Llaneza racconta retroscena e aneddoti sul Villarreal di Pellegrini e Forlán

Aneddoti e retroscena su 25 anni di Villarreal da Marcos Senna ad Arruabarrena

Pellegrini

Lo scorso 18 maggio il vice-direttore del Villarreal José Manuel Llaneza ha celebrato i venticinque anni che lo hanno legato al club. Per l’occasione è stato intervistato da Javi Mata per un documentario che è stato pubblicato in cinque puntate dalla (nuova) piattaforma web della società. Considerando che per almeno quindici anni è stato il direttore sportivo del Sottomarino giallo e che nell’ultima decina ha preso parte a tutte le decisioni più importanti del Villarreal ne ha avute di cose da raccontare.

Ha avuto modo di spiegare meglio retroscena che erano già noti, come il mancato acquisto di Gilberto Silva nell’estate del 2002. Llaneza aveva già chiuso l’accordo sia con l’Atlético Mineiro che con il calciatore, ma la sua convocazione ai Mondiali in Korea e Giappone fece posticipare la firma sul contratto. Poi Emerson s’infortunò poco prima dell’inizio della rassegna, Gilberto Silva ne prese il posto e si laureò campione del mondo. A quel punto irruppe l’Arsenal che offrì molto di più (4,5 milioni di sterline, poco meno di sette milioni di euro) e se lo portò via. Con i Gunners avrebbe poi vinto la Premier League nel 2004 e raggiunse la finale di Champions League nel 2006, proprio a spese del Villarreal.

Altri aneddoti noti furono l’acquisto di Martin Palermo (convinto in otto-nove giorni mentre questi era in vacanza a Punta del Este, località balneare in Uruguay) e di Marcos Senna. Il brasiliano fu ingaggiato tra la semifinale di ritorno e l’andata della finale della Copa Libertadores 2002, come rimpiazzo di Gilberto Silva. Llaneza si recò lì per visionare Somália, l’attaccante centrale del São Caetano, ma venne folgorato da un giovane che correva in mezzo al campo. Chiama subito il presidente Roig per dirgli che ha trovato il nuovo Mauro Silva, all’epoca pilastro del Deportivo La Coruña che aveva vinto la Liga due anni prima.

Arriva il beneplacit per l’operazione e prima della finale, poi persa contro l’Olimpia de Asunción, si giunge all’accordo anche con il club per circa seicentomila euro. Senna diverrà una bandiera del Villarreal (e verrà cercato da Alex Ferguson in persona), mentre Somália rimase in Brasile a vivacchiare. A proposito, al suo posto venne poi preso il 22enne Carlos Aranda, il cui nome ha circolato sulle pagine sportive pochi giorni fa per gli arresti seguiti all’ultima vicenda di calcio-scommesse in Spagna.

Un’altra vicenda che merita di essere raccontata è quella sull’arrivo di Manuel Pellegrini, un’altra “scoperta” dell’allora direttore sportivo. Quando Llaneza gliene parla al presidente, Fernando Roig reagisce come se fosse un’idea assurda: «un cileno che ha allenato in Ecuador?!?». Così il d.s. chiede, e ottiene, un colloquio a tre. Alla fine di quel colloquio Roig dirà a Llaneza di offrire un triennale a quello che diverrà l’allenatore più amato della recente storia del Submarino amarillo.

Nel corso della stessa estate, parliamo del 2004, arrivò anche Diego Forlán. Llaneza convinse il giocatore mentre si trovava ad Amburgo e da lì volò diretto a Manchester, dove strappò il giocatore a Ferguson. Oltre al conguaglio economico il d.s. spagnolo chiese anche un’amichevole a Vila-real tra il Sottomarino giallo e il Manchester United, ma i dirigenti inglesi si misero a ridere. La sorte ha poi voluto che nel giro di pochi anni i Red Devils fossero costretti a giocare al Madrigal in Champions League. Per ben due volte. E senza mai aver segnato neanche un gol.

Un ultimo aneddoto curioso è legato a Rodolfo Arruabarrena, il terzino che eliminò l’Inter dai quarti di finale della Champions League 2005/06. Fu uno dei giocatori più difficili da convincere, tanto che Llaneza pur di strappargli la firma gli assicurò che a Vila-real c’era sempre il sole. Per questo una volta atterrato in Spagna, dove rimase per sette lunghi anni, ogni volta che pioveva entrava nell’ufficio di Llaneza per chiedere di poter andarsene perché gli era stato detto che non pioveva mai. Storie che strappano un sorriso e restano nel cuore.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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