Villarreal, un altro boccone agrodolce

Cristiano Ronaldo Real Madrid

Se il Real Madrid si conferma la “bestia nera” del Villarreal, il Santiago Bernabéu può essere considerato alla stregua dell’Inferno dantesco, e sono i numeri a testimoniarlo. Il tre a zero di ieri sera è stata la ventiduesima sconfitta del Submarino amarillo nei confronti diretti con le merengues (ventesima in Liga) a fronte di settantatré reti subite (sessantanove in Liga) in trentatré gare: ovviamente rappresentano tutti record negativi assoluti per il club castellonense. Mentre il Coliseo blanco è l’unico campo di massima serie in cui il Sottomarino giallo non ha mai assaporato il gusto della vittoria: ci ha provato ben sedici volte e il massimo che è riuscito a strappare sono stati quattro innocui pareggi. Ma di tutte le trasferte al Bernabéu quella di quest’anno sembrerebbe la meno amara, perché in virtù degli altri risultati – l’Athletic Bilbao ha perso al Nuevo San Mamés contro l’Atlético Madrid, il Celta Vigo ha pareggiato in casa dell’Espanyol e il Siviglia ha perso sul campo dello Sporting Gijón – il Villarreal ha rinforzato la propria posizione.

Si può dire che rispetto alle inseguitrici abbia perso appena mezzo punto perché, pur rimanendo a sei distanze dalla quinta piazza, a fianco dell’Athletic Bilbao contro il quale il Villarreal ha gli scontri diretti a favore si è appollaiato anche il Celta Vigo che invece ha la classifica avulsa a favore. Ma i ragazzi di Marcelino adesso hanno una partita in meno sul calendario, anzi si sono tolti la sfida più impegnativa dall’agenda non avendo perso nemmeno un punto. Sei lunghezze con sole quattro gare ancor da disputare paiono un vantaggio più che rassicurante, specialmente considerando la terribile incostanza delle rivali che tra l’altro dovranno incrociarsi fra loro. Perciò escludendo il Siviglia che ha un ritardo di undici punti su dodici disponibili, le altre due inseguitrici potrebbero più che altro giocarsi la quinta e la sesta piazza (la cui differenza comporta un turno in meno in Europa League). Come ha detto detto Marcelino nel post-partita «abbiamo una finale al Madrigal contro la Real Sociedad per fare un grandissimo passo verso la quarta posizione», ma buon senso alla mano, garantirsi sei lunghezze di vantaggio a tre giornate dal termine significherebbe Champions League assicurata.

Per quanto riguarda la partita in sé il Submarino amarillo ha mostrato una sconsolante flessione di forma che si palesa già da qualche settimana, e che comunque può essere ricondotta a un’inaspettata epidemia di infortuni occorsa non appena il tecnico asturiano aveva presunto di poter riavere tutti disponibili. A Madrid Marcelino si è presentato senza tre titolari come Jaume Costa, Víctor Ruiz e Soldado (una contusione in allenamento per il centrale e sovraccarichi muscolari per gli altri due), oltre a Tomás Pina e Castillejo e al lungodegente Musacchio. Ma, secondo quanto detto dall’allenatore amarillo, esclusi Pina – la cui distorsione al legamento ha scongiurato un infortunio grave – e Musacchio per cui ci sono lievi speranze di reintegro in vista della semifinale di ritorno di Europa League, gli altri quattro potrebbero tornare disponibili per domenica.

Di fatto la squadra ha disputato una pessima prestazione, soprattutto in fase di costruzione durante la quale si è rivelata incapace di fare tre passaggi consecutivi, e in tal senso la gara di Trigueros è stata imbarazzante. Anche la mancanza di Soldado si è fatta sentire: il raccordo tra centrocampo e attacco è mancato completamente, e perfino Adrián López ha disputato la sua peggior partita stagionale e perciò la squadra è stata quasi completamente in fase di non possesso. Hanno sorpreso in positivo solamente Jonathan dos Santos e Bonera, che nonostante i recenti infortuni prolungati hanno subito dimostrato di essere allo stesso livello degli altri compagni di squadra. Probabilmente la testa è già rivolta alla bollente sfida europea, ma se non si ritrova l’armonia di gioco difficilmente una squadra del genere può avere speranze contro il Liverpool. Ma vincere domenica con la Real Sociedad potrebbe ridare morale a una squadra che ha tutti i numeri in regola per chiudere una grande stagione in una stagione storica.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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