Il brutto avvio del nuovo Villarreal

Castillejo Escriba Villarreal

Il Villarreal è caduto anche al Louis II per via di un altro calcio di rigore, stavolta totalmente inventato dall’arbitro, trasformato da Fabinho al noventesimo. Ma sarebbe sciocco parlare della conduzione della gara al netto dei centottanta minuti. Il Submarino amarillo non è quello dell’anno scorso, almeno per ora. Le attenuanti ci sono, e non poche. La squadra si è ritrovata senza allenatore meno di una settimana dall’inizio delle competizioni ufficiali, e per vedere il lavoro di Fran Escribá ci vorranno settimane, forse mesi, nessun allenatore può plasmare una squadra in meno tempo. Ma soprattutto le assenze: al debutto stagionale erano otto, di cui sei titolari ed è stato recuperato solo Víctor Ruiz. Neanche il sorteggio è stato clemente, il Monaco è una squadra di livello europeo e ben rodata. Ma probabilmente questo Villarreal non era ancora attrezzato per una campagna in Champions League, non dopo le varie perdite estive: Bailly doveva essere sostituito da N’Diaye ma adesso la società sta valutando un altro rinforzo in difesa; Denis Suárez ha lasciato il suo posto a Chérsyshev, che però non gioca con continuità da un anno ed è infortunato da maggio e perciò ha saltato tutta la preparazione atletica, e Santos Borré non potrà far sopperire la mancanza di un giocatore come Soldado. L’Europa League potrebbe essere la dimensione adatta a questa squadra.

Non si chiedeva a questo Sottomarino giallo di recuperare l’1-2 dell’andata: nessuna squadra spagnola ha mai ribaltato questo risultato casalingo, né il Barcellona né il Real Madrid. Ma ad armi pari il preliminare col Monaco era fattibile sulla carta. L’eliminazione del Villarreal è un in qualche maniera un evento in Spagna: solo altre tre squadre spagnole erano state eliminate ai play-off, ossia il Mallorca nel ‘99, l’Osasuna nel 2006 e il Siviglia nel 2010. A volerla dire tutta anche il Barcellona nel ‘92, ma all’epoca il secondo turno di qualificazione, cioè l’ultimo prima della fase a gironi, si disputava tra ottobre e novembre. Perciò in venticinque anni le spagnole hanno superato il turno venti volte, e il Villarreal stesso c’era già riuscito nel 2005 e nel 2011. Per fare un piccolo raffronto, in Italia negli ultimi sette anni solo il Milan è riuscito a passare il turno. Ma d’altronde il feeling tra il Submarino amarillo e la Champions League è cessato da molto tempo. Attualmente il Villarreal ha una striscia attiva di otto sconfitte consecutive in questa competizione, considerando i zero punti del 2011/12 quando perse sei gare su sei nel girone di ferro con Bayern Monaco, Manchester City e Napoli. Solo l’Olympique Marsiglia riuscì a fare peggio con nove. E ancora peggiore è la striscia di Fran Escribá che non vince una partita da quindici incontri ufficiali: gli ultimi dodici col Getafe e i primi tre di quest’anno.

E considerando gli avvi di stagione il Villarreal non iniziava così male da un decennio. Per ritrovare una partenza così lenta, senza nessuna vittoria nei primi tre impegni ufficiali bisogno tornare indietro fino alla stagione 2006/07, quella successiva alla storia semifinale di Champions League. Le sensazioni sono molto simili. Quel Sottomarino giallo, allenato dall’Ingeniero Manuel Pellegrini, fallì un facilissimo spareggio di Intertoto contro il Maribor (in quell’edizione la compagine spagnola doveva superare un solo turno per accedere alla Coppa Uefa). Proprio come contro il Monaco perse l’andata in casa e non riuscì a espugnare il Ljudski vrt, nonostante pochi mesi prima avesse giocato alla pari contro squadre del calibro di Manchester United, Inter o Arsenal. E in campionato mancò i tre punti su un campo difficilissimo come quello del Santiago Bernabéu. Ma la Liga continuò anche peggio: alla seconda giornata avrebbe perso in casa contro il Recreativo Huelva e alla terza sarebbe caduto al Riazor contro il Deportivo La Coruña. Nonostante tutto però a fine anno concluse con un discreto settimo posto che valse la qualificazione europea. Non sempre il buongiorno si vede dal mattino.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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