L’ovazione del Molinón a Pato

Dopo un inizio di stagione a fari spenti, sembra arrivato il suo momento

Pato

La prestazione di Alexandre Pato di sabato pomeriggio è stata un fulmine a ciel sereno. Soprattutto perché la punta brasiliana, dopo esser arrivato in pompa magna, stava deludendo all’ombra del Madrigal. Pochi gol, appena quattro in diciassette apparizioni, perché proprio di apparizioni bisogna parlare. Il Pato spagnolo finora era sembrato un giocatore fuori dal gioco, incapace di dettare il passaggio o farsi trovare nel posto giusto, con qualche rara fiammata in un mare di dribbling non riusciti e tiri in tribuna. Ma invece sabato scorso è sceso in campo un altro calciatore. Una prestazione sopra le righe: giocate da solista degne del miglior Pato, assist per i compagni e anche una rete. «Abbiamo vinto per un a tre» ha dichiarato a caldo «sono tre punti molto importanti grazie ai quali passeremo le vacanze natalizie più tranquilli».

La consacrazione della sua grande partita è stato l’inaspettato applauso dello stadio al momento della sua sostituzione, cose che non si vedono spesso al giorno d’oggi, specialmente se sei un calciatore normale. «Sono rimasto impressionato che uno stadio del genere mi applauda» ha detto a Cope Asturias al termine della gara. Anche perché il Molinón non è uno stadio qualunque, la tifoseria dello Sporting Gijón è considerata tra le più calde di Spagna, e nelle Asturie lo Sporting è più seguito delle grandi. Una rarità insomma. «Sto bene. Fran [Escribá] mi ha dato molta fiducia, schierandomi contro lo Sporting e contro l’Atlético: sto bene e ho bisogno di giocare». Insomma come molti giocatori brasiliani Pato ha fatto capire che per vederlo al massimo della condizione ha bisogno di fiducia e di giocare. D’altronde qualcosa di simile lo si era già visto con altri attaccanti in passato. Uno su tutti: Giovani dos Santos. Pupillo di Marcelino il primo anno, ma quando qualche acciacco di troppo lo costrinse a seguire dalla tribuna l’ascesa di Vietto e Gerard Moreno, fece fatica a riguadagnarsi la fiducia dell’allenatore, e al termine del secondo anno fu venduto.

In questo senso il futuro di Pato in amarillo è tutt’altro che segnato. Con molte competizioni e considerando che Bakambu potrebbe mancare per più di un mese con l’inizio della Coppa d’Africa a fine gennaio, ci sarà modo di ritagliarsi i propri spazi. Ma è anche vero che il reparto d’attacco non starà aspettando lui. Sansone è in crescita quanto Pato e Santos Borré non aspetta altro che poter dimostrare il proprio valore. Senza dimenticarsi di Soldado che vorrebbe tornare in campo per primavera. «Sono molto contento che ci sia Fran, perché parla molto con me» ha dichiarato il brasiliano «Sento che posso giocare bene e aiutare i miei compagni, però devo lavorare: è quello che sto facendo per poter poi raccogliere in partita». E infatti quando gli è stato chiesto se ci tenesse a giocare anche contro il Toledo in un turno di Copa de Rey quasi superfluo, non ha ha avuto dubbi: «Voglio giocare martedì, spero di giocare per ottenere maggior fiducia». Beh, tanto vale godersi Pato in questo stato di forma finché ne ha.

Per chi fosse curioso ecco la gara di Pato contro lo Sporting nel dettaglio:

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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