Cos’è successo a Sansone e Bruno Soriano?

L'italiano manca in campo da tre mesi, il capitano da inizio stagione

Sansone

Il 30 novembre scorso, durante il ritorno dei sedicesimi di Copa de Rey contro la Ponferradina, Nicola Sansone ha dovuto abbandonato il terreno di gioco dopo appena dieci minuti in seguito a una fitta al polpaccio sinistro. I primi accertamenti clinici hanno riscontrato uno stiramento del muscolo, ovvero una lesione di secondo grado, che in termini di prognosi possono essere quantificati in circa cinque settimane di pausa. Eppure a tre mesi dalla sua ultima comparsa sul rettangolo verde la punta italiana ancora non si è vista, neanche nella lista dei convocati. Cerchiamo di capirne le ragioni. Secondo la procedura, al termine del ciclo di terapie e prima del ritorno all’attività fisica, il calciatore deve sottoporsi a un’ulteriore esame ecografico per esserne valutato il recupero. Ma l’ecografia muscolo-tendinea effettuata il 15 gennaio ha evidenziato una complicanza: uno stravaso ematico, cioè la riacutizzazione di un ematoma. Questo avrebbe significato un ritardo sui tempi di recupero di almeno due-tre settimane.

In pratica Sansone si sarebbe dovuto sottoporre a un piccolo intervento chirurgico e il suo percorso di trattamento avrebbe dovuto essere riavviato daccapo. Ma per evitare ulteriori complicanze si è deciso di essere il più cauti possibile. Si è rivisto in campo per la prima volta nella sessione di allenamento mattutino del 20 febbraio scorso, ma solamente per svolgere lavoro differenziato. Mentre da martedì scorso si allena regolarmente con il resto dei compagni, pur con seduta ridotta per non correre rischi. Nella conferenza stampa pre-gara dell’altroieri l’allenatore Javi Calleja ha detto si augura di «vederlo allenarsi al 100%» da lunedì prossimo. Ad oggi Sansone ha dovuto saltare la bellezza di diciotto partite: tredici di campionato e cinque di coppa. Ovviamente il suo ritorno non risolverà tutti i problemi del reparto offensivo, visto che prima che sia in grado di tornare in condizioni competitive serviranno altre settimane, ma quanto meno alimenta qualche speranza circa il tratto finale di questa stagione.

Nel frattempo ieri ha fatto notizia la presenza del capitano Bruno Soriano con il resto della squadra sull’aereo che ha portato il Villarreal nei Paesi Baschi per affrontare l’Eibar. Ma purtroppo il suo rientro in campo non ha ancora una data: il centrocampista ha solamente sfruttato la trasferta basca per recarsi a Vitoria, dove ha sede la clinica Vithas San José in cui è in cura da qualche mese. Il suo calvario è ancora più fastidioso di quello di Sansone: si è operato a luglio per una trasposizione della tuberosità tibiale anteriore alla gamba sinistra e quest’anno non è mai potuto scendere in campo. Adesso è in cura dal dottor Mikel Sánchez, uno dei migliori al mondo nel suo campo, essendo stato il primo medico ad aver compreso il potenziale del plasma ricco di piastrine e di fattori di crescita e di averlo applicato nel campo della traumatologia sportiva. Si parla spesso di lui come del medico miracoloso di Rafael Nadal, ma gli stessi medici dell’Inter si recarono alla sua clinica per imparare il metodo che avrebbe permesso ad Adriano di giocare la semifinale di Champions League 2004/05 contro il Milan.

Ma a questo punto della stagione la speranza è più che altro in previsione del prossimo anno. In questo ultimo segmento di stagione il Villarreal ha coperto il suo posto con l’arrivo dell’esperto Javi Fuego, perciò la società non ha alcuna fretta di accelerarne il recupero. Sapere che Bruno potrà tornare in campo e prendere normalmente parte alla preparazione atletica della prossima estate sarebbe già una grande notizia. Chi lo ha visto personalmente ha rivelato che l’umore del capitano amarillo è molto basso, soprattutto perché non si vede ancora la luce in fondo al tunnel. Ricordiamoci che a giugno Bruno Soriano compirà trentaquattro anni, ma la sua classe e il suo ruolo gli potrebbero permettere di giocare ad alti livelli ancora per qualche anno. Il suo contratto scade nel 2020 e la società si aspetta che sia un giocatore fondamentale almeno per un altro paio di anni.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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