Chi è Gerard Moreno

La parabola sportiva del nuovo attaccante del Villarreal

Gerard Moreno

Gerard Moreno Balagueró è il centravanti spagnolo che ha segnato di più in questa stagione nei principali campionati europei: quindici reti in Liga, contro le undici di Álvaro Morata in Premier League (diciotto in tutte le competizioni, contro le quindici del suo rivale al Chelsea). Meglio di lui hanno saputo fare solo in Polonia: Carlitos, ariete del Villarreal B fino allo scorso anno, quest’anno ha gonfiato la rete ventiquattro volte con il Wisła Cracovia e Igor Angulo, boa del Górnik Zabrze, ben ventitré volte; e in Olanda un altro ex della cantera grogueta: Fran Sol, che Marcelino fece debuttare anche in Liga, con i suoi diciotto gol con il Willem II. E in assoluto, considerando qualsiasi giocatore spagnolo, soltanto Iago Aspas del Celta Vigo e Mariano Díaz del Lione (che fu il migliore nei sedicesimi di Europa League contro il Sottomarino giallo) hanno fatto meglio: rispettivamente ventidue e diciotto reti in campionato. Ma per conoscere meglio Gerard Moreno bisogna ripercorrere i suoi passi, per gran parte trascorsi proprio nella cantera del Villarreal.

Papà Francisco, detto Chescu, è stato un attaccante di Tercera División ed entrambi i suoi figli ne hanno seguito le orme partendo dai pulcini del Damm, una delle principali realtà giovanili di Barcellona. Il più piccolo, Dídac, ha raggiunto proprio come lui la Tercera, ma il maggiore, Gerard, dimostrerà nel tempo di avere grandi potenzialità. Parla poco, è un ragazzo schivo, ma ha un piede sinistro niente male e soprattutto in campo ce la mette tutta. I primi a notare il ragazzo sono Lluis Planagumà e Carles Casanova dell’Espanyol, che dopo una gara contro il Trajana de Sant Adrià contattano Francisco per portare Gerard nella cantera perica. Il suo modo di giocare ricorda quello di Raúl Tamudo, l’attaccante catalano che in quegli anni sta facendo impazzire la tifoseria barcellonese, e questo parallelo riemergerà per il corso di tutta la sua carriera. Basterebbe riassumere il primo faccia a faccia tra Planagumà e Gerard Moreno per capire chi sia veramente: non appena il ragazzo si avvicina al padre che sta parlando con due sconosciuti, questi notano una cicatrice sul volto di Gerard e gli chiedono come se la sia fatta. «Ho sbattuto su un gancio dei pali per prendere il pallone» risponde lui.

Con la squadra Alevín dell’Espanyol allenata da Albert Villaroya vince tutto quello che c’è da vincere: il campionato locale, quello regionale, il torneo Brunete (il più prestigioso torneo under-12 di Spagna) e un torneo internazionale vinto contro il Bayer Leverkusen. Villaroya non ha dubbi: «in vent’anni ad allenare dodicenni non ho mai avuto un attaccante che abbia segnato così tanto», e si consideri che il centro giovanile dell’Espanyol è considerato uno dei più importanti a livello nazionale. Con la squadra Cadete, ovvero gli under-16, di Ramón Guerra si laurea campione di Spagna, ma la concorrenza aumenta e non è più un punto fermo, così a undici anni viene indotto da papà Francisco a lasciare i blanquiazules per accasarsi al Badalona. «Quando sei molto giovane non è facile andare via dalla tua squadra del cuore, è difficile da capire ma alla fine l’ho accettato e l’ho presa anche abbastanza bene. I miei genitori e mio fratello mi avevano preparato mentalmente, in modo tale che quella notizia non mi sorprendesse più di tanto» spiegherà lui stesso anni più tardi.

Al Badalona resterà tre anni e ne uscirà come un calciatore completo. Il suo allenatore, Manolo González, vede in lui il nuovo Raúl: «non è il migliore in niente, ma sa fare tutto». Qui impara a giocare lontano dalla porta, a difendere il pallone, a fare a sportellate, e allenandosi una volta a settimana con la prima squadra affina anche la sua intelligenza tattica e la sua propensione per il sacrificio. Come quella volta che entra con trentanove di febbre contro il Reus e gonfia la rete: a fine anno saranno quarantuno gol in trentaquattro partite. Impossibile che sfugga agli occhi di qualche club di livello. Si affaccia il Real Madrid, ma più che un’offerta è solo un interessamento. Ma in tribuna lo nota un altro osservatore, Antonio Rubio detto il “Manchego”, che riporta al suo superiore un rapporto informativo eccellente su questa prima punta. Così a fine stagione Gerard Moreno viene contattato dal Villarreal, che invece lo vuole eccome, basta una stretta di mano e l’affare si farà. Perché prima di traslocare c’è un altro impegno.

La nazionale catalana under-18, impegnata nel campionato nazionale, è piena di talenti del Barcellona e dell’Espanyol, ma come centravanti-boa decidono di puntare su quell’attaccante del Badalona. «Vedi, Òscar, perché non cambiamo? Prendiamo le ali del Barça, e l’attaccante centrale del Badalona: è molto bravo!». Così Antonio Sánchez, coordinatore delle categorie inferiori della Fedrcalcio catalana, convinse l’allenatore Òscar García (quest’anno all’Olympiakos) a puntare su Gerard Moreno. La nazionale catalana arriva in finale e lui segna in tutte le gare decisive: sia in semifinale che nell’atto conclusivo, e a fine torneo il Real Madrid torna alla carica: adesso sono convinti del suo talento. Ma è troppo tardi. «Mio padre aveva dato la sua parola al Villarreal, e così anch’io. Ci avevano invitato a vedere le strutture del club e ci avevano spiegato come sarebbe stata la vita lì. C’è sembrato tutto subito perfetto ed era tutto quello che volevamo in quel momento». Il rifiuto ai blancos e l’approdo al Sottomarino giallo, che soffia al Real Madrid anche il figlio di Neeskens, ma il colpo sarà la punta del Badalona.

Il suo anno d’esordio al Juveníl è sensazionale: mette a segno ventotto reti in sedici gare e si guadagna anche il debutto tra i professionisti. Javi Gracia, oggi tecnico del Watford, lo butta nella mischia in una gara di Segunda División contro il Rayo Vallecano. L’anno successivo si merita la promozione nel Villarreal C in Tercera División e la sua media/gol continua a essere da capogiro: ventinove centri in trentadue presenze e il primo gol (in quatto gettoni) con la squadra B il 10 dicembre 2011 contro lo Xerez. Nel 2012/13 passa di diritto nel Villarreal B, che però nel frattempo è retrocesso d’ufficio in Segunda División B per la contestuale retrocessione della prima squadra. Il suo ruolino è comunque di una rete ogni due apparizioni: dodici gol in ventiquattro gare, e si guadagna anche quattordici presenze in prima squadra, segnando anche tre gol, due dei quali sotto la guida di Marcelino. Perciò con il ritorno in massima serie del Submarino amarillo Gerard Moreno viene spedito un anno in prestito al Mallorca, in Segunda División, probabilmente nell’ambito dell’operazione che ha portato Giovani dos Santos e Tomás Pina in camiseta amarilla. Nelle isole Baleari diventa l’attaccante di riferimento segnando undici reti, più una in Copa del Rey, e spesso e volentieri coincide con un giovane 17enne che promette grandi cose e si chiama Marco Asensio.

A ventidue anni è finalmente pronto per il salto in Primera División: Marcelino lo richiama alla base per partire come quarto attaccante e metterlo alla prova. Man mano i due titolari, Uche e Giovani, vengono accantonati per far posto ai giovani Vietto e Gerard Moreno: il catalano metterà a segno sedici reti, di cui sette in Liga e cinque in Europa League. È un attaccante astuto, che sa segnare in tutti i modi: bravo nel gioco aereo, in acrobazia e palla a terra, di rapina o dal limite, e ogni anno cresce sempre di più. Ma nell’estate del 2015 arriva la rottura con il Villarreal. Il suo è ancora un contratto giovaile e andrebbe in scadenza dodici mesi dopo; lui vorrebbe l’assicurazione di essere il titolare per l’anno a venire, ma Marcelino non può dargliela: per il tecnico asturiano tutti partono alla pari e poi saranno le prestazioni a fare da giudice. In questo momento si affaccia l’Espanyol, la squadra del suo cuore, che è disposto a metterlo al centro di un progetto che si dichiara ambizioso e a riavvicinarlo a tutti gli affetti. Il Sottomarino giallo prova a trattenerlo offrendogli 300-400 mila euro, ma lui fa sapere che a Barcellona sono disposti a pagarlo molto di più. Dopo qualche settimana il Villarreal ci riprova offrendogli il doppio, ma niente. La dirigenza perica ha pronto un contratto che si aggira sul milione di euro e la garanzia di un posto da titolare in Primera División. Così Ferando Roig Negueroles è costretto a trattare con Óscar Perarnau. Il Villarreal valuta il calciatore sui dieci milioni, ma visto che è in scadenza ne pretende non meno di cinque. L’Espanyol, forte del sì del calciatore, ne offre mezzo. La forbice è ampia ma alla fine si arriva a un accordo: un milione e mezzo per la metà del cartellino. Si può fare.

In questo triennio a Barcellona Gerard Moreno ha avuto una costante crescita. Nel suo primo anno si alterna con Felipe Caicedo e il suo vecchio compagno Marco Asensio, arrivato in prestito dal Real Madrid, e mette a segno sette reti. L’anno successivo, nonostante l’arrivo di Piatti e Léo Baptistão, si conquista il posto da titolare indiscusso mettendo a segno a tredici reti. Segna in tutti i modi e contro qualsiasi avversario. Nell’annata appena conclusa è arrivato a quindici centri, con questa maglia solo Raúl Tamudo ha saputo fare di meglio nell’ultimo ventennio. Il progetto dell’Espanyol non è mai sbocciato: la squadra, invece di lottare per le posizioni europee, è sempre rimasta in una zona franca di bassa classifica, e adesso il Villarreal è disposto a pagarlo come un calciatore di primo livello. Lui non ha più bisogno di rassicurazioni, l’Espanyol inizia a stargli stretto e nel Sottomarino giallo potrà esprimere tutto il suo potenziale.

About Mihai C. Vidroiu 500 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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