Caso Rubén Semedo: il portoghese rimarrà in carcere per tutta la durata del processo

È stato respinto anche l'appello alla sua seconda richiesta di scarcerazione

Rubén Semedo carcere

Le peripezie giuridiche di Rubén Semedo sembrano ancora ben lungi dall’essere concluse. Il difensore portoghese, acquistato la scorsa estate dallo Sporting Lisbona, si trova in carcere da quasi tre mesi e mezzo, ovvero dal 20 febbraio, per una lunga serie di capi d’accusa tra cui la detenzione illecita di armi, la rapina aggravata, il sequestro di persona e il tentato omicidio. Il suo avvocato Jorge Albertini aveva richiesto la sospensione della custodia cautelare in carcere, ma il 16 marzo il riesame del Juzgado n°6 di Lliria lo aveva respinto. Il tribunale aveva motivato questa decisione in quanto, in base alle prove raccolte, sussisterebbe il rischio di incolumità per il denunciante, il signor Daniel López Bonde. Nel documento depositato alla cancelleria si era messo l’accento sulla «gravità dei fatti e l’impiego di arma da fuoco» come nodi cruciali del rifiuto dell’istanza presentata.

A questo punto il legale di Rubén Semedo aveva immediatamente fatto ricorso in secondo grado all’Audiencia Provincial di Valencia, il tribunale collegiale competente in materia di appello. E nella mattinata di lunedì è finalmente arrivato il responso, ma purtroppo per il calciatore portoghese è stato ancora una volta negativo. Il rigetto è stato motivato con «la pericolosità dell’imputato» e con «il rischio che attenti ai beni giuridici della vittima». Le prove su cui si sono basate queste valutazioni sono state citate nell’ordinanza e molte delle quali ripercorrono quanto già era emerso in primo grado. Durante la perquisizione nell’abitazione del calciatore a Torre en Conill sono state rinvenute una pistola e delle corde sporche di sangue, oltre a una mazza da baseball e una da golf, compatibili con quelle descritte dalla vittima in fase di denuncia.

Inoltre, sempre secondo l’atto depositato dall’Audiencia Provincial, oltre alle dichiarazioni attendibili del denunciante, sono stati considerati anche alcuni filmati prelevati dalla telecamere di sorveglianza di un paio di stazioni di servizio e del condominio in cui vive lo stesso López Bonde. E la notizia peggiore è che, secondo le leggi spagnole, non ci sono ulteriori gradi di giudizio per potersi appellare a questa sentenza. Questo significa che Rubén Semedo dovrà attendere in carcere la fine del processo penale a suo carico, e potrebbe voler dire ancora molto. Ovviamente questa è una pessima notizia per il calciatore, per la sua famiglia e per il suo club, visto che il Villarreal ha investito quattordici milioni di euro nel suo acquisto. In vista della prossima stagione, oltre al rinnovo di Bonera per un altro anno che sembra ormai una mera formalità, dovrà essere preso un altro centrale che possa rimpiazzare il portoghese.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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