L’avvocato di Rubén Semedo: «Accuse kafkiane, fantastiche e romanzate»

Secondo la difesa sarebbe tutto un imbroglio per non restituire un prestito

Rubén Semedo

Mentre Rubén Semedo è ancora in carcere da più di tre settimane, l’emittente spagnola Antena 3 ha realizzato un servizio in esclusiva a casa della madre del difensore portoghese per saperne di più. Da quando il calciatore lusitano è stato arrestato, lo scorso 20 febbraio, l’attenzione dei mass media intorno alla sua figura si è amplificata. Per avere una vaga idea della ripercussione mediatica della vicenda basterebbe aver assistito alla prima conferenza-stampa allestita dal Villarreal dopo la notizia dell’incarceramento del suo tesserato, ovvero quella del 24 febbraio per il pre-gara di VillarrealGetafe. Chi frequenta la sala conferenze dell’Estadio de la Cerámica sa che nella piccola saletta del club sono solitamente presenti un paio di telecamere: quella della società più un’altra esterna. Queste possono aumentare fino a quattro-cinque in occasione di partite di cartello come quelle contro Barcellona o Real Madrid. Ma l’ultimo fine settimana di febbraio, per una gara modesta contro il piccolo Getafe, il numero delle telecamere presenti aveva toccato la doppia cifra. Qualcosa che non si vedeva da oltre un decennio, probabilmente l’ultima invasione dei media al Madrigal era stata per la semifinale di Champions League nel lontano 2006.

Sulla rete alcuni giornalisti erano riusciti a rivangare il fatto che nel lontano ‘99, quando Rubén Semedo aveva appena cinque anni e i suoi genitori erano già separati, anche il padre finì in un penitenziario in Portogallo. Ma, secondo quanto raccolto da Antena 3 Deportes, le cose sarebbero andate per diversamente da quanto riportato sui giornali. «Lo stesso denunciante, a un certo punto, avrebbe sfoderato la pistola e uno dei gli amici di Rubén lo disarmò» ha dichiarato l’avvocato spagnolo Jorge Albertini che sta studiando la causa al fianco del legale di famiglia «Però in quel momento Rubén non era presente». Questa la versione della difesa, che giustifica la presenza nella sua abitazione di Daniel López Bonde, il franco-congolese che ha esposto la denuncia nei confronti di Rubén Semedo, con il fatto che «Rubén lo aveva convocato per la restituzione di un prestito». Nel corso dell’intervista è intervenuta anche la mamma del calciatore, la signora Adelaide Gonçalves che, visibilmente commossa, ha ribadito la sua fiducia nei confronti del figlio: «Mio figlio ha un cuore molto grande e apre la porta a tutti, non vede la malvagità nelle persone, è innocente e lo proveremo».

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«Conosco mio figlio alla perfezione e so che quello che è successo è una grandissimo inganno. Mio figlio è innocente e sono convinta che è un imbroglio» ha proseguito la mamma di Semedo «Gli hanno fregato sessantaquattromila euro e hanno architettato tutto questo per pregiudicarlo. Mio figlio è innocente, di questo sono sicura». Mentre, secondo l’esposto, il denunciante fu attirato nell’abitazione del calciatore con la promessa che avrebbe prestato a López Bonde la sua Mercedes, ma una volta lì il giocatore e suoi due amici lo minacciarono perché volevano indietro dei soldi prestati, non direttamente a lui, ma a una conoscenza in comune. Il difensore ha screditato la versione denunciata affermando che il franco-congolese avrebbe «fabbricato una storia kafkiana, fantastica e romanzata per danneggiare il mio cliente». Bisognerà ancora fare chiarezza sulla vicenda. Gli avvocati di Rubén Semedo hanno fatto appello per chiedere la revoca della misura cautelare del carcere e sono ancora in attesa di un responso.

Intanto il Villarreal ha sospeso il difensore portoghese dal lavoro, con conseguente congelamento dello stipendio. È bene ricordare che la società non potrà rescindere unilateralmente il contratto a meno che non vi sia una sentenza contro il tesserato. Infatti il Real Decreto Legislativo 1/1995 del 24 marzo e la sua legge di attuazione, la Ley del Estatuto de los Trabajadores specificano all’articolo 45.1 che il contratto lavorativo non può essere estinto in caso di detenzione preventiva, ma anzi, che nel momento in cui questa misura dovesse terminare il datore di lavoro è costretto a reincorporare il lavoratore alla sua precedente mansione. Questo significa che se l’appello dovesse essere accolto, Semedo tornerebbe agli ordini di Calleja, che però ovviamente non avrebbe alcun tipo di obbligo nel suo impiego in campo. Una eventuale rescissione unilaterale potrebbe essere presa in considerazione, come si evince dall’articolo 54, solo in caso di un verdetto del giudice.

About Mihai C. Vidroiu 479 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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