Chi è Miguel Llambrich, detto Miguelón

Promosso da Javi Calleja come vice-Mario Gaspar e preferito a Layun

Miguelón

Miguel Juan Llambrich, conosciuto semplicemente come Miguelón, è stato il terzino destro del Villarreal B fino all’anno scorso. Quest’estate, dopo l’addio di Antonio Rukavina, la dirigenza del Sottomarino giallo si è messa immediatamente al lavoro per cercare un altro difensore che potesse dare fiato a Mario Gaspar e ha deciso di investire sul jolly Miguel Layún. Nessuno aveva pensato a Miguelón, che alla sua età avrebbe bisogno di giocare titolare, ma dopo più di un mese e mezzo agli ordini di Javi Calleja il tecnico amarillo ha cambiato idea. Miguelón resta su quella fascia, a Layún magari gli troviamo un posto a centrocampo. Il ragazzo ha qualità da vendere e lo dimostrerà. La società interrompe le trattative con l’Elche, che lo voleva in prestito in Segunda División, e lo promuove tra i grandi. Così è iniziata la stagione per il giovane terzino.

Miguelón è originario di Benidorm, una cittadina di 70mila abitanti (più di Vila-real) alquanto sconosciuta in Italia, ma molto celebre in Spagna e anche oltre i confini nazionali. Si trova a oltre un’ora e mezza a sud di Valencia ed è rinomata per il suo forte richiamo turistico, specialmente d’estate, quando il numero dei turisti quintuplica quello dei residenti trasformando Benidorm in una città di quasi 400mila abitanti, per intenderci: più di Bologna o Firenze. Non a caso è la terza città spagnola per numero di grattacieli e camere d’albergo dopo Madrid e Barcellona. In questa città fortemente turistica cresce il piccolo Miguel Llambrich che in tenera età non è attratto dal calcio, si limita ad andare a veder giocare il fratello più grande. Solo a sei anni mamma Carmen lo convince a iscriversi anche lui alla scuola-calcio del Benidorm, club che alterna tra terza e quarta divisione.

Sceglie subito di giocare come terzino destro per imitare il suo idolo Dani Alves e così nel giro di tre anni si conquista la chiamata dell’Alicante, club cittadino rivale del più famoso Hércules, che però scomparirà per debiti nel 2014. Qui inizia a farsi vedere in giro per tutta la regione disputando i campionati regionali e dopo averlo notato le proposte fioccano. A undici anni e mezzo, nell’estate del 2008 (e non 2006 come riferisce la sua pagina Wikipedia in inglese), lui sceglie di andare al Villarreal. Mamma Carmen crede che quest’esperienza non durerà molto: Vila-real dista duecento chilometri, il ragazzo è ancora molto giovane e l’unica soluzione è trasferirsi alla Residencia, la cantera grogueta, dove resta dal lunedì al venerdì pomeriggio, quando torna a casa. Fin dalle prime settimane soffre il cambiamento e la rigida disciplina della vita nella Residencia, ma Miguel stringe i denti e come ogni bambino, dopo essersi ambientato, non vuole più andarsene da lì.

Lentamente scala tutte le categorie giovanili fino alla mitica stagione 2014/15 quando diventa uno dei due capitani, assieme al portiere Ximo Miralles (che abbiamo intervistato in esclusiva anni fa), del Juvenil A allenato da Javi Calleja. Ormai tutto lo conoscono solo come Miguelón, soprannome affibbiatogli dalla mamma di un suo compagno, il centrocampista Pedrito. La squadra vince la División de Honor e si qualifica per la Copa de Campeones, ovvero il tabellone finale per aggiudicarsi il titolo nazionale di categoria, equivalente al campionato Primavera italiano. Nei play-off nazionali il Villarreal raggiunge l’ambita finale contro l’Espanyol, lo stesso club che aveva affrontato nell’unica finale raggiunta in precedenza, quella del 2008, poi persa.

I ragazzi di Calleja dimostrano di essere i grandi favoriti portandosi sullo due a zero dopo mezz’ora di gioco, ma crollano nel finale facendosi rimontare con due reti all’88’ e al 93′. Come se non bastasse ai supplementari si ritrovano in dieci uomini per la seconda ammonizione del centrale Genís Montolio, ma a pochi minuti dal termine arriva il tre a due che incorona i pupilli di Javi Calleja. Ad oggi è l’unico trionfo di rilievo della cantera grogueta, e Miguelón era una delle pedine-chiave assieme a Rodri e Alfonso Pedraza (mercoledì vi abbiamo raccontato la sua storia).

Ma il 2015 dev’essere proprio il suo anno fortunato. Dopo il trionfo storico con il Juvenil viene aggregato al Villarreal C, ma a novembre arriva subito l’esordio nel calcio professionistico. Il Villarreal B deve fare a meno degli indisponibili Edgar Ié e Felipe Alfonso, perciò la scelta ricade proprio su di lui. Ma l’anno solare ancora deve finire e c’è tempo per l’ennesimo salto di categoria. A dicembre la prima squadra del Villarreal deve affrontare l’Huesca in Copa del Rey e Marcelino, alle prese con tre competizioni e molti giocatori stanchi, decide di provare quel giovane terzino che sta impressionando nel vivaio. Contatta Raúl Herrera, coordinatore della cantera, per convocare Miguelón ad allenarsi con i grandi, ma senza garanzie di convocazione.

Miguelón era appena atterrato in Inghilterra, dove si trovava con il Villarreal under-23, per un torneo a inviti organizzato dalla Premier League, ma è costretto a prendere il primo aereo di ritorno: Marcelino lo vuole vedere con i suoi occhi. Quasi fatica a crederci, ma assieme al compagno Pablo Íñiguez non ci pensano su due volte. In quella gara il Villarreal perderà tre a due (salvo poi qualificarsi al ritorno, nella gara del debutto assoluto di Rodri), il suo compagno Íñiguez si limiterà a vederla dalla panchina, ma lui giocherà titolare e verrà sostituito solo all’ottantanovesimo minuto. È la sua prima presenza con i grandi, ma ce n’è ancora di strada da fare.

La stagione successiva arriva la promozione dalla squadra C al Villarreal B. Paco López, oggi allenatore del Levante, lo chiama a dicembre per il salto di categoria: sa che Edgar Ié sta per essere ceduto in Portogallo e il sostituto naturale è lui. Lo schiera titolare contro il Mallorca B, e Miguelón risponde con un gol allo scadere che vale tre punti importantissimi: quel posto non lo lascerà più. Il MiniSubmarino mancherà per un soffio la qualificazione ai play-off: facendosi scavalcare alla penultima giornata e rimanendo fuori per un misero punto. Miguelón comunque diverrà un pilastro della squadra, che l’anno successivo c’entrerà il secondo posto, ma abbandonerà i sogni promozione al primo turno di qualificazione. Senza Marcelino non troverà più spazio in prima squadra, ma non è un problema, lui pensa solo a lavorare duro, poi i risultati arriveranno.

La scorsa estate si guadagna la fascia di capitano e con Miguel Álvarez la squadra ha raccolto la seconda miglior stagione della sua storia in questa cateogoria. Un altro secondo posto in classifica, ma il cammino nei play-off si è spento solo al terzo e ultimo spareggio, contro l’Elche. Le sue prestazioni sono state talmente apprezzate che a stagione chiusa, l’Elche ha chiesto al Villarreal due giocatori per affrontare la Segunda División A: Chuca e Miguelón. Inizialmente l’idea era quella di accettare la duplice proposta, Chuca viene spedito subito, ma Calleja vuole prendere tempo su Miguelón. Con Rukavina impegnato ai Mondiali e Mario Gaspar titolare indiscusso nel pre-campionato Miguelón è il terzino destro più impiegato nelle amichevoli, mentre a sinistra accade lo stesso con il suo compagno Pedraza. Alla fine, nonostante l’arrivo di Layún, sarà definitivamente promosso in prima squadra. Il suo momento è finalmente arrivato.

About Mihai C. Vidroiu 500 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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