La ridente politica dei canterani

Quest'anno hanno esordito già cinque giovani del settore giovanile

Chuca

Nonostante l’attenzione dei media sia sempre rivolta soprattutto al Barcellona, per ovvi motivi mediatici, anche il Villarreal è sempre stato molto sensibile alla politica dei canterani. Estrarre la materia prima dal proprio settore giovanile è una priorità fin dall’arrivo di Fernando Roig, presidente del club da oltre vent’anni, e a riprova di ciò c’è un dato significativo. Perfino l’anno della retrocessione, nell’estate del 2012, quando la società dovette ridimensionare il proprio budget da oltre cento milioni di euro ad appena trenta, i finanziamenti alla cantera non furono intaccati. Il ridimensionamento costò tagli in tutte le principali aree di spesa a iniziare dagli stipendi dei calciatori, ma l’approvvigionamento per la cantera rimase pressoché immutato: circa dieci milioni di euro, ovvero circa un terzo del budget stagionale.

Ma quest’anno, molto più che in passato, i due allenatori che si sono succeduti sula panchina, Fran Escribá e Javi Calleja, hanno avuto bisogno o fegato di far debuttare una rilevante manciata di giovani. Nonostante siamo solo a novembre – solitamente si trova tempo e spazio per far debuttare i giovani nelle ultime giornate di campionato, a conti già chiusi – il Villarreal ha fatto esordire in prima squadra ben cinque canterani: Ramiro Guerra, Darío Poveda, Víctor Moya Martínez detto “Chuca”, Daniel Raba e il portiere Ander Cantero, quest’ultimo però ha giocato soltanto in Copa del Rey per adesso. Considerando tutte le stagioni in massima serie dalla seconda promozione in poi, quindi dal 2000/01, il Villarreal ha fatto debuttare in Primera División ben sessantaquattro giocatori, ma solo trentuno di questi possono essere classificati come canterani puri. (Altri ventiquattro hanno debuttato in Liga col Villarreal dopo meno di tre stagioni intere nel settore giovanile, come invece richiesto dai parametri Uefa)

In media perciò il Sottomarino giallo lancia nella mischia quattro esordienti l’anno, di cui due allevati e svezzati in casa. Per ritrovare una stagione così proficua dal punto di vista dei giovani debuttanti in camiseta amarilla bisogna rievocare la stagione 2002/03 quando furono cinque i giocatori cresciuti a Miralcamp, e tra quelli v’era anche Héctor Font, villarrealense puro, una rarità insomma (come il giovane Pau Torres, leggi qui l’approfondimento sul difensore del Villarreal B). Ma per rendersi conto di quanto sia importante questa politica basta leggere la formazione titolare: i terzini Jaume Costa e Mario Gaspar e i centrocampisti Bruno Soriano, Trigueros e Rodrigo sono tutti cresciuti alla Residencia. Senza considerare che lo stesso Fornals passò a vestire questa maglia quando era giù giovane.

Il concetto di fondo è semplice e intelligente: investire dieci-dodici milioni l’anno nel settore giovanile è come un anticipo per un futuro campioncino fatto in casa. E i conti tornano eccome. Senza poter quantificare il valore dei cinque titolari in squadra, alcuni dei giocatori lanciati dalla società sono poi diventati giocatori di alto profilo a partire da Gerard Moreno che proprio oggi ha firmato il rinnovo con l’Espanyol con una clausola rescissoria di cinquanta milioni di euro e finendo a Mateo Musacchio venduto al Milan per diciotto milioni di euro a causa dell’ultimo anno di contratto rimanente. Questa filosofia continua a dimostrarsi economicamente sostenibile per una società come il Villarreal che non può contare su un vasto bacino di utenza e deve perciò cercare di competere con altri espedienti.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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