Rinnovo Calleja, ecco perché continuare a credere ancora in lui

Il punto di vista di Alferdo Matilla, giornalista di AS, sul tecnico del Villarreal

Calleja

Lo scorso mercoledì ai microfoni di Radio Vila-real è intervenuto Alfredo Matilla, giornalista di AS, per commentare la riconferma di Javi Calleja sulla panchina del Villarreal. Nel corso della trasmissione sono emersi alcuni concetti molto interessanti che analizzano la decisione del club da un punto di vista differente. L’opinionista, che spesso si occupa delle cronache del Sottomarino giallo, non vive l’ambiente dall’interno e ha il privilegio di vedere le cose dal di fuori. Ecco la sua prospettiva.

Sul rinnovo di Calleja. «Mi sembra una buona soluzione e ti spiego perché. Il Villarreal non può permettersi di perdere neanche un minuto, perché ha già perso molto tempo in quest’ultima stagione. Credo che la cosa migliore sia continuare con un allenatore che conosca alla perfezione la rosa, che sa dove si è sbagliato e dove si è azzeccato. Portare un altro allenatore, con altri collaboratori, con altri metodi, con un’altra mentalità, senza conoscere lo spogliatoio, credo che ritarderebbe molto le cose

Ha appreso dai suoi errori? «Credo di si. Penso che all’inizio avesse timore di cambiare alcune cose che aveva notato ma che non aveva il coraggio di modificare, come ad esempio la linea difensiva. […] Dopo esser stato esonerato ha rischiato di cadere nell’oblio. Lui stesso ha detto di essersi rivisto tutte le sue partite per capire cosa avesse sbagliato. E al suo ritorno credo abbia messo le cose in chiaro. Cosa voglio dire: se adesso vuole cambiare qualcosa in campo o lasciare in panchina chi non ha reso come ci si aspettava, stavolta non guarderà dall’altra parte per non intromettersi col direttore sportivo o la dirigenza. Adesso prenderà il toro per le corna.»

«Ricordo un periodo di questa stagione nel quale Chukwueze è partito dalla panchina per otto partite di seguito» in questo passo Matilla si riferisce dal ritorno di Calleja a inizio febbraio fino a metà marzo «ma il Villarreal non se lo può permettere. Si è data priorità ad altre cose e non al presente. È come se il rischio di retrocedere non sia stato preso sul serio finché non hanno sentito il calore delle fiamme dell’inferno. Io credo che nella sua prima tappa Calleja non avesse il polso di prendere decisioni per via di altri fattori che non conosco. E credo che questo non accadrà più.»

«Per fare un paragone pensate a Guardiola che salta dalla cantera alla prima squadra. Avrebbe potuto dirsi grato alla società per l’opportunità, assecondare le pressioni societarie e invece appena arrivato cosa fece? Via Ronaldinho, via Eto’o… questo è ciò che è mancato a Calleja. E ti faccio l’ultimo esempio: Calleja a ogni periodo di crisi n’è uscito facendo debuttare un canterano: questo è avere personalità. Se un giocatore d’esperienza non sta rendendo, a causa di problemi fisici, d’età o qualsiasi possa essere il problema, dentro con un ragazzino. Questo è avere personalità, io penso che l’ha sempre avuta, ma solo ora l’ha tirata fuori».

Nonostante la stessa redazione di questo blog abbia accolto con freddezza la notizia del rinnovo, bisogna dare atto alla profondità di quest’analisi. Calleja a inizio stagione si è intestardito con alcune idee fisse: il rombo, la difesa a quattro, Pedraza terzino, la titolarità di Fornals. Tutte idee che che (eccetto per il rendimento altalenante di Fornals) ha abbandonato nella sua seconda tappa. Ciò non vuol dire che la conferma di Calleja sia da rivalutare, anzi. Ogni decisione ha i suoi pro e i suoi contro, e il calcio è e resterà sempre impronosticabile.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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