La tradizione spagnola del pasillo

Tutto quello che c'è da sapere sul pasillo (reso anche dal Villarreal ieri sera)

pasillo

Ieri sera, prima dell’incontro, il Villarreal ha omaggiato il Barcellona con il “pasillo”, una tradizione storicamente spagnola, per cui la squadra campione viene onorata all’ingresso in campo dagli avversari per aver appena vinto una competizione, solitamente il campionato. La parola pasillo in spagnolo significa semplicemente corridoio in quanto la squadra che omaggia si dispone in due linee parallele mentre quella omaggiata entra in campo all’interno di questo corridoio umano mentre gli avversari li applaudono. In Spagna c’è stata un po’ di polemica per questa tradizione che viene onorata solamente a volte. Lo scorso 7 aprile Zinedine Zidane affermò che per sua decisione il Real Madrid non avrebbe concesso alcun pasillo perché il Barcellona non lo aveva reso quando i blancos hanno vinto il Mondiale per club. In quell’occasione i blaugrana si erano giustificati dicendo che non è loro usanza onorare gli avversari per trofei in cui lo stesso Barça non partecipa.

Questo costume è nato il 17 maggio ‘70 quando l’allora allenatore dell’Athletic Bilbao, l’inglese Ronnie Allen, decise di render gli onori all’Atlético Madrid nel suo stadio, il Manzanares (così come veniva chiamato il Vicente Calderón all’epoca), durante un incontro di coppa nazionale e dopo che i colchoneros avevano appena vinto la Liga spagnola proprio ai danni del Bilbao. Da allora il pasillo si è diffuso in tutta la Spagna. Il Barcellona lo concesse al Real Madrid della “Quinta del Buitre” nel ‘88 al Camp Nou e vent’anni più tardi lo riesumò Rijkaard, mentre le merengues replicarono nel ‘91 al primo titolo del Dream Team di Cruyff. Ci furono però anche casi altri casi famosi per non averlo concesso. Come nel ‘92 quando Javier Clemente, allenatore dell’Espanyol, si rifiutò di omaggiare Johan Cruyff, che aveva appena condotto il Barcellona alla vittoria della Coppa dei Campioni (in finale contro la Sampdoria di Vialli e Mancini) per aspri dissapori con il tecnico olandese.

Negli ultimi anni si ricordano il Málaga che fece il pasillo all’ultima giornata della Liga 2010/11 per il Barcellona o lo stesso Deportivo La Coruña lo scorso 29 aprile dopo la vittoria dei blaugrana della Copa del Rey. Da parte sua il Villarreal lo ha sempre fatto quando ne ha avuto l’occasione. Nel 2003/04 rese i propri omaggi all’ultimo Valencia campione di Spagna con Rafael Benítez in panchina e l’italiano Amedeo Carboni fra i protagonisti, ma anche l’anno successivo e nel 2009/10 (in questo caso per il Mondiale per club) al Barcellona. Ovviamente l’opportunità di rendere il pasillo è dettata dal fatto che una squadra riesca a vincere il campionato con almeno una giornata di anticipo e può essere scelto di fare solamente dagli avversari che per calendario hanno la possibilità di sfidarsi i neo-campioni in una gara ufficiale. Il Villarreal quando ne ha avuto la possibilità lo ha sempre fatto perché è sempre stata abituata sia a concederlo sia a riceverlo fin da quando partecipava nelle serie minori, dove questa tradizione è spesso ancor più radicata che in massima serie.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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