Quando Granada e Rayo Vallecano fecero il “biscotto” e il Villarreal retrocesse

Rayo biscotto

Alla fine il Villarreal ha perso a Gijón per due a zero e lo Sporting si è salvato a spese del Rayo Vallecano (e del Getafe che però ha perso). Nonostante le polemiche che hanno accompagnato Marcelino in settimana, dopo le sue dichiarazioni circa le speranze che il club asturiano non retroceda, nessun tesserato del club madrileno ha messo in discussione la professionalità del Submarino amarillo. A riguardo l’allenatore groguet ha precisato: «Abbiamo provato a tirar fuori la competitività al massimo, però a livello di motivazioni non era lo stesso per lo Sporting e per noi, così come non lo è stato col Deportivo settimana scorsa». Perciò nonostante la vittoria il Rayo Vallecano ha dovuto abbandonare la massima divisione del calcio spagnolo. Ma questa situazione ha riportato alla mente un momento memorabile della recente storia del Villarreal, ovvero la dolorosa retrocessione del 2012 quando la presunta mancata professionalità di Granada e Rayo Vallecano costarono carissimo al Sottomarino giallo.

Durante l’ultima giornata della Liga 2011/12 sarebbe dovuta retrocedere un’altra squadra tra Granada, Villarreal, Real Saragozza e Rayo Vallecano, oltre a Racing Satander e Sporting Gijón già condannate. La classifica recitava Granada 42, Villarreal 41, Rayo e Saragozza 40. La prima squadra a salvarsi fu il Saragozza che a inizio secondo tempo contro il Getafe si ritrovò con un rigore assegnatogli (e trasformato) e un doppio vantaggio numerico: a fine gara avrebbe vinto zero-due con il Getafe rimasto in otto uomini. Perciò l’attenzione rimase su VillarealAtlético Madrid e Rayo VallecanoGranada. Il Submarino amarillo si sarebbe salvato vincendo, pareggiando e perdendo a patto che il Rayo non vincesse, ma non bastò. A meno di un paio di minuti dal termine Radamel Falcão – lo stesso giustiziere che escluse il Villareal dalla semifinale di Europa League l’anno prima – portò in vantaggio l’Atlético Madrid, potenzialmente in lotta per il quarto posto (il Málaga stava vincendo uno a zero, e così sarebbe finita, ma pareggiando sarebbe stato agganciato dai colchoneros).

La notizia del gol a Madrigal arrivò subito in quel di Vallecas, dove la gara era bloccata su un pareggio a reti vergini. Un pareggio che condannava i padroni di casa, ma in virtù del vantaggio dell’Atlético sarebbero cambiati molti scenari: in questa situazione il Rayo si sarebbe potuto salvare vincendo e il Granada avrebbe comunque mantenuto un punto di vantaggio sul Villarreal. Così Movilla, panchinaro vallecano in odor di sostituzione, comunicò ai giocatori in campo cosa stava accadendo e andò dal portiere granandino Julio César, per chiedergli di farsi segnare. Il primo giocatore in campo a capire la situazione fu Diego Costa, giovane attaccante in prestito dall’Atlético Madrid, che lo riferì subito al granadino Lucena, mentre Michu e Tamudo accerchiarono Íñigo López: il diktat era far capire ai giocatori del Granada, che la loro squadra si sarebbe salvata anche perdendo.

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Aggiunsero così il dettaglio persuasivo, probabilmente determinante, che il Villarreal stesse perdendo con due reti di scarto e che perciò gli andalusi avevano un rassicurante margine di sicurezza. I giocatori del Granada, titubanti, inizialmente risposero che non ne sapevano niente, che se così fosse stato sarebbero stati avvertiti dalla loro panchina, ma quelli del Rayo aggiunsero che la notizia fosse appena arrivata a loro, che lo giuravano. E sugli sviluppi del calcio d’angolo successivo, siamo ormai giunti al 92′, il Rayo andò in vantaggio con la rete (viziata da fuorigioco) di Raúl Tamudo. Il Villarreal, incapace di agguantare quel misero punto necessario a uscire fuori dalle sabbie mobili, retrocesse.

Oggi, a quattro anni di distanza, il Villarreal avrebbe potuto “aiutare” il Rayo Vallecano fermando lo Sporting Gijón, ma nonostante il successo dei madrileni la salvezza è sfumata. Nessuna vendetta, probabilmente col Sottomarino giallo ancora in lotta per un obiettivo le cose sarebbero potute andare diversamente, invece il caso ha voluto che il Rayo dipendesse dal Villarreal e ne rimanesse deluso. Così è il calcio, così va la vita. Prima o poi tutto torna, nel bene o nel male.

(Foto: cyberspaceandtime.com e i1os.com)

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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