I segreti delle rimonte più incredibili di Liga

Da Paco Jémez a Héctor Cúper: vademecum per sbarazzarsi dell'ansia da prestazione

La situazione del Villarreal è drammatica, ma è presto per tirare i remi in barca. Tra i casi più recenti di rimonte dai bassifondi spicca quello del Rayo Vallecano 2013/14 guidato da Paco Jémez. Allora la squadra madrilena rimase intrappolata nella propria mediocrità fino a fine febbraio: dopo venticinque turni infatti i franquirrojos avevano solo venti punti e distavano cinque lunghezze dalla quartultima. Una situazione analoga a quella del Villarreal di oggi: che ha gli stessi punti, un ritardo di soli quattro punti e due gare in più da disputare.

A sinistra la classifica dopo 25 turni nel 2013/14, a destra quella attuale. In grassetto i punti.

Il miracolo di Paco Jémez

Da inizio marzo in poi il Rayo si svegliò: “bastarono” (si fa per dire) sette successi e due pareggi nelle ultime quattordici gare per raggiungere una tranquilla salvezza. Tranquilla? Proprio così. Se fino a quel momento la squadra di Vallecas aveva vinto solo sei incontri a fronte di diciassette sconfitte, da lì in poi inanellò sette trionfi nelle successive dieci giornate. Alla quartultima giornata sconfisse il Granada a domicilio e si ritrovò nono in classifica a dieci lunghezze dalla terzultima. In pratica era già matematicamente salvo a duecentosettanta minuti dal termine, tanto da potersi permettere di perdere tutte e tre le ultime partite.

La scorsa settimana Radio Vila-real ha inaugurato un filotto di interviste per capire meglio come e se questo Villarreal possa uscire da questa situazione. Tra i vari personaggi intervistati c’è stato anche Paco Jémez che ha parlato molto della gestione della paura. Ovviamente il caso del Villarreal è differente se non altro perché una cosa è avere a che fare con giocatori abituati a lottare in quelle regioni della classifica, e un’altra è dover gestire una rosa che non si sarebbe mai aspettata di dover sgomitare nelle retrovie.

(Qui invece vi avevamo parlato dell’incredibile rimonta del Levante di Luis Garcia)

«Io ho sempre avuto chiaro che non avrei mai cambiato le mie idee di calcio in base ai risultati, nessuno ti assicura che cambiando o mantenendo quello che stai facendo cambieranno i risultati» ha spiegato il tecnico canario «non esistono idee vincenti, l’importante è che giocatori credano nelle tue idee e sposino la causa». Poi in riferimento a Bonera che prima di Valladolid disse che i giocatori non hanno affatto paura. «Non è vero che non hanno paura, la paura è fisiologica, il punto è saperla gestire e usarla a proprio vantaggio. La paura ti peggiora, perciò l’unico antidoto è essere audaci, se tiri fuori gli attributi vincerai le partite».

La gestione della pressione

Il giorno prima intervenne in radio anche Ángel López, terzino del Villarreal che retrocesse nel 2012, e anche lui aveva parlato esplicitamente della paura. «Io l’ho vissuto. Quando le cose non vanno bene c’è molta pressione mediatica, la gente parla di te, hai paura di sbagliare». Poi, senza specificare se fosse nella stagione della retrocessione col Villarreal o con il Celta Vigo: «Ho visto compagni che prima di una partita tremavano perché non erano abituati alla pressione e temevano di buttare un anno nella spazzatura».

(Approfondisci qui il piano di Javi Calleja per uscire dalla zona retrocessione)

Il segreto per innalzare il rendimento. «Sono quasi tutti buoni giocatori, quello che fa la differenza è la fiducia: c’è chi gioca al di sopra del proprio livello perché ha molta fiducia in sé stesso. La consapevolezza nei propri mezzi conta al 60%». Questa mancanza di fiducia è stata lampante venerdì sera contro il Valladolid, quando soprattutto in fase di impostazione i giocatori si scaricavano il pallone come se bruciasse.

 

Quella volta che Cúper chiese ai suoi giocatori di non provare a vincere

Nel 1999/00 il Valencia di Héctor Cúper iniziò il campionato nel peggiore dei modi perdendo contro quattro avversari di basso rango: Racing Santander, Espanyol, Alavés e Betis. Così in vista della quinta giornata contro il modesto Valladolid il tecnico argentino chiese ai suoi giocatori di difendere lo zero a zero. Ovviamente i suoi calciatori non vollero sentir ragioni e scesero in campo per vincere l’incontro. Ma la gara finì proprio zero a zero.

Cúper spiegò loro che in un momento così delicato era vitale recuperare la solidità, a incominciare dal reparto difensivo. La settimana successiva il Valencia espugnò il Bernabéu battendo il Real Madrid dei Galacticos e iniziò una cavalcata che si concluse con il terzo posto in Liga e una storica finale di Champions League. A volte basta un dettaglio per ritrovare quella tranquillità che permette ai calciatori di giocare senza l’ansia da prestazione. In questo momento l’impegno di Europa League e una sfida probante come quella contro il Siviglia potrebbero scaricare molte pressioni ai calciatori. Giocare con tutti i pronostici a sfavore potrebbe aiutare il Villarreal ad affrontare gli avversari senza aver più nulla da perdere. E da lì ricominciare a costruirsi un’identità.

About Mihai C. Vidroiu 618 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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