Villarreal-Las Palmas 0-1: Riaperta la corsa al quarto posto!

Las Palmas

Il Las Palmas vince la sua terza partita consecutiva senza subire reti in Liga (non accadeva dal ’79), ma questa è la più prestigiosa. Il Madrigal non veniva espugnato in Liga dal 18 ottobre, ovvero oltre quattro mesi e mezzo, e le uniche squadre ad esser andate a punti in questo campo erano state il Celta, l’Eibar e il Betis. D’altronde in quattro gare contro le neopromosse il Villarreal è stato in grado di vincerne solo una finora, e la striscia d’imbattibilità in campionato si è fermata a quattordici gare, la più lunga in un singolo campionato (nel 2008 arrivò a diciotto a cavallo tra due stagioni).

Senza alcun timore reverenziale il Las Palmas mette in atto un possesso palla che alla lunga darà i suoi frutti. I padroni di casa non nutrono l’esigenza di maneggiare il pallone, che quando gravita nelle loro orbite sa diventare pericoloso, ma stavolta è Soldado a non mostrare sufficiente freddezza per battere Javi Varas. Sono invece gli ospiti a dissacrare il risultato con David García, che sugli sviluppi di un calcio da fermo, anticipa Víctor Ruiz di testa e gela il Madrigal. Il suo primo gol in carriera in massima serie, arrivato a trentaquattro anni, interrompe la striscia di imbattibilità in campionato di Areola, che con 619 minuti fa registrare il record stagionale della Liga, nonché il primato societario.

Inoltre considerando solo le gare di campionato nel feudo amarillo, la striscia del Submarino amarillo si ferma a ben 668 minuti, altro record societario, battuta la striscia di 592 minuti issata da Diego López nel 2008. A questo punto la squadra di Marcelino si riorganizza e si riprende il possesso del centrocampo sfruttando le geometrie di Bruno e la spinta dei terzini, ma la scatola del Las Palmas non si scompone: anzi si trasforma in un 4-1-4-1, con Ángel Montoro centrale avanzato e Lemos sulla linea dei centrocampisti a spezzare il gioco del Villarreal qualche metro più avanti.

Marcelino inserisce Léo Baptistão, Bakambu e Trigueros nei primi venticinque minuti del secondo tempo, ma non servirà a nulla. Il Las Palmas ha saputo mettere in evidenza tutti i problemi (finora egregiamente nascosti) del Villarreal: il gioco aereo in fase difensiva e l’improduttività in fase offensiva. Pensando solo a difendere, e facendolo molto bene, il Sottomarino giallo negli ultimi mesi ha spesso ottenuto il massimo avendo un’ora e mezzo a disposizione per trovare la rete, spesso episodica grazie a una giocata del singolo (si pensi alla sfida contro il Napoli risolta dalla punizione di Denis Suárez e dal cross di Tomás Pina) e nel peggiore dei casi è spesso arrivato al pareggio.

Ma nel momento in cui la squadra si è trovata sotto nel risultato (non accadeva da un mese e mezzo, nella gara contro l’Espanyol) è stata costretta a riprendere il pallino del gioco, e non potendo sfruttare gli spazi in ripartenza ma dovendo inventarsi qualcosa per scardinare le muraglie di chi è abituato a difendere contro chiunque, sono emerse le difficoltà nel creare gioco che si erano intraviste in autunno. Adesso col Siviglia che potrebbe tornare a -6 battendo il Getafe, la squadra meno in forma del campionato, e dovendo andare al Sanchez-Pizjuán fra una settimana, tra la doppia sfida europea, il quarto posto potrebbe tornare pericolosamente in bilico.

Tabellino:
Villarreal (4-4-2): Areola 6; Mario Gaspar 5,5, Bonera 6, Víctor Ruiz 5, Adrián Marín 5,5; Castillejo 5 (46′ Léo Baptistão 5,5), Bruno Soriano 6, Tomás Pina 6 (71′ Trigueros ng), Denis Suárez 5,5; Adrián López 5 (69′ Bakambu ng), Soldado 4,5. A disp.: Asenjo, Rukavina, Bailly, Nahuel Leiva. All. Marcelino
Las Palmas (4-2-3-1):  Javi Varas; Nili (76′ David Simón), David García, Bigas, Javi Garrido; Lemos, Ángel Montoro; Momo (85′ Ángel López), Jonathan Viera, El Zhar; Willian José (71′ Araujo). A disp.: Raúl Lizoain, Juan Carlos Valerón, Carlos González, Tana. All. Quique Setién.
Gol: 30′ David García.
Arbitro: Clos Gómez. Ha ammonito Soldado, Lemos e Ángel Montoro.

About Mihai C. Vidroiu 470 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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