Cicinho ha dato l’addio al calcio

Breve storia del terzinod estro che giocò anche con il Villarreal

Fonte foto: as.com

Cícero João de Cezare, in arte Cicinho, ex-terzino destro, tra le altre anche di Real Madrid, Roma e Villarreal, ha annunciato il suo definitivo addio al calcio giocato all’età di trentasette anni. La sua parentesi al Sottomarino giallo fu molto breve e alquanto deludente: appena ottantacinque minuti in campionato, sparpagliati in sei presenze, e una gara intera in Copa del Rey. Un ricordo evanescente. Ma il suo trasferimento fu una delle trattative più rapide di cui si abbia memoria.

Il 9 gennaio 2011 durante un Real MadridVillarreal in cui Cristiano Ronaldo marcherà una tripletta nel quattro a due finale, l’allora terzino destro del Submarino amarillo Ángel López abbandona il campo per un fastidio al ginocchio. Il giorno dopo, gli esami di routine fanno presagire un guaio abbastanza serio e inducono il calciatore a recarsi dal dottor Ramón Cugat, uno dei migliori al mondo in esami artroscopici. Così l’11 gennaio il difensore spagnolo prende il volo alla volta di Barcellona per farsi visitare presso l’ospedale Quirón e scopre di essersi lesionato il legamento crociato anteriore. In pratica la sua stagione può dirsi conclusa. Avuta la certezza diagnostica l’amministratore delegato Ferando Roig Negueroles avvia subito i primi contatti per un rimpiazzo. I primi due nomi in lista sono entrambi terzini della Serie A: Cicinho della Roma e Marco Motta, di proprietà dell’Udinese ma in prestito alla Juventus. Uno scambio di fax è sufficiente per avviare la trattativa: la Roma vuole disfarsi del difensore brasiliano che non sta trovando spazio con Claudio Ranieri.

Il 12 gennaio Roig Negueroles si presenta a Trigoria per chiudere immediatamente l’affare e trova un portone aperto. L’incontro dura pochissimo: l’accordo è sulla base di un prestito gratuito con diritto di riscatto, mentre il Submarino amarillo si accollerà l’80% dello stipendio rimanente, grossomodo circa un milione di euro. L’affare è conveniente per tutti. La Roma si disfa di un giocatore fuori dal progetto del suo tecnico, nella speranza che ritrovando minutaggio possa convincere il suo nuovo club a riscattarlo, mentre il Villarreal può disporre di un terzino che aveva già fatto molto bene in Spagna, praticamente a costo zero, nell’attesa che l’anno successivo torni Ángel López. Così Cicinho viene interrotto durante l’allenamento mattutino per firmare il contratto. Il suo agente Ricardo Sarti non è presente, avuta notizia dello scambio di fax della sera precedente, ha preso il volo dal Brasile ed atterrerà solamente il giorno dopo. Nel frattempo però il brasiliano è assistito dei due intermediari Ernesto Bronzetti e Giampiero Pocetta e concede il beneplacit per un pre-accordo.

Il giorno successivo si presenta a Trigoria a bordo di una macchina con targa spagnola: Fernando Roig Neguroles lo ha convinto a trasferirsi al Villarreal, dove troverà altri due brasiliani: il centrocampista Marcos Senna e l’attaccante Nilmar. E in presenza del suo procuratore si affinano i dettagli per il suo definitivo trasferimento, cosicché firma il contratto, prende tutta la sua roba e in serata vola alla volta di Valencia, dove atterra in tarda serata. Il 14 gennaio viene condotto all’ospedale Rey Don Jaime di Castellón de la Plana per effettuare le visite mediche di rito e, una volta superate senza problemi, prende subito parte al primo allenamento (a porte chiuse) con il resto dei suoi nuovi compagni. A mezzogiorno e mezzo è già in sala-conferenze per essere presentato alla stampa con la sua nuova maglia numero ventiquattro. E il suo nuovo tecnico gli annuncia che è convocato per la gara di Liga del giorno dopo, durante la quale il Villarreal affronterà l’Osasuna al Madrigal.

Appena quattro giorni dopo quello scambio di fax Cicinho può esordire in campionato (fatto curioso: quando debuttò con il Real Madrid esordì proprio al Madrigal contro il Sottomarino giallo). Non lo fa da titolare: Juan Carlos Garrido, che dopo anni a capo della cantera è ora tecnico della prima squadra, preferisce il ventenne Mario Gaspar su quella fascia, un giovane di belle speranze che conosce da quando era appena arrivato nella Plana Baixa. Alla fine sarà proprio lui il titolare per il resto della stagione, ma nessuno poteva sospettarlo. Cicinho entra per giocare gli ultimi undici minuti di gara al fianco di Musacchio, Bruno Soriano, Borja Valero e Giuseppe Rossi. Il Villarreal vincerà quattro a due, Cicinho verrà applaudito e l’Osasuna segnerà tra i marcatori Javi Calleja, ex-centrocampista amarillo, che sta chiudendo la carriera a Pamplona. Alla fine per lui ci sarà pochissimo spazio e in pochi si ricorderanno delle sue prestazioni. A fine anno tornerà alla Roma e senza neanche troppi rimpianti.

Con gli anni si scoprirà di più sulla sua vita privata. In una serie di interviste ai media brasiliani racconterà dei suoi guai con le dipendenze, rivelando che già ai tempi di Madrid beveva fino a svenire e già nel 2010, pochi mesi prima del suo arrivo al Villarreal e quindi plausibilmente anche in quel periodo, fumava fino a due pacchetti di sigarette al giorno. Ritmi insostenibili per chi pretende di giocare a questi livelli. Nel corso dell’intervista shockante concessa a ESPN Brasil del 19 luglio 2016 aggiunse che non assunse mai droghe soltanto perché sapeva dei controlli anti-doping, specificando che se non fosse stato per quelli lo avrebbe sicuramente fatto. In quella confessione arrivò perfino a sostenere di aver visto Gesù dopo aver ingurgitato diciotto caipirinha e quattordici birre. Non male per uno che da bambino era stato soprannominato “reverendo” per i suoi trascorsi da chierichetto e la sua fama di “casa e chiesa”.

Purtroppo Cicinho verrà ricordato più per le sue gesta fuori dal campo che per quello che avrebbe potuto dare nel rettangolo verde. E pensare che fino ai tempi del Real Madrid era considerato come una delle migliori promesse al mondo nel suo ruolo. Quando arrivò alla Roma il suo acquisto fu percepito come l’acquisto dell’anno: al suo sbarco a Fiumicino fu accolto da circa cinquecento tifosi giallorossi eccitati, un fenomeno più unico che raro. Ma la figura del Cicinho uomo non dev’essere associata a genio e sregolatezza. Ha sempre dato l’impressione di essere l’ingenuo ragazzo di campagna che ha perso l’orientamento una volta arrivato in città. Appena arrivato a Madrid, impacciato, rovesciò un succo di frutta sui pantaloni di David Beckham, da cui si innescò una bella amicizia. Un altro aneddoto curioso che aiuta a capire meglio la semplicità di questo ragazzo fu quando Beckham gli consigliò il suo negozio preferito. Chiamò di fronte a lui il proprietario per raccomandarlo. E il giovane Cicinho, da poco arrivato nella ricca Europa, vi si recò per acquistare una giacca di pelle e qualche pantalone, fino alla spiacevole sorpresa al momento di firmare la ricevuta per l’acquisto con la carta di credito. Un conto 2.500 €! No, gli rispose il commesso, sono 25.000 €. A Cicinho prese un colpo, ma dopo esser stato raccomandato e per evitare la figuraccia con il compagno di squadra, fece finta di niente, prese tutto e non tornò mai più in quel negozio.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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