Marcelino: «Col senno di poi avrei potuto evitare…»

L'ex-tecnico del Villarreal ha rilasciato nuove dichiarazioni sul suo addio dal club

Marcelino

Qualche giorno fa sulle pagine della rivista virtuale Marca Plus è stata pubblicata una corposa intervista a Marcelino García Toral, ex-allenatore del Villarreal fino a meno di un anno fa. Lo speciale sul tecnico asturiano affronta molti temi specifici: dall’importanza dell’aspetto tattico a quello gestionale della professione di allenatore di calcio. Ma tra le righe non poteva non esserci spazio per parlare anche del burrascoso addio tra il tecnico e il club castellonense. Le domande mirate sul Sottomarino giallo sono state essenzialmente tre.

Nella prima gli viene chiesto quale sia stato il suo bilancio complessivo dell’esperienza all’ombra del Madrigal. «Arrivammo al Villarreal in una situazione molto complicata per il club. È una grande soddisfazione prendere una squadra in Segunda a otto punti dalla zona promozione e poi ritrovarsi a disputare tre stagioni in Primera e raggiungere la Champions League» sono state le parole di Marcelino «Poi il presidente e i dirigenti hanno preso una decisione che bisogna accettare. Ma da parte mia e del mio staff ci siamo sentiti orgogliosi dell’impegno che abbiamo messo, del lavoro e dei risultati ottenuti, e soprattutto per il fatto che la squadra è cresciuta sia a livello di collettivo che di individui».

Poi in merito alla conclusione del rapporto. «L’abbiamo presa male perché dopo quattordici anni a fare l’allenatore stavamo per giocarci la Champions League e una settimana prima ci hanno privato di questa possibilità. Col tempo penso che avrei potuto fare diversamente per evitare quella situazione. Però alla fine il contatto giornaliero e un alto livello di esigenza generano frizioni. Si era creato un contesto in cui avremmo potuto essere più transigenti, ma la delicatezza della situazione ci costrinse ad operare nel modo in cui abbiamo poi fatto».

Infine una domanda sull’importanza dei calciatori (forse con il chiaro riferimento al fatto che sul suo esonero dal Villarreal ha contribuito l’attrito con alcuni leader dello spogliatoio). «Noi allenatori dobbiamo sapere che dipendiamo dai giocatori, sono il fulcro del mondo calcistico, e dobbiamo saperlo per il modo in cui interagiamo e lavoriamo con loro» ha detto Marcelino «L’importante è che la dirigenza ci permetta di esercitare un potere decisionale assoluto. Quello che non deve succedere è che i giocatori credano di poter avere il comando, perché così perdi sempre più il controllo».

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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