Chi è Pablo Fornals, il sostituto di Jonathan

Ecco la parabola calcistica del nuovo acquisto del Villarreal

Malaga Pablo Fornals

Tecnicamente Pablo Fornals è il sostituto di Jonathan dos Santos, un regista di geometria dal tocco morbido e duttilità tattica, ma di sei anni più giovane. Nella stagione appena conclusa si è messo in luce come uno dei giovani rivelazione della Liga nel cuore del centrocampo del Málaga, ragione per la quale il Villarreal è stato disposto a pagare l’intera clausola risolutiva del giocatore: quasi dodici milioni di euro per le sue prestazioni. Un importante investimento per il futuro, considerando che in quella zona di campo ci sono già capitan Bruno Soriano, che però ha saltato tutta la preparazione estiva in seguito a un’operazione chirurgica; Manuel Trigueros, che si è contraddistinto come il miglior giocatore di movimento del Sottomarino giallo nell’ultima campagna; e Rodrigo, il giovane prodotto della cantera grogueta, che dovrebbe essere l’erede di Bruno. Ma l’ecletticità di Pablo Fornals, che già una volta ha affermato di preferire una posizione un po’ più avanzata, proprio come era già successo con Jonathan, permetterà a Fran Escribà di ruotare molti di loro in varie posizioni del campo.

D’altronde Pablo è figlio di Castellón de la Plana, il capoluogo di provincia a sette chilometri a nord da Vila-real. Anche per questo il suo avversario preferito è sempre stato il Villarreal cosicché «possono venire a vedermi più amici e familiari che in qualsiasi altra partita dell’anno». Per dirla tutta lui la camiseta amarilla l’ha vestita pure. E anche per parecchi anni. Ha iniziato a calciare il pallone a cinque anni, quando il papà lavorava a Benicàssim e lo lasciava giocare all’ACD Benicense. Non a caso il nonno era stato portiere del Castellón, quando però militava a cavallo tra le Primera e la Segunda (e non in Tercera División come oggi). Ma dopo un anno, nel 2003, inizia la sua avventura nella cantera del Villarreal, quando il Sottomarino giallo era già la principale antagonista regionale del Valencia. Qui è rimasto cinque annate, finché è approdato al Castellón, dove si formerà per le successive quattro stagioni. Messosi in luce per la sua abilità con la sfera tra i piedi, a soli sedici anni arrivano le prime avances dai club più importanti.

Sono i vicini dell’Espanyol a convincere il giocatore, ma Manuel Casanova, direttore del vivaio del Málaga, si innamora di Pablo Fornals e fa di tutto per far saltare l’accordo con i catalani. Sarà sul campo San Bernando di Burriana (località che divide Vila-real dal mare) che Casanova riuscirà a strappare il talento ai pericos, in occasione della finale di Copa del Rey juvenil tra Espanyol e Málaga. Visti e considerati i suoi trascorsi a Barcellona, dove ha ricoperto il ruolo di direttore della cantera dell’Espanyol, sfrutta i suoi agganci per portare Fornals nella Costa del Sol. Tra l’altro fu lui a portare qui anche Sergi Darder, un altro centrocampista, poi venduto al Lione per circa dodici-tredici milioni di euro. A Málaga ritrova molti suoi ex-compagni che lo aiutano a integrarsi. Spostarsi in Andalusia significa staccarsi dalla sua famiglia e dal suo boxer Rocky, e per lui, che è un ragazzo timido e molto religioso, non è facilissimo. Riuscirà comunque a integrarsi grazie al suo vecchio amico Aitor Embela, portiere che aveva conosciuto proprio negli anni a Vila-real, ma il suo primo anno nella squadra juvenil allenata da Manuel Ruano non è tutto facile.

Alla lunga le sue qualità vengono fuori e già l’anno successivo diventa uno dei pilastri della squadra. Il suo Málaga qualifica per la Copa de Campeones División de Honor, in pratica i play-off scudetto primavera, dove ai quarti di finale elimina il Siviglia. Purtroppo il cammino si fermerà in semifinale. Pablo Fornals, con una frustata dalla tre quarti campo, manda in vantaggio i suoi, ma nella seconda parte Manuel Ruano lo sostituisce e la squadra crolla. La Real Sociedad pareggia e si porta ai supplementari, dove troverà il gol che varrà ai baschi la finale. Comunque si metterà in evidenza anche nella Copa del Rey juvenil, interrotta soltanto in semifinale contro il Real Madrid, fresco campione nazionale.

Il 2014/15 è l’anno del salto nel calcio professionistico con l’Atlético Malagueño, la squadra riserve dei boquerones. Salva Ballesta, dopo esser stato eliminato ai play-off per la Segunda División B, ci riprova di nuovo e promuove i giovani più interessanti. La sua squadra riuscirà a raggiungere ancora la fase a eliminazione diretta, ma l’avventura si spegnerà al primo turno contro l’Osasuna Promesas. Le riserve dell’Osasuna sono state retrocesse in quarta serie dopo ventisei anni in Segunda B, e vogliono tornare immediatamente nella categorie che gli compete. A Pamplona finisce con un pareggio a reti bianche, mentre nella gara di ritorno l’Atlético Malagueño si fa riacciuffare nei minuti di recupero dopo aver chiuso il primo tempo in doppio vantaggio. Finisce il sogno andaluso. Ma Pablo Fornals in una sola stagione si è già imposto come giocatore cardine, e nonostante sia un centrocampista d’impostazione ha gonfiato la rete ben nove volte. Le sue prestazioni hanno convinto Javi Gracia, ex-allenatore del Villarreal B, a portare il 19enne ad allenarsi in prima squadra. E il 26 settembre 2015 arriva anche il debutto in Primera. Il tecnico lo schiera titolare, fuori ruolo (sulla fascia) e su un campo come il Santiago Bernabéu: lui risponde presente, e il Málaga ne esce con un punto. Non tornerà più in Tercera División. Prima di Natale arriverà anche la sua prima rete tra i grandi contro il Granada (dedicata al cugino che compiva gli anni) e a primavera diventa un abituale dell’under-21.

A maggio la grande chiamata. Sta accompagnando la sorella all’aeroporto, quando questa riceve una telefonata dalla mamma, che si lamenta di non riuscire a contattare Pablo. Lui guarda subito il suo cellulare: otto chiamate perse solo da sua madre, più altre dal papà, amici, senza considerare i messaggi. Tutto lo stanno cercando perché Vicente Del Bosque lo ha convocato in nazionale maggiore. Di lì a pochi giorni entrerà anche in campo, per una decina di minuti, nell’amichevole contro la Bosnia. Per capire cosa significhi, si pensi che Trigueros – che ricopre lo stesso ruolo, ha le stesse caratteristiche tecniche, qualche ano in più e questa stagione è stato uno dei migliori del Villarreal – non è riuscito nemmeno a vestirla in allenamento la camiseta roja.

Ma Pablo non si monta la testa. La sua semplicità si trova nelle sue abitudini quotidiane: vive con il suo bulldog francese Will (per via di Will Smith) e passa le giornate e vedere la serie-tv Trono di Spade, quando esce preferisce bere acqua e non osa farsi tatuaggi perché altrimenti la mamma non lo farebbe più entrare in casa quando torna a Castellón. Ma in campo la sua semplicità si trasforma in brillantezza. Se è vero che ascolta sempre le stesse canzoni nel tragitto dall’hotel allo stadio, e ci tiene a entrare sul terreno di gioco obbligatoriamente col piede sinistro, il suo talento va di pari passo con la superstizione. Costruisce il gioco con grande intelligenza dalle retrovie, ma ama inserirsi negli spazi, capacità che gli permette di essere un centrocampista molto prolifico. Con queste capacità ha saputo trovare minuti con tutti gli allenatori che hanno diretto il Málaga nella stagione appena conclusa, da Juande Ramos a Míchel, passando per Marcelo Romero. La stagione della definitiva esplosione, quella conclusa, è stata condita da ben sei reti e tre assist. Non male per un ragazzo che come idoli ha Marco Reus e Toni Kroos, certamente non due fuoriclasse assoluti. Proprio il profilo basso su cui amano puntare al Villarreal.

Anche se l’addio dal Málaga ha lasciato vari strascichi col suo vecchio club. La società andalusa non aveva necessità di vendere (come invece accadde con Castillejo e Samu García), anzi aveva assurto Fornals a pilastro del nuovo progetto dopo l’addio di Ignacio Camacho. L’allenatore Míchel si è detto più volte «emozionato» e «innamorato» del giocatore, mentre la tifoseria ha apprezzato una serie di dichiarazioni d’amore per la città e il club (ad aprile disse «non ho bisogno di cambiare squadra per soldi» e a maggio che «non c’è città e squadra dove possa star meglio»). Ma nonostante un contratto ancora lontano dalla scadenza ha comunque preferito andarsene, a poche settimana di distanza dell’atto di amore di Griezmann, che ha pubblicamente rinunciato a lasciare Madrid per rispetto all’Atlético. Come se non bastasse Pablo Fornals se n’è andato proprio al Villarreal – reo di aver saccheggiato i migliori giovani del Málaga nelle ultime stagioni – e qualcuno è andato a ripescare alcuni suoi tweet, vecchi di qualche anno, in cui si riferiva dispregiativamente al Villarreal come “l’aldea”, osssia “il villaggio”.

Cose che nel calcio accadono sempre più spesso. Si ricordi che lui è di Castellón, rivale a pochi passi da Vila-real, che in questi tempi è costretto ad annaffare in Tercera División nello stesso girone del Villarreal C. Parole buttate lì per caso, che ora sembrano macigni per chi si è sentito tradito dall’ennesimo diamante grezzo che ha preferito cercare fortuna altrove invece di rimanere nel piccolo Málaga. Prima o poi tocca a tutti. La stessa tifoseria del Villarreal si è sentita tradita da Musacchio e dai suoi comportamenti ambigui, da anni in procinto di andarsene. Anche se questa è un’altra storia, e alquanto diversa. Quel che importa è che Pablo Fornals è un giocatore del Villarreal, pagato un bel gruzzolo di soldi e che solo il tempo potrà dire quanto questa operazione sia stata vincente.

tweet Fornals

About Mihai C. Vidroiu 349 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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