Chi è Santy Cáseres, l’erede di Mascherano

Ritratto di Santy Cáseres, il nuovo centrocampista centrale del Villarreal

Santiago Caseres

Santiago Cáseres è l’uomo scelto dal Villarreal per sostituire Rodri nel cuore del centrocampo. Prima di arrivare al mediano argentino l’amministratore delegato Fernando Roig Negueroles aveva sondato altre piste dal norvegese Sander Berge al portoghese William Carvalho, passando per Rodrigo Battaglia. Ma l’accessibilità economica del centrocampista del Vélez Sarsfield e la sua carta d’identità hanno convinto la società castellonense a puntare su di lui. Sono bastati 9,9 milioni di euro per portarlo nella Plana Baixa e Santy Cáseres si è unito al Sottomarino giallo con un contratto di cinque anni. In Argentina viene considerato il sostituto di Mascherano nella nazionale albiceleste, tanto che già River Plate e Atlético Madrid avevano messo gli occhi su di lui, ma la sua giovane età e l’inesperienza al di fuori del suo contesto cittadino sono ancora un’incognita. Per conoscerlo meglio dobbiamo addentrarci nella provincia di Buenos Aires.

Figlio, fratello e nipote di calciatori: il papà vestì la maglia del San Lorenzo, il fratello Ramiro, maggiore di tre anni, veste a intermittenza la maglia del Vélez proprio come lui, ma con molta meno eco e più panchina. Il calcio si respira ogni giorno in casa Cáseres, nel barrio di Parque Leloir, un quartiere verde e ricco del municipio di Ituzaingó, dove Santiago è nato il 25 febbraio del ’97. Si avvicina al pallone nella scuola-calcio più vicina, quella del Martín Fierro, a soli cinque anni, ma la svolta arriva tre anni più tardi quando supera un provino per il Vélez Sarsfield. Si forma nel settore giovanile del Fortín, come viene soprannominato il club, è qui che da difensore centrale viene spostato a incontrista di contenimento: è troppo basso per giocare davanti al portiere. Col tempo crescerà fino a 177 centimetri, ma ormai la sua posizione è quella di centrocampista centrale. Il papà rivede in lui Américo Gallego, pilastro del River Plate degli anni ’80, ma Santy preferisce idoli più vicini ai suoi tempi: Gago nei confini nazionali e Busquets oltreoceano.

«Sono il classico numero cinque dei vecchi tempi: mi piace stare sempre al posto giusto, senza dover correre lunghe distanze, recuperare il pallone e cercare di distribuirlo con criterio» dice di se stesso. Ma i tifosi del Vélez si accorgono di lui solamente lo scorso anno. Si allena con la prima squadra nel gennaio del 2017, ma dopo aver compiuto vent’anni la sua parabola calcistica si impenna improvvisamente. L’allenatore Omar De Felippe lo butta nella mischia nello spezzone finale di un Newell’s Old BoysVélez Sarsfield già sul tre a zero per limitare i danni, Santy Cáseres risponde con personalità. La settimana successiva si guadagna la maglia da titolare contro l’Olimpo e non la lascerà mai più. Non soffre il salto di categoria in Primera División e domenica dopo domenica si assurge a uno degli uomini chiave della sua squadra. La fama lo travolge nel giro di pochi mesi, lui confessa di sentirsi imbarazzato quando i tifosi lo riconoscono per strada, ma non si tira mai indietro per un selfie o per un autografo.

La stagione 2017/18 inizia male e dopo otto giornate De Felippe rassegna le sue dimissioni. Il Vélez se la sta passando male ma non malissimo, ha dieci punti in otto giornate ma ha preso un poker interno dal Boca Juniors e un altro esterno contro il Gimnasia La Plata, che mira alla salvezza. La goccia che fa traboccare il vaso è al termine della sconfitta interna contro la Unión di Santa Fe quando un tifoso del Vélez sputa in direzione di De Felippe: la rottura è insanabile. Dopo tre giornate di transizione la società annuncia l’arrivo di Gabriel Heinze. È il matrimonio perfetto. El Gringo, così lo chiamano in Argentina, è uno degli allenatori emergenti più chiacchierati del paese. È un seguace di Marcelo Bielsa, ama lavorare con i giovani ed è un perfezionista. Con l’Argentinos Juniors ha ottenuto una promozione in massima serie dominando la categoria e raggiungendo l’aritmetica a quattro giornate dal termine, nonostante diverse sirene europee e la proposta di Jorge Sampaoli di aggregarsi al suo staff. Ma non vuole sentire ragioni: ha preso un impegno e lo manterrà fino a fine stagione.

Nella conferenza di presentazione afferma di aver speso i primi giorni a guardare le ultime quarantotto partite del Vélez, e appena insediatosi al centro sportivo ha proibito la PlayStation, limitato l’uso dei cellulari e preteso il cambio dei materassi. Per Santy Cáseres sarà il maestro perfetto per continuare il suo percorso di crescita. A fine anno il 63% dei tifosi credono che Cáseres sia stato il miglior calciatore del 2017, ci sono tutti i presupposti per perdere l’ago della bilancia, ma sotto il timone del Gringo Heinze questo pericolo si dissipa. Il suo è un calcio molto verticale e dinamico, molto diverso da quello del suo predecessore. A Cáseres chiede qualcosa che non aveva mai fatto: alzare il suo raggio d’azione di dieci-quindici metri in fase offensiva e dare supporto alle mezzali sulle fasce laterali in fase difensiva. Con le sue indicazioni la sua crescita diventa esponenziale. Ma al primo errore sa anche punirlo. Il 18 aprile Cáseres avverte un sovraccarico muscolare al quadricipite e informa il preparatore fisico Javier Vilamitjana che non se la sente di correre prendere parte all’allenamento. Quando Heinze lo viene a scoprire lo costringe ad alzare il culo e ad abbassare la testa come tutti i suoi compagni: se avesse avuto un problema muscolare avrebbe dovuto avvertire il medico, non il preparatore fisico. Per la prima volta decide di non convocarla per la partita di campionato: sarà una lezione che Santy Cáseres apprenderà perfettamente.

A soli sedici mesi dal suo debutto in massima serie si ritrova già in Europa. Per alcuni versi la sua ascesa è molto simile a quella di Rodri, il calciatore che dovrà sostituire. Entrambi non hanno sofferto il salto di categoria e si sono subito imposti titolari ai massimi livelli nonostante la giovane età, stesso ruolo in mezzo campo e stessa personalità dirompente. Rodri però ha una tecnica sublime e tredici centimetri in più, Santy Cáseres è un mediano che ha imparato a impostare e non ha lo stesso tiro dalla distanza del suo pari ruolo spagnolo. Ma d’altronde l’impatto di Rodri nel campionato più qualitativo al mondo è senza analoghi, ha tutti i numeri per diventare uno dei centrocampisti più forti del panorama internazionale. In compenso Santiago Cáseres è uno dei migliori prospetti sudamericani in quella posizione e col tempo potrebbe evocarne le gesta. Certamente gli infortuni di Bruno Soriano, Manu Trigueros e Javi Fuego gli permetteranno di iniziare la stagione in campo e di guadagnarsi man mano la fiducia necessaria a entrare stabilmente nelle rotazioni della prima squadra.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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