La vendetta del Valencia di Marcelino

Il Villarreal ha festeggiato per due anni l'accesso in Europa al Mestalla

Marcelino Valencia

Chi la fa l’aspetti. I proverbi, spesso, ci prendono in pieno. E sabato sera con buone probabilità i cugini del Valencia si prenderanno una bella rivincita sui rivali del Villarreal. La rivalità tra i due club è molto sentita sia a livello societario che di tifoseria. Se il Sottomarino giallo è stato considerato per decenni una delle tante piccole realtà regionali, e per questo la storica rivalità grogueta è quella con i dirimpettai del Castellón e non con il Valencia, da quando Fernando Roig l’ha assurta a una dimensione nazionale sono iniziati i primi dissapori. Il primato regionale non è mai stato messo in dubbio da nessuno prima del Villarreal: il Valencia non ha mai avuto concorrenza all’interno della Comunidad Valenziana, e per questo la messa in discussione della supremazia locale ha portato a ostilità figlie del nuovo secolo. Dopo anni di prestiti gratuiti nelle serie minori, da quando il Submarino amarillo è stabilmente in massima serie il mercato fra queste due società si è quasi azzerato. Qualcuno si ricorderà il passaggio di Carlos Marchena dal capoluogo di regione alla provincia, l’eccezione che conferma la regola, mentre quello di Roberto Ayala avvenne alla scadenza del contratto.

A questi trasferimenti se ne ricordano altri mancati: come quello di Bruno Soriano corteggiato nell’estate del 2012 quando il Villarreal retrocesse in Segunda División o, a parti inverse, quello di Sergio Canales, che fu venduto alla Real Sociedad invece che al Villarreal a una cifra inferiore di quella avanzata dal Sottomarino giallo. Per contaminazione anche le due tifoserie hanno sviluppato una rivalità alquanto forte: i valenziani si sono sempre riferiti ai vila-realensi con l’appellativo di “aldeanos”, che sarebbe a dire campagnoli, contadinotti e di rimando i tifosi groguets hanno considerati i valenziani alla stregua del vicino di casa snob e con la puzza sotto al naso. Difficile non chiamarlo derby, vista la scarsa concorrenza del Levante e gli appena sessanta chilometri a dividere le due cittadine. Comunque sia parlavamo di rivincite.

Eh già, perché il Villarreal oltre ad aver vinto nelle ultime tre trasferte a Mestalla in due di queste tre occasioni si è permesso di festeggiare al triplice fischio. Due anni fa il trionfo equivalse con l’accesso matematico alla Champions League, l’anno scorso all’Europa League, e perciò per ben due volte consecutive il Valencia non ha dovuto soltanto ingoiare il rospo della sconfitta casalinga contro i cugini, ma anche la beffa di vedere gli avversari celebrare sul proprio rettangolo verde. Probabilmente quest’anno potrebbe avvenire la stessa cosa a parti invertite. Il Valencia è quarto in classifica e ha otto punti di vantaggio sul Betis e considerando che mancano tre giornate al termine del campionato è quasi certo che questo fine settimana arriverà anche l’aritmetica a dar loro ragione. Sabato pomeriggio il Betis giocherà al Nuevo San Mamés di Bilbao e in caso di mancata vittoria la squadra di Marcelino sarà già certa del quarto posto, mentre con il Betis vittorioso basterà un punto per chiudere il discorso europeo in virtù degli scontri diretti a favore. Ad ogni modo col Valencia quasi qualificato è possibile che il Villarreal si troverà di fronte una squadra meno motivata del solito (non a caso sono arrivati due punti nelle ultime quattro gare). Un motivo in più per ambire a tutti i costi ai tre punti.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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