Il ritorno di Javi Calleja: pro e contro

Continuare a credere in un tecnico giovane e inesperto sarà la soluzione?

Calleja

Ieri il Villarreal ha deciso di esonerare Luis García Plaza e di riaffidare la gestione della squadra a Javi Calleja, il tecnico che ha guidato il Sottomarino giallo dal 25 settembre 2017 fino al 10 dicembre 2018. Come ribadito in conferenza-stampa dal presidente Fernando Roig, la decisione è stata presa unilateralmente da lui stesso, ed è tutt’ora sotto esame mediatico. Una parte dei giornalisti si è chiesta se fosse opportuno scommettere su un allenatore che, avendo avuto piena autonomia e molto tempo a disposizione, aveva già mostrato serie problematiche a ottenere risultati rassicuranti.

Dal suo canto Fernando Roig ha ribadito di non essersi pentito di aver esonerato Javi Calleja dopo quindici giornate di Liga perché la sua media-punti era da retrocessione e bisognava cambiare qualcosa. Ma visto che neanche Luis García Plaza ha saputo sistemare le cose, in questo momento delicato il presidente del Villarreal voleva che sulla panchina si sedesse un uomo che conoscesse lo spogliatoio, la società e i meccanismi interni del club.

Bisogna inoltre aggiungere che la dirigenza ha sempre avuto a cuore il destino di Calleja. Dopo aver raggiunto l’apice da calciatore con questa maglia, l’ex-centrocampista madrileno decise di intraprendere la carriera da allenatore e il Villarreal gli spalancò la porta del suo settore giovanile. Perfino dopo il suo recente esonero alcuni dirigenti hanno ribadito che la decisione era stata molto sofferta e alla fine, dopo l’amore mai sbocciato con Luis García, la voglia di richiamare il ragazzo prediletto ha prevalso.

D’altronde Luis García, pur avendo augurato il meglio alla società, non l’ha presa benissimo e non ha tutti i torti. Nel corso della trasmissione radiofonica “El Transistor” ha dichiarato: «Con Fernando ci riunivamo dopo ogni allenamento, perciò quando mi hanno convocato non c’ho visto nulla di strano. Gli ho detto che ho notato segnali positivi, ma la decisione era già stata presa ed era irrevocabile. […] Non me l’aspettavo l’esonero, ero convinto che ne saremmo usciti, non ho avuto nemmeno il tempo di sentirmi l’allenatore del Villarreal».

Per quanto il rendimento nelle sue nove partite al timone sia stato il peggiore di sempre da quando il Villarreal milita in questa categoria, in Liga ha avuto a disposizione appena cinque giornate tra cui gare difficili come quella contro il Real Madrid e il Valencia. Con Javi Calleja la dirigenza aveva avuto molta più pazienza, mentre con un allenatore navigato ed esperto come Luis García non ne hanno avuta neanche un po’. Lo stesso Luis García alla guida del Levante si era ritrovato ultimo in classifica dopo venti giornate di Liga e alla fine era riuscito nella rimonta, ma la società ha preferito affidare la squadra a un tecnico giovane e con nessuna esperienza in questo tipo di situazioni.

I motivi di questa scelta sono da ascrivere alla necessità di invertire la rotta in tempi brevi. Luis García non era sinonimo di salvezza e potrebbe aver avuto bisogno di tempo, ma il presidente deve aver ritenuto necessaria una svolta immediatamente. Il Villarreal si giocherà la lotta per la salvezza nelle prossime partite, in caso contrario finirebbe assieme al Huesca nelle caselle delle squadre spacciate. La scossa del cambio in panchina e la responsabilizzazione dei giocatori sono state le due leve su cui Fernando Roig ha deciso di puntare (rischiando, e non poco).

Stamattina Javi Calleja ha condotto il suo primo allenamento del secondo mandato. Il presidente ha parlato ai giocatori per mezz’ora prima dell’inizio della sessione. Tra loro è mancato solo Layún che a breve verrà ceduto in Messico, mentre il dirigente ha già annunciato ieri pomeriggio che non dovrebbe arrivare nessun altro rinforzo. L’idea è quella di cercare le forze in un gruppo costruito per l’Europa e che adesso dovrà essere il moto trainante per risollevare il club da una classifica tremenda.

About Mihai C. Vidroiu 609 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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