Chi è Rodrigo, l’erede di Bruno Soriano

Scartato dall'Atlético Madrid per motivi fisici, oggi delizia dall'alto dei suoi 190 cm

Rodrigo Cascante

Ormai in pianta stabile nella prima squadra Rodrigo Hernández Cascante, conosciuto per anni semplicemente come Rodri, è il canterano con maggiori prospettive in casa Villarreal. La sua rapida ascesa nel calcio professionistico negli ultimi anni lo ha incoronato alla stregua del nuovo Bruno Soriano, ma le cose non sono state sempre semplici per lui. Se la stagione appena iniziata dovrebbe essere quella della sua definitiva consacrazione nel Submarino amarillo, saranno in pochi a presumere che pochi anni fa Rodrigo fu scartato dal settore giovanile dell’Atlético Madrid. Già, perché lui, madrileno e colchonero dalla nascita, è entrato a far parte della cantera della sua squadra del cuore nel lontano 2007, a undici anni, e ci è rimasto per sei stagioni scalando tutte le categorie ed entrando perfino nel giro della nazionale spagnola under-16. Poi però, come nelle migliori favole, è arrivato il gustafeste di turno, e in questo caso si tratta di Julian Muñoz Pérez.

Appena insediatosi come responsabile del settore giovanile Julian Muñoz iniziò con lo stravolgere le gerarchie del club troncando le ambizioni di molti giovani e rinvigorendone di altri. Una situazione alquanto opaca e sospetta, denunciata su più fronti, per via di una presunto disegno a tavolino volto ad ampliare il raggio dell’agenzia sportiva detenuta dai figli dello stesso Muñoz e di alcuni uomini a lui vicini. Le torbide manovra di Julian Muñoz vennero prima segnalate dal giornalista José Antonio Abellán di ABC e poi anche da alcuni calciatori, come ad esempio Abián Serrano, un altro esiliato colchonero. Serrano spiegò come Muñoz e il suo staff lo spinsero a firmare un contratto di rappresentanza per procuratori a lui vicini, altrimenti sarebbe stato retrocesso nella squadra C e gli sarebbe stato proposto un nuovo contratto a cifre inferiori a causa della politica societaria. Non a caso Muñoz perderà il posto già un anno più tardi (nonostante il suo contratto non fosse giunto al termine), ma intanto Rodri vedrà la sua ascesa verso la prima squadra interrotta bruscamente e costretto a cercarsi un nuovo club. Anche se lui non abbia mai denunciato niente di tutto ciò, i dubbi aleggiano.

Durante l’estate 2013 il centrocampista madrileno trova una nuova squadra disposta a scommettere sul suo talento: il Villarreal. Ufficialmente l’Atlético Madrid lo lascia andare perché il giocatore non ha sufficiente forza fisica per competere con i suoi pari età, ma il caso vorrà che appena diciotto mesi più tardi Rodri arriverà a toccare il metro e novanta. Appena giunto nella Plana Baixa il centrocampista 17enne prende dimora nella Residencia, il campus amarillo, abbandonando la famiglia a Madrid, che però un paio di volte al mese viene a trovarlo per vedere le sue partite casalinghe e passare un po’ di tempo con lui. Nella sua prima annata veste la maglia del Roda juvenil, il club satellite del Villarreal, in cui il Sottomarino giallo piazza e preleva i ragazzi come se fosse l’estensione del proprio vivaio. Poi nel 2014, attestate le sue qualità, viene promosso nel juvenil A del Villarreal, in pratica la squadra Primavera, mentre lui decide di prendere domicilio a Castellón per poter iscriversi alla Facoltà di Economia aziendale della Universitat Jaume I. È ancora una fase confusa della sua crescita personale, la mattina si allena e il pomeriggio è oberato dalle lezioni universitarie. Per la prima di campionato, ancora privo di macchina, è costretto a raggiungere Vila-real con il treno, motivo sufficiente per essere preso in giro dai suoi nuovi compagni di gioco. Ma col tempo la sua integrazione sarà quasi perfetta. Sia dal punto di vista umano che professionale.

I suoi compagni iniziano a soprannominarlo «Bruno xiquet», il piccolo Bruno, con chiaro riferimento al capitano della prima squadra, Bruno Soriano. Sia per le sue qualità tecniche, che per la sua posizione in campo, infatti Javi Calleja inizia a spostarlo di qualche metro più in basso, proprio davanti alla difesa. Qui Rodri inizia a far vedere il suo grande talento: è vero che ha piedi delicati e geometrie da regista, ma le sue grandi leve gli permettono di essere anche un ottimo mediano. Non è veloce, com’è normale che sia per uno spilungone della sua altezza, ma grazie a un’eccellente intelligenza tattica, riesce a compensare la sua lentezza con un ottimo posizionamento sul terreno di gioco. Caratteristiche che non possano inosservate, tanto da meritarsi il debutto col Villarreal C e a febbraio perfino col Villarreal B. L’esordio nel calcio professionistico permetterà inoltre a Luis de la Fuente, c.t. della nazionale under-19, di notare le sue qualità e di convocarlo. Rodrigo verrà a saperlo tramite messaggini poco prima di un esame all’Università, e la prima cosa che farà sarà chiamare i suoi genitori: scegliere il Villarreal sembra essere stata proprio la soluzione migliore della sua carriera da calciatore.

Proprio sotto la guida di Paco López, tecnico del Villarreal B, accumulerà ben otto presenze, che gli permetteranno di essere convocato per la fase finale degli Europei under-19 in Grecia, assieme ai suoi compagni di squadra Alfonso Pedraza e Nahuel Leiva. In terra ellenica le cose andranno oltre ogni più rosea aspettativa. Rodri, assieme a Dani Ceballos e Marcos Asensio, si confermerà l’anima della selezione iberica e contribuirà in maniera sostanziale alla vittoria finale. Così a soli due anni dal rifiuto dell’Atlético Madrid inizia la stagione 2015/16 allenandosi con la prima squadra durante il ritiro estivo. A Marcelino il giocatore piace e ha intenzione di farlo esordire, mentre Paco López lo promuove nella squadra riserve, senza neanche farlo passare dal Villarreal C. Inutile dirlo: già nel MiniSubmarino il posto nel cuore del centrocampo è il suo, ma il grande passo arriva il 17 dicembre quando debutta con i grandi a Huesca, in una gara di Copa del Rey. Marcelino lo farà esordire anche in Liga, e lo schiererà titolare a Mestalla, dove lui tirerà fuori dal cilindro una prestazione eccelsa, che contribuirà a regalare una storica vittoria al Submarino amarillo, nove anni dopo l’ultima volta nel fortino del Valencia, e che sancirà il matematico ritorno in Champions League. Rodri è ormai diventato grande, non vuole più essere chiamato così, ma semplicemente Rodrigo, come è scritto sulla sua maglia.

Nella passata stagione, nonostante varie richieste di prestito da squadre di Primera División, la società decide di trattenerlo e di promuoverlo stabilmente tra i grandi. E le cose non cambieranno con l’addio di Marcelino e l’arrivo di Fran Escribá che nelle sue gerarchie lo vede davanti al neo-arrivato N’Diaye, un centrocampista maturo appena pagato 7,5 milioni di euro dalla dirigenza. Aver scavalcato il centrocampista africano nelle preferenze del tecnico è un traguardo che evidenzia le importanti qualità di questo calciatore, che è per tutti è ormai il naturale erede di capitan Bruno. Sotto l’ala protettiva di Escribá, che lo definisce pubblicamente un «diamante grezzo da svezzare» dopo la gara contro il Toledo, arriverà a disputare oltre trenta gettoni in stagione, divenendo un pedone fondamentale nelle rotazioni, come prima alternativa a Trigueros o Bruno in mezzo al campo. E nella gara di Europa League contro l’Osmanlıspor anche la prima, e finora unica, rete da professionista. L’apice è forse la gara di campionato contro il Barcellona quando il Villarreal viene distrutto, ma Rodrigo si distingue come il migliore tra i suoi.

In estate Albert Celades lo ha convocato nella fase finale degli Europei under-21 solo in extremis, come sostituto di Alex Grimaldo infortunatosi nello stage, ma Rodrigo ha risposto presente. Nell’unica opportunità che ha avuto, ovvero nel match del girone contro la Serbia, è stato unanimemente riconosciuto come il migliore in campo. Alla fine la Spagna si è arresa solo in finale contro la Germania, ma l’interesse per Rodrigo ha infiammato parte del mercato estivo. Alcuni club, anche europei, si sono resi conto che la sua clausola risolutiva è ancora accessibile, circa dodici milioni di euro, ma il Villarreal è riuscito a trattenere il giocatore promettendogli un rinnovo adeguato. Avendo ancora un contratto giovanile il suo ingaggio e la sua clausola sono ancora bassi, ma una volta chiusa la finestra di mercato la dirigenza lavorerà per sistemare anche la sua situazione come ha già fatto con diversi giovani. Quest’anno Rodrigo dovrebbe sostituire Bruno Soriano, che salterà le prime giornate di Liga per un infortunio al ginocchio, e alla lunga ci si aspetta che ne rilevi la leadership, in campo e fuori.

About Mihai C. Vidroiu 479 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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