L’ultima spiaggia di Javi Calleja

Alla fine è stato confermato: ecco perché si è deciso di non esonerarlo

Javi Calleja

Dopo la rovinosa sconfitta di domenica sera l’avventura di Javi Calleja sulla panchina del Villarreal sembrava esser giunta al capolinea. A pochi giorni di distanza dall’anniversario del suo approdo in prima squadra la sua creatura aveva appena raggiunto il punto più basso dell’intera annata solare. Contro un modesto Espanyol il suo Sottomarino giallo è affondato mostrando quanto di peggio si potesse aspettare: soltanto nel primo tempo i padroni di casa erano stati in grado di creare almeno mezza dozzina di occasioni limpidissime, pur non essendo stati in grado di concretizzarne solo una. Un alieno che si fosse messo ipoteticamente a guardare quei quarantacinque minuti avrebbe pensato che fra le due formazioni ci dovesse essere almeno una categoria di differenza.

Alla fine l’Espanyol ha dovuto sudare più del previsto per portare a casa i tre punti, ma il tre a uno finale è stato un risultato bugiardo di quanto si è visto in campo, e ne sono stati consci tutti quelli che hanno avuto modo di assistere all’incontro. Il Villarreal, che non aveva mai subito gol in trasferta in questa Liga 2018/19, ha sfoderato senza dubbio la peggior prestazione dell’anno. Ma non si può parlare di un passo falso: nei primi dieci match stagionali il Submarino amarillo ha trionfato appena due volte, rimediando svariate figuracce quali le sconfitte interne contro Girona e il neo-promosso Valladolid. Anche in Europa la situazione è preoccupante: nonostante un girone abbordabile il Villarreal di Calleja ha rimediato appena due punti, e a conti fatti sembrano anche più di quanto avrebbe meritato in campo.

Ma nella conferenza post-gara di domenica l’allenatore madrileno ha affermato di aver avuto un colloquio con la dirigenza, dal quale ha percepito un alone di tranquillità. Una frase sfuggente in una conferenza-stampa centrata sui gravi problemi della squadra. Ma dopo una notte di riflessione, lunedì mattina, la famiglia Roig ha preso la decisione definitiva: Javi Calleja resta sulla panchina, almeno fino alla prossima giornata. Considerando la pausa per le nazionali significa che la società ah rinunciato alla possibilità di cambiare guida tecnica sfruttando le due settimane di sosta, rinnovando la fiducia a un tecnico che si è giocato l’ultimo jolly a disposizione.

È stata una decisione difficile, frutto di un’attenta riflessione, tutt’altro che scevra da dubbi. Sarebbe stato molto facile cacciarlo a caldo, dopo una prestazione ridicola contro una squadra che dovrebbe ambire a ben altre posizioni, ma si è preferito ragionarci su. Contro il tecnico remavano una classifica impietosa: otto punti in otto giornate, a una sola distanza dalla zona retrocessione. Ovvero il terzo peggior avvio di stagione di sempre (non accadeva dal 2009/10 quando Valverde si ritrovò con soli sei punti in otto giornate). Ma oltre alla classifica è la qualità delle prestazioni a far inorridire, soprattutto considerando che Calleja ha in mano la squadra da un anno, un tempi più che sufficiente per iniziare a tirare i primi resoconti del suo operato.

(Qui puoi approfondire la stagione passata di Javi Calleja)

Rispetto al suo predecessore Fran Escribá non può contare nemmeno sull’alibi degli infortuni: appena tre (ma tutti e tre nello stesso ruolo: i centrocampisti centrali Bruno Soriano, Santiago Cáseres e Javi Fuego). Allora vien da pensare in base a quali presupposti Calleja abbia avuto un’ultima opportunità? Sostanzialmente grazie a due motivazioni. Il primo è che sulla piazza non si vedono alternative sufficientemente valide da far pensare che il suo sostituto possa fare bene e possa farlo nel giro di poco. Per assurdo il sostituto più plausibile sarebbe il ritorno da traghettatore di Fran Escribá, che a tratti ha fatto vedere cose buone due stagioni fa, almeno in termini di risultati.

Il secondo punto è che Javi Calleja è uno di casa, e si sta cercando di trovargli qualsiasi attenuante possibile, quasi fosse un figlio adottivo. Da calciatore ha vestito questa maglia nei suoi anni migliori, e da allenatore ha vissuto nel settore giovanile del club per molti anni, scalando le varie categorie con grande merito (ad oggi è l’unico tecnico ad aver vinto il massimo trofeo nazionale giovanile sulla panchina del Villarreal: la Copa de Campeones, una sorta di scudetto primavera). Le sue squadre hanno sempre messo mostra un calcio propositivo e in linea con le ambizioni della società.

(Qui puoi leggere un approfondimento sui metodi di Javi Calleja)

Una cosa è certa: non verrà più salvato. Contro l’Atlético Madrid dovrà far vedere qualcosa di importante; probabilmente non gli si chiede di vincere nella capitale, ma sarà sufficiente una buona prestazione contro un avversario così prestigioso. Ma nella sfida contro il Rapid Vienna in Europa League i tre punti saranno necessari per non ritrovarsi in mezzo alla strada. Intanto la dirigenza starà già pensando a un piano B, ma prendendosi più tempo per decidere cosa fare in futuro. Adesso dipenderà tutto da cosa accadrà nelle prossime due-tre settimane. Da parte sua Javi Calleja si sta giocando la carriera: essere esonerato in questa maniera potrebbe essere una sentenza sulla sua carriera proprio com’è accaduto ad altri giovani tecnici come Juan Carlos Garrido o Julio Velázquez (oggi all’Udinese). Come sempre il verdetto finale lo darà sempre il rettangolo verde.

About Mihai C. Vidroiu 491 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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