Quella volta che Luis García Plaza salvò un Levante più che disperato

Nel 2010/11 dopo venti giornate i granotas erano ultimi con 15 punti, ma si salvarono

Luis García Plaza

L’arrivo di Luis García Plaza sulla panchina del Villarreal ha apportato molto meno di quanto la dirigenza si aspettasse. In otto partite il Sottomarino giallo ha vinto una sola gara, mentre in campionato ha raccolto appena quattro punti in cinque giornate. Si è dimostrato incapace di battere Huesca, Eibar, Getafe o Athletic Bilbao. La tifoseria è seriamente preoccupata in chiave retrocessione: la boa che delimita la salvezza dista tre punti.

E non si può certo dire che a questa longitudine ci si sia abituati a stare nelle sabbie mobili della zona retrocessione. Escludendo la stagione 1998/99, ovvero quella del debutto assoluto in massima serie, e quella attuale, in diciassette anni di militanza in Primera División il Villarreal ha occupato quest’area della classifica soltanto in sedici giornate. Anzi, considerando solo i gironi di ritorno, quando la classifica inizia a prendere forma, era capitato solo due volte: entrambe nel 2011/12, l’anno della’ultima retrocessione.

 

Anche per via di questa riluttanza a sgomitare da queste parti, oltre ovviamente a un’estate trascorsa a sognare obiettivi europei, la paura di tornare a rivivere quanto accaduto sette anni fa è tantissima. Chi invece ha dovuto fare i conti con situazioni del genere è l’allenatore. Luis García Plaza è sempre stato un tecnico specializzato in salvezze, anche se negli ultimi anni in giro per il mondo l’hanno portato lontano da polveriere.

A tal proposito bisogna citare la stagione 2010/11 quando Luis García allenava il Levante, la sua prima esperienza in carriera in massima serie. Dopo venti giornate, proprio come adesso, la sua squadra occupava l’ultimo posto in classifica con appena quindici punti, tre meno del Villarreal di quest’anno. Quell’anno il Levante si salvò all’ultima giornata totalizzando trenta punti nelle diciotto giornate rimanenti. Una media di 1,67 punti per gara, in linea con quanto richiesto per ambire alle zone europee, contro gli 0,75 della prima parte di Liga.

In quella squadra neopromossa non c’erano i campioni che il Sottomarino giallo ha in rosa quest’anno, e la società non aveva investito come sta facendo la famiglia Roig adesso. L’uomo di punta era Vicente Iborra, allora un giovane mediano di belle speranze, che adesso Luis García ha rivoluto per sistemare il centrocampo e cercare di riscalare la classifica. La stagione è ancora lunga, e nonostante le pessime sensazioni è troppo presto per arrendersi.

About Mihai C. Vidroiu 523 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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