Athletic Bilbao-Villarreal 0-0: Sopravvissuti

Athletic Bilbao

Pareggio a reti vergini al Nuevo San Mamés, dove l’Athletic Bilbao quest’anno era rimasto a secco di reti in una sola occasione. I dieci punti di distacco, più un altro per gli scontri diretti, estromette i baschi dalla lotta per il quarto posto salvo miracoli di fine stagione. Mentre Marcelino dopo quattro sconfitte riesce ad uscire dall’impianto di Bilbao con un punto in tasca. Il suo Villarreal è imbattuto in Liga da dieci giornate (meglio seppe fare solo Pellegini quando raggiunse quota diciassette nel 2008), e ha il miglior coefficiente gol/punti del campionato (1,55 punti per ogni gol fatto, perfino più dell’Atlético Madrid fermo a 1,5).

La gara s’accende subito dopo il calcio d’inizio quando Denis Suárez invita Soldado a nozze, ma la punta amarilla conferma i suoi problemi con il gol calciando addosso a Iraizoz. È solo un falso allarme: l’Athletic mantiene le redini del gioco e replica con una traversa di Aduriz dopo pochi minuti. Appena le due squadre tornano concentrate di azioni se ne vedono poche. Di fatto il Bilbao riesce a fare paura (e ne fa tanta) solo sui calci piazzati, dove la sua superiorità è imbarazzante.

In fase di costruzione del gioco i padroni di casa applicano la salida lavolpiana: i terzini salgono sulla linea dei centrocampisti, mentre San José si abbassa tra i due centrali in un chiaro 3-1-4-1. Ma Marcelino, che ha già affrontato i baschi tre volte solamente quest’anno, sapeva a cosa sarebbe andato incontro. Non a caso Soldado e Bakambu non vanno mai in pressione su nessuno dei tre centrali, tenendo bene a mente di coprire il centro per evitare che la palla arrivi al metronomo Beñat. Con il regista impossibilitato a ricevere palla, la manovra diventa lenta e compassata e le due linee del Villarreal sono una gabbia perfetta per i soli cinque bilbaini sopra la linea della palla.

Senza un piano di emergenza l’Athletic Bilbao ha grandi diffcoltà a superare le barriere erette da Marcelino. Al Submarino amarillo il pareggio può andar bene e non ha alcuna intenzione di scoprirsi per rischiare di subire gol. Con la tensione di una gara che per i baschi potrebbe significare dover rinunciare alla corsa per il quarto posto e una fastidiosa battente pioggia, la gara si fa sempre più frammentata. A fine gara Melero López avrà fischiato quasi quaranta falli, e tirato fuori dal taschino una dozzina di volte il cartellino giallo e un paio quello rosso.

L’entrata di Sabin Merino su Musacchio, che causerà l’uscita dell’argentino del campo, è perdonata con un giallo, mentre l’ingresso di Bonera non aiuterà granché il Villarreal. La squadra di Marcelino risponde alle giocate individuali di Iñaki Williams con rapidi contropiedi gestiti da Denis Suárez, ma nessuna delle due compagini trova il varco giusto. Nel finale riescono a farsi espellere prima lo stesso Iñaki Williams e poi uno sbadato Bonera. Al triplcie fischio il Sottomarino giallo può essere soddisfatto: dopo ventitré turni di campionato solo una volta aveva raggiunto i 45 punti, nel 2010/11 con Garrido allenatore, ma non aveva mai mantenuto la porta con sole diciotto reti subite.

Sabin Merino su Musacchio
Il fallo di Sabin Merino su Musacchio

Tabellino:
Athletic Bilbao (4-2-3-1): Iraizoz;, Laporte, Iñigo Lekue, Bóveda, Balenziaga; Beñat, San José (87′ Iturraspe); Iñaki Williams, Javi Eraso (71′ Muniain), Susaeta (63′ Sabin Merino); Aduriz. A disp.: Herrerín, Etxeita, Elustondo, Mikel Rico. All. Ernesto Valverde.
Villarreal (4-4-2): Areola 5,5; Mario Gaspar 6, Musacchio 7,5 (72′ Bonera 3,5), Víctor Ruiz 7, Jaume Costa 6; Jonathan dos Santos 6 (77′ Castillejo ng), Bruno Soriano 6, Trigueros 6, Denis Suárez 7; Bakambu 5 (46′ Léo Baptistão 5,5), Soldado 5. A disp.: Barbosa, Rukavina, Rodri, Nahuel Leiva. All. Marcelino.
Arbitro: Melero López. Ha ammonito Jaume Costa, Bakambu, San José,  Iñigo Lekue,  Sabin Merino, Soldado,  Víctor Ruiz e Munian. Ha espulso Iñaki Williams e Bonera per doppia ammonizione.

About Mihai C. Vidroiu 500 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

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