Il vicolo cieco di Nicola Sansone

Calleja continua a non convocarlo: forse sarebbe meglio provare a cederlo

Sansone

Anche se con la chiusura del mercato italiano Nicola Sansone è rimasto al Villarreal la sua situazione non è né rosea né molto chiara. Lo scorso 8 maggio aveva dichiarato, nel corso di un’intervista a Renato Maisani di Goal, di voler cambiare squadra e aveva aperto le porte a un ritorno nel Belpaese, nel Bayern Monaco o a una eventuale partenza per la Cina. Considerando il suo scarso uso nella stagione appena terminata, durante la quale era stato scavalcato persino da Enes Ünal nelle gerarchie di Javi Calleja, il suo addio sembrava imminente. Ma nonostante tutto l’affare non si è più concretizzato.

Non si sa il perché. Di certo Calleja lo considera ancora il quarto attaccante e a Sansone la cosa non piace affatto, ma il Villarreal investì una discreta somma al momento del suo acquisto, parliamo di tredici milioni di euro, e probabilmente ha fatto di tutto per cercare di recuperarli tutti. Dopo un biennio in Spagna il suo valore è sicuramente sceso e nessuno in Serie A è stato disposto a rilevarlo a quelle cifre. Probabilmente, ma continuiamo a battere i sentieri delle ipotesi, pur di rilanciarsi Sansone sarebbe stato disposto a tornare in Italia anche in una squadra di fascia bassa.

Adesso, dopo due giornate di campionato, Javi Calleja lo ha accomodato in tribuna: sembra abbastanza ovvio che il suo impiego dipenderà più dalla condizione atletica dei suoi compagni di reparto che dalle sue qualità. Ammesso e non concesso che Sansone abbia deciso di rimanere per voler dimostrare il suo valore (e non perché, com’è più probabile, non sia arrivata nessuna offerta che abbia convinto la dirigenza) adesso potrebbe voler andarsene a tutti i costi. Il mercato chiude a brevissimo e si potrebbe cercare una sistemazione, magari un prestito secco per ritrovare minutaggio, in un altro campionato (si era paventata una trattativa con lo Sporting Lisbona).

Casi analoghi conclusi con un lieto fine se ne ricordano pochi. Quando Marcelino prese in mano la squadra sotto le feste natalizie del campionato 2012/13 scartò un giovane Mario Gaspar per far posto all’esperto Javi Venta. Ma dopo una tribuna e due panchine il terzino destro lo convinse a farlo giocare e con lui in campo il suo Villarreal portò a casa la prima vittoria della sua era: e Mario Gaspar divenne uno dei giocatori più utilizzati del suo triennio.

Riavvolgendo il nastro ancora di più viene in mente il caso di Antonio Díaz che, nell’estate del ’98 fu accantonato dall’allora tecnico Irulegui. L’allenatore gli comunicò che non era parte del suo progetto e iniziò il pre-campionato facendolo allenare in disparte. Ma qualche settimana più tardi il centrocampista madrileno si ritrovò titolare il giorno del debutto contro l’Osasuna: segnò un gol e divenne un pilastro di quel Villarreal che affrontò la sua prima stagione in massima serie. (Per onor di cronaca Antonio Díaz è morto nel 2013 a soli quarantatré anni)

Ma il caso di Sansone è alquanto differente. Nei due casi citati entrambi i giocatori, inizialmente scartati dall’allenatore, si sono ricreduti nel giro di poche settimane, mentre Sansone è alla corte di Calleja da quasi un anno e la sua posizione nelle preferenze del tecnico non sembra possa mutare. Vedremo se Sansone spingerà il suo agente per una rapida cessione all’ultimo minuto o se accetterà la sfida per poi eventualmente cambiare aria nella finestra di mercato invernale.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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