Caso Rubén Semedo, respinta la richiesta di scarcerazione

A un mese dal suo incarceramento il tribunale ha scartato il suo rilascio

Rubén Semedo

A un mese dall’incarceramento di Rubén Semedo, avvenuto lo scorso 20 febbraio in seguito alla perquisizione del suo appartamento, la situazione del portoghese è pressoché invariata. Anzi, la scorsa settimana è arrivato il responso circa la richiesta del suo avvocato Jorge Albertini di revocare la misura cautelare del carcere preventivo, ma il Juzgado n° 6 di Lliria, il tribunale monocratico che sta seguendo il suo caso, ha negato il suo rilascio. Lo scorso giovedì Rubén Semedo ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee alla corte tramite videoconferenza, nelle quali ha affermato di esser stato truffato da una organizzazione criminale. Jorge Albertini ha aggiunto che «gli hanno distrutto la carriera», spiegando poi le falle della versione del denunciante: «dice che scappò correndo… ma se assicura che gli hanno rotto il piede come poteva fuggire correndo? E se glielo avevano fratturato come ha fatto Rubén Semedo a non riacchiapparlo, lui che è uno sportivo professionista?».

Il legale si è poi soffermato sugli spari di avvertimento che Semedo avrebbe intimato per scoraggiare la fuga di Daniel López Bonde, avvenuti nei pressi di plaza del Xúquer, cuore del quartiere universitario Vega Baixa: «com’è possibile che nessuno abbia visto o sentito niente?». La versione della difesa, come già spiegato precedentemente, è che Rubén Semedo avrebbe prestato 64mila euro a López Bonde, ma una volta resosi conto che non li avrebbe più rivisti, avrebbe esternato le sue intenzioni di denunciarlo e in questo momento quest’ultimo avrebbe architettato questa storia per uscirne pulito. Ma nonostante tutto venerdì scorso il giudice si è espresso contro il giocatore del Villarreal rigettando la richiesta di abbandonare il carcere preventivo perché sussiste il rischio di incolumità per la vittima e il divieto di avvicinamento sarebbe stato insufficiente, per via della «gravità dei fatti e l’impiego di arma da fuoco».

Inoltre, sembrerebbe che esistano anche delle foto scattate da Semedo alla vittima, durante il sequestro di persona, al fine di vantarsi con gli amici. Questo potrebbe esser stato cruciale a convincere il giudice circa la pericolosità del portoghese, che avrebbe inoltre minacciato di morte López Bonde. Infine è stato specificato che la detenzione in carcere non è stata applicata per pericolo di fuga, visto che Semedo ha in essere un contratto fino al 2022 con il Villarreal, e che l’appartamento in cui risiede ha una parcella talmente alta da poter esser mantenuta solo grazie allo stipendio erogato dalla società. Inoltre il tempo trascorso tra i fatti e il suo arresto, circa nove giorni, avrebbe potuto mettere in fuga e non l’ha fatto, perciò l’unico motivo di questa misura cautelare è il rischio di incolumità della vittima. Adesso Albertini farà appello a questa decisione presso l’Audiencia Provincial, il tribunale collegiale di secondo grado, per cercare di tirare fuori Rubén Semedo prima della fine del processo.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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