Chi è Javi Calleja, il tecnico più vincente di sempre della cantera amarilla

Curriculum vitae del nuovo allenatore del Villarreal

Javi Calleja

Chi segue il Villarreal dai tempi di Manuel Pellegrini avrà già sentito nominare Javi Calleja, anche se le sue gesta non hanno lasciato il segno. Cresciuto nella Fábrica del Real Madrid, con il quale è arrivato a giocare per la terza squadra, fu acquistato dal Sottomarino giallo nell’estate del ‘99 dall’Alcalá, una squadra di Tercera División. All’epoca il Submarino amarillo era appena tornato tra i cadetti dopo aver disputato la prima stagione in Primera División della sua storia, e dovette scandagliare il mercato per costruire una squadra in grado di lottare di nuovo per il salto di categoria, senza però investire troppo in modo tale da poter ben assorbire un’eventuale mancata promozione. Javier Calleja, modesto centrocampista esterno, non si impose mai nell’undici titolare, ma restò ben sette anni tra le fila del club, con la fama di panchinaro affidabile. L’ultima annata in camiseta amarilla fu la 2005/06, quella durante la quale il Villarreal raggiunse la storica semifinale di Champions League, e lui disputò ben ottantasette minuti in campo nell’andata dei quarti di finale contro l’Inter.

Sicuramente non un campione, ma comunque un discreto calciatore, molto stimato nello spogliatoio per il suo basso profilo e la dedizione al lavoro. Le stesse qualità che anni dopo hanno convinto la società a rilanciarlo da allenatore. Siamo nell’estate del 2012, Calleja ha già trentatré anni compiuti e nella stagione appena conclusa è riuscito a collezionare appena sei gettoni nell’Osasuna, il cui allenatore, José Luis Mendilibar, lo vede soltanto come un ripiego d’esperienza. Terminato il contratto in vigore non trova un’altra sistemazione convincente, ha ormai perso tutti gli stimoli e decide di ritirarsi. A mercato chiuso decide di fare una chiamata a tempo perso. Il numero è quello di Fernando Roig Negueroles, neo-amministratore delegato del Villarreal, ovvero il club a cui si è sentito più legato di ogni altro nella sua carriera da calciatore. L’a.d. del Sottomarino giallo è ben lieto di accoglierlo: per lui si prospetta la possibilità di iniziare l’avventura da allenatore iniziando dal Roda, il club-satellite del Villarreal. Calleja accetta entusiasta, la prospettiva lo affascina e la sistemazione è egregia: pur non avendo alcuna esperienza può incominciare già dalla categoria Cadete, ovvero gli under-16.

Così inizia la sua carriera da allenatore, e dopo un anno di transizione si guadagna la promozione a tecnico del Juvenil B del Villarreal. All’interno del club avviene un’escalation di panchine dovute all’esonero del tecnico del Villarreal C e per Calleja è un salto di qualità importante in quello che può essere considerato il campionato Primavera delle riserve. La sua squadra raggiungerà un discreto quarto posto nel suo raggruppamento e l’estate successiva gli viene affidato il Juvenil A, ovvero il corrispettivo della Primavera spagnola. È un incarico importante perché rappresenta la massima competizione giovanile nazionale e con questi ragazzi batterà tutti i record societari. In questo triennio alla guida del Juvenil Javi Calleja si metterà in mostra come l’allenatore più vincente della storia della cantera. Forse anche grazie a una generazione promettente eredita una squadra pronta per grandi obiettivi: nello spogliatoio ci sono talenti del calibro di Rodrigo (clicca qui per scoprire la storia di Rodri) e Pedraza, oggi entrambi titolari in squadre di Primera División. Ma è sempre difficile capire dove finisca il talento di un giovane e inizi la capacità di un allenatore di far esplodere giocatori talentuosi ma a volte destinati a perdersi.

Se per tre anni consecutivi il suo Villarreal vincerà la División de Honor, ovvero il raggruppamento regionale, già si può parlare di numeri importanti, perché mai nessuno era riuscito a far mangiare la polvere al Valencia per due volte consecutive, figurarsi tre. E nella prima storica annata i suoi ragazzi riusciranno anche nell’impresa di raggiungere la finale di Copa de Campeones, ovvero la finale scudetto, traguardo raggiunto una sola volta nella storia del club. Sul campo di Almuñécar il Villarreal dimostrerà di essere ben superiore ai rivali dell’Espanyol portandosi sul due a zero nella prima mezzora, ma si sa, la palla è tonda, e tra l’88’ e il 93’ i catalani troveranno una rimonta incredibile prolungando la finale ai supplementari. Nonostante la ripercussione psicologica la prima storica vittoria sarà possibile grazie al terzo gol arrivato a tre minuti dai tiri di rigore che regalerà al Villarreal un trofeo inedito. Chiudendo il triennio con ottimi piazzamenti negli anni successivi, ha infatti sempre raggiunto almeno i quarti di Copa de Campeones e un paio di semifinale nella Copa del Rey Juvenil (in tre di queste quattro eliminazioni c’è lo zampino del Real Madrid di Guti), ma soprattutto Javi Calleja si è dimostrato un grandissimo allenatore a livello giovanile.

Perciò con l’addio di Paco López dal Villarreal B il figliol prodigo si è guadagnato la panchina del MiniSubmarino per meriti sul campo, scavalcando nelle gerarchie Carlos Pérez Salvachúa, al quale sarebbe dovuta toccare la panchina essendo stato tecnico del Villarreal C con buoni risultati. La dirigenza ha preferito puntare su Calleja al costo di vedere andarsene Salvachúa, disilluso dall’impossibilità di poter far carriera nel club castellonense. E l’inizio di campionato ha dato ragione alla famiglia Roig, il Villarreal B era ancora imbattuto e terzo in campionato nel momento in cui è stato chiamato a sostituire Fran Escribá al timone della prima squadra. Insomma i risultati parlano in sua vece e soprattutto le sue squadre sono sempre state propositive, esprimendo un calcio offensivo e di controllo, cercando di dominare l’avversario con il possesso palla e la creazione del maggior numero possibile di situazioni da gol. Proprio il profilo che la società ha sempre preteso dai propri allenatori a partire da Manuel Pellegrini in poi. Potenzialmente Javi Calleja ha tutti i numeri per diventare il tecnico della prossima decade.

Ma d’altronde è ancora un azzardo. Non ha mai allenato a grandi livelli e non ha la sufficiente esperienza per uno spogliatoio di massima serie, avendo avuto a che fare solamente con giovani. Lo sanno bene al Madrigal dopo le titubanti esperienze con Juan Carlos Garrido e Júlio Velázquez, gli unici due allenatori della cantera che hanno poi diretto la prima squadra in massima serie. Garrido condusse il Villarreal fino al quarto posto battendo molti record societari alla sua stagione d’esordio, salvo poi sprofondare la stagione successiva quando il Villarreal, pur cambiando quattro diverse guide, si ritrovò retrocessa. Ancor peggio fece Velázquez l’anno dopo in Segunda División, quando dovette sostituire Manolo Preciado, venuto a mancare ventiquattro ore dopo aver firmato con il Submarino amarillo. Il Villarreal di Velázquez avrebbe dovuto dominare la cadetteria ma al termine del girone d’andata si ritrovò a metà classifica, lontano anni-luce dalla promozione diretta e comunque fuori anche dalla zona play-off. Occhio perciò ad esaltare un allenatore che dopo centottanta minuti sembra già il salvatore della patria.

Promosso in prima squadra si è portato appresso il preparatore fisico del Villarreal B José Romero Sangüesa e l’analista Luismi Loro Santiago, mentre come secondo ha chiamato il suo ex-compagno di squadra Quique Álvarez, difensore del Villarreal negli anni d’oro, nonché tecnico del Juvenil B del Barcellona prima della sua chiamata. Calleja ha rilevato una squadra partita malissimo, frastornata dal sesto quattro a zero della sua storia quasi ventennale in massima serie, ma il primo rifilato da una neo-promossa quale il Getafe. I sette punti raccolti in sei giornate di Liga rappresentano il terzo peggior inizio di sempre: nel 2009/10 Manuel Pellegrini partì peggio di lui ma riuscì ad arrivare settimo, mentre il 2011/12 fu l’annus horribilis. Al suo debutto ufficiale Javi Calleja ha raccattato un punto in Israele, testando un 4-4-2 a rombo che potrebbe essere la svolta tattica della stagione, e che domenica scorsa ha mostrato in campo il miglior Villarreal della stagione contro l’Eibar, guarda un po’, di Mendilibar, il suo ultimo allenatore. Le premesse per diventare l’uomo del futuro ci sono tutte. E precedenti di tecnici inesperti dimostratisi capaci ce ne sono molti, lui potrebbe esserne un altro, ma stavolta non a Milano o a Barcellona, bensì a Vila-real.

About Mihai C. Vidroiu 499 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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