Valencia-Villarreal 3-0: Nella merda

Dopo tre vittorie consecutive a Mestalla, il Villarreal è caduto a peso morto

È difficile commentare una partita durante la quale il Valencia ha impiegato poco più di tre minuti per sbloccarla e (considerando altri due minuti di intervallo per controllo VAR) e meno di altri cinque per sfiorare il raddoppio. Il Villarreal ha fatto acqua da tutte le parti: dalla difesa che ha traballato a ogni incursione degli avversari, all’attacco che non ha creato neanche una situazione degna di nota. In un’annata terrificante questa gara può essere considerato il nadir della stagione: se non si risale la china adesso si rischia di sprofondare nel baratro.

Il Sottomarino giallo non vince in campionato da più di due mesi, in pratica ha raccolto i tre punti solo una volta nelle ultime quindici giornate (aveva fatto così male solo nella stagione del debutto in massima serie, la 1998/99). Luis García è il secondo allenatore della storia del club a esordire su questa panchina incapace di vincere una delle prime sei partite di Liga dopo Ernesto Valverde nel 2009/10. La sua striscia negativa si allunga a diciotto considerando le sue ultime dodici gare sulla panchina del Getafe: la sesta peggior striscia nella storia della Primera División.

 

Dal successo contro il Betis dello scorso 25 novembre, che ormai sembra lontanissimo nel tempo, il Villarreal ha raccolto appena quattro dei ventiquattro punti in palio. Diciotto dei sessantatré disponibili da inizio campionato. Numeri da retrocessione. Senza dubbio oggi la squadra è la peggior formazione della categoria: è priva di gioco, di anima e di testa. Se sul primo gol Diakhaby è sgusciato tra Pedraza e Ruiz, il secondo è piena responsabilità di Iborra, uno che non dovrebbe patire la spirale negativa in cui si ritrova la squadra da inizio anno essendo appena arrivato.

A caldo Sergio Asenjo ha detto che «finché non ci saranno undici guerrieri in campo non si uscirà da questa situazione», ha definito il secondo tempo della sua squadra «sguaiato» e ha sottolineato che «è una questione di attitudine». E come se non bastasse: «È tutta la mia carriera che costruisco mattone dopo mattone e spero che i miei compagni facciano lo stesso». Salvo poi rientrare nei ranghi via Twitter e giustificare le sue parole con la rabbia del momento.

Dal canto suo Luis García Plaza si è lasciato scappare un «o cambiamo una cazzo di volta per tutte, o sennò soffriremo parecchio. […] Bisogna dare una svolta a questa situazione». Adesso l’atmosfera è incandescente, la classifica peggiora ogni settimana e non basterà più vincerne una per risalire ma infilzare una serie di risultati positivi. Retrocedere significherebbe buttare al cesso anni di crescita economica e sportiva, riiniziare da zero e rischiare di fare la fine di altre piccole realtà ormai tramontate come il Deportivo La Coruña.

Tabellino:
Valencia (4-4-2): Neto; Piccini, Garay, Diakhaby, Gayá; Carlos Soler (77′ Ferrán Torres), Coquelin, Dani Parejo, Chéryshev (74′ Wass); Rodrigo Machado, Santi Mina (84′ Lee Kang-In). A disp.: Domenech, Rubén Vezo, Lato, Fran Navarro. All. Marcelino.
Villarreal (4-2-3-1): Asenjo 5,5; Mario Gaspar 4,5, Álvaro González 5,5, Víctor Ruiz 4, Jaume Costa 4; Cazorla 4 (60′ Chukwueze n.g.), Trigueros 5, Iborra 4, Pedraza 4,5 (60′ Bacca n.g.), Fornals 5,5, (64′ Gerard Moreno n.g.); Toko Ekambi 5. A disp.: A. Fernández, Bonera, Miguelón, Cáseres. All. Luis García Plaza.
Gol: 4′ Diakhaby, 51′ Chéryshev, 86′ Rodrigo Machado.
Arbitro: Del Cerro Grande. Ha ammonito V. Ruiz, Iborra, Gayá e Mario Gaspar.

About Mihai C. Vidroiu 523 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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