La pubalgia di Manu Trigueros

Lunedì si recherà in Germania per capire se dovrà andare sotto i ferri o meno

Trigueros

Dopo l’esaltante stagione scorsa Manuel Trigueros non si sta esibendo agli stessi livelli quest’anno. Lo scorso 7 marzo rivelò alla stampa di essere perseguitato da continui fastidi muscolari, ma questa settimana si è concesso nuovamente in conferenza-stampa e si è potuto capire meglio quale sia la situazione. «A meno che non sarò costretto a uscire in barella, non lascerò il campo» ha affermato il centrocampista spagnolo «se il mister non mi dice di fermarmi, io non mi fermerò. Per adesso c’è il dottore che mi allevia i dolori, a stagione conclusa decideremo sul da farsi». I dolori a cui si riferisce sono riconducibili alla pubalgia, cioè un’infiammazione ai muscoli della zona pubica che può diventare cronica e molto fastidiosa. Finora il regista amarillo ha stretto i denti, ha riposato molto poco e si è anche sottoposto a infiltrazioni per poter disputare partite importanti, ma questo alla lunga potrebbe portare a un peggioramento del suo quadro clinico.

Per questo Trigueros sfrutterà la pausa per recarsi lunedì prossimo a Monaco di Baviera, in Germania, dal miglior specialista al mondo, o almeno così dicono, in materia di chirurgia per la pubalgia. Si tratta della dottoressa Ulrike Muschaweck che negli ultimi vent’anni ha trattato circa dodicimila pazienti alla clinica Hernienzentrum e tra questi anche moltissimi sportivi. Dalla stella del football americano Tom Brady a una lunga lista di calciatori, solo per citarne alcuni tra i più famosi: Alan Shearer, Craig Bellamy, Oliver Kahn, Jonathan Woodgate, Michael Owen, Obafemi Martins, Xabi Alonso, Martín Cáceres, Mario Balotelli, Ander Herrera, Arda Turan. L’ultimo a sottoporsi al suo trattamento è stato il colombiano Juan Guillermo Cuadrado, operatosi lo scorso 30 gennaio ma tuttora alle prese con fastidi muscolari che ne hanno impedito il recupero. Nel caso di Manu Trigueros si è tentata una terapia conservativa, ma essendo la pubalgia un’infiammazione tende ad alleviarsi e riacutizzarsi ciclicamente, perciò quasi sicuramente a fine stagione si sottoporrà ai ferri.

Probabilmente non appena il Villarreal sarà aritmeticamente in una zona di classifica per cui non ci sarà più niente in gioco il centrocampista avvierà la procedura per l’operazione, in modo tale da poter sfruttare la pausa estiva per recuperare ed essere disponibile con l’inizio della prossima stagione. Anzi, con la squadra fuori da qualsiasi lotta europea Trigueros si sarebbe già fermato per risolvere i suoi problemi, ma sa che in questo momento la squadra ha bisogno di lui. Intanto la visita di lunedì sarà decisiva per decidere se sarà necessario passare per la sala operatoria o se questa potrà essere scongiurata. Nel caso in cui fosse necessaria la prognosi prevista oscillerebbe tra le cinque e le otto settimane, ma come sempre in campo medico la convalescenza dipende dalla struttura fisica del singolo individuo. La dottoressa Muschaweck, soprannominata nel suo ambiente “il miracolo di Monaco”, spiegò che il suo metodo innovativo non è invasivo e si avvale di una sutura speciale che minimizza il postoperatorio, e inoltre avvalendosi di anestesia locale gli sportivi possono recarsi in clinica il giorno stesso dell’operazione.

Perciò dopo la consultazione il giocatore tornerà in Spagna per continuare ad allenarsi in vista della gara di domenica prossima contro il Málaga. Tra l’altro questa situazione, pur essendo completamente differente, porta però alla mente il caso di Bruno Soriano. Anche il capitano del Submarino amarillo lo scorso anno ha stretto i denti nel finale di stagione, si è sottoposto a un’operazione chirurgica di routine in estate, ma il suo recupero non ha ancora una data certa. Pur essendo casi diversi (e comunque pare che i problemi di Bruno non siano direttamente legati all’operazione chirurgica) forzare un calciatore quando non è al massimo della sua condizione pone sempre un rischio di aggravamento del suo quadro clinico. Ma nel mondo del calcio è oramai la norma.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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