Perché Rubén Semedo è in carcere: ecco la ricostruzione dei fatti

Il lusitano, tra le altre cose, è accusato di sequestro di persona e tentato omicidio

Rubén Semedo carcere

Lo scorso giovedì il tribunale monocratico, nello specifico il Juzgado n°6 di Llíria, ha convalidato l’arresto nei confronti di Rubén Semedo, confermando la misura cautelativa della detenzione in carcere e senza possibilità di cauzione per il rischio di reiterazione del reato. Il Tribunal Superior de Justicia de la Comunitat Valenciana ha ascoltato le dichiarazioni spontanee del calciatore del Villarreal e ha poi esposto le accuse a suo carico: lesioni, minacce, detenzione illecita di armi, rapina aggravata, sequestro di persona e tentato omicidio. Nonostante il suo agente Catió Baldé abbia dichiarato alla stampa portoghese che il suo assistito sarebbe «vittima di uno scherzo»
(il riferimento è a un prestito di denaro non restituito), i capi di imputazioni messi a verbale non sono affatto frutto di uno scherzo. Nella realtà dei fatti il difensore lusitano rischia fino a cinque anni di carcere. Anche perché, oltre alla gravità dei fatti, questa si tratta della quarta denuncia in tre mesi e mezzo ai suoi danni.

Secondo quanto riferito dalla vittima, questi si trovava nella villa di Rubén Semedo a Torre en Conill, sobborgo residenziale di Bétera, in provincia di Valencia, perché il giocatore gli avrebbe promesso di prestargli la sua Mercedes. Ma l’invito si sarebbe rivelato una trappola, perché una volta lì la sua giornata si sarebbe trasformata in un film dell’orrore. L’uomo si sarebbe ritrovato davanti il portoghese, un suo cugino e un terzo uomo armati di mazze da baseball e da golf, e dopo esser stato immobilizzato sarebbe stato legato a una sedia con una corda. A quel punto i tre avrebbero iniziato a minacciarlo: uno gli avrebbe intimato di tagliargli un mignolo con un coltello, mentre Rubén Semedo gli avrebbe puntato alla tempia una pistola dicendogli di avere intenzione di ucciderlo. Secondo la sua ricostruzione l’oggetto della contesa sarebbe stato l’indirizzo di un terzo conoscente, noto alla vittima, che avrebbe dovuto restituire cinquemila euro al giocatore.

A questo punto, incapaci di ottenere il recapito, i tre lo avrebbero frugato nelle tasche, si sarebbero impossessati dei suoi effetti di valore, tra cui le chiavi del suo appartamento, e lo avrebbero rinchiuso in uno stanzino buio. Dopodiché Semedo e i suoi due complici si sarebbero recati nel suo appartamento a Valencia, nei pressi della Città delle Scienze e delle Arti, e lo avrebbero svaligiato sottraendo un computer, degli orologi di lusso e ventiquattromila euro. Ma per lo sfortuna non solo i vicini si sono accorti del trambusto, ma sarebbero stati anche immortalati dalle telecamere di sicurezza a circuito chiuso. Comunque sia, una volta di ritorno alla villa di Rubén Semedo, la vittima si sarebbe decisa a dar loro un indirizzo inventato pur di metter fino a quella tortura, cosicché tutti e quattro si sarebbero nuovamente spostati a Valencia, in avenida Blasco Ibáñez, arteria centrale del capoluogo valenziano. Qui una disattenzione dei sequestratori avrebbe permesso alla vittima di scappare dalla loro stretta, lo stesso Semedo avrebbe tentato di spaventarlo sparando un paio di colpi in aria nel centro di Valencia, senza però riuscire a impedirgli la fuga. A quel punto l’uomo, grazie a una copia delle chiavi di casa, sarebbe riuscito a tornare a casa per poi denunciare il tutto alla polizia nella mattina del 12 febbraio scorso. Il calciatore è stato quindi scortato in un furgone della Guardia Civil fino al Comando locale di Patraix, dove è stato sottoposto a interrogatorio e alloggiato in una camera detentiva provvisoria fino al giudizio direttissimo di giovedì. Alla notizia del suo arresto hanno preso un aereo per Valencia il suo agente, la madre Adelaide e l’avvocato Bebiano Gomes.

Da parte sua il Villarreal ha emesso due comunicati. Nel primo ha dichiarato di aver aperto un’indagine interna per fare chiarezza sulla posizione del suo tesserato, e nel secondo ha specificato che nell’attesa dell’iter giudiziario Rubén Semedo è stato sospeso dal suo incarico e del suo stipendio. E giovedì scorso, oltre all’eliminazione dall’Europa League, è arrivata anche la notizia della convalida dell’arresto. Visti i tre procedimenti penali in corso e il rischio di reiterazione del reato al calciatore è stata applicata la misura cautelativa della permanenza in carcere, nell’istituto penitenziario di Picassent, nei dintorni di Valencia. Secondo fonti vicine al tribunale questa convalida è stata la vera mazzata alla fedina penale del portoghese che, tramite il suo legale, aveva già trovato accordi economici con due delle tre vittime relative ai precedenti casi pendenti per il ritiro della denuncia, e si stava negoziando anche con il terzo per una risoluzione favorevole. Ma la gravità dei reati imputati in questo quarto procedimento impedirà una soluzione dello stesso tipo: per il sequestro e il tentato omicidio non basterà il ritiro della denuncia per interrompere il procedimento, ma si andrà avanti d’ufficio. A questo punto è plausibile pensare che il Villarreal possa considerare una risoluzione del contratto e la perdita totale del denaro investito nel difensore portoghese.

About Mihai C. Vidroiu 500 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*