistito.

Il Fulham si era accorto di lui grazie al software di Brian Talbot, capo-osservatore della rete dei Cottagers, che cercava un centrocampista under-25 dotato di forza fisica e velocità. A quel punto, con la raccomandazione di Pini Zahavi e Willie McKay, l’interesse del Fulham si è trasformato in priorità. Ma la riunione della delegazione britannica con i dirigenti francesi non è delle migliori: i quindici milioni di euro proposti non sono sufficienti per lasciarlo andare. Così l’offerta viene alzata a quasi il doppio: ora ci siamo. Per un giocatore che era costato meno di un milione di euro, sotto forma di indennizzi di formazione, in soli tre anni il Marsiglia incassa la sua terza miglior cessione di sempre.

Purtroppo a Londra le cose non andranno bene. La squadra allenata prima da Jokanović, poi da Claudio Ranieri e infine dal giovane Scott Parker, viene aritmeticamente retrocessa con ben cinque giornate di anticipo. Zambo Anguissa ha collezionato ventidue presenze e molte delusioni. Mentre la sua presenza in Coppa d’Africa, al fianco di Toko Ekambi, si è spenta contro la Nigeria di Chukwueze.

Adesso arriva in prestito per rilanciare la sua carriera. L’ultima volta che arrivò un mediano di proiezione dalla Francia le cose non andarono molto bene. Chiedere a Rio Mavuba per conferma. Ma il potenziale fisico di questo ragazzo di ventitré anni potrebbe essere ancora molto. Starò a Calleja saperlo tirar fuori.

About Mihai C. Vidroiu 609 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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