Il Villarreal è la peggior squadra d’Europa in almeno un paio di statistiche tecniche

Marcelino

Concluso il miglior girone d’andata di sempre, il Villarreal ha ricominciato a balbettare nel match casalingo contro il Betis Siviglia. Un passo falso che non va sottovalutato, non tanto per un risultato comunque preoccupante, quanto per il modo con cui è arrivato. Il Sottomarino giallo neppure quest’anno è riuscito a battere la compagine andalusa: nel 2013/14 racimolò un misero punto perdendo al Benito Villamarín e pareggiando al Madrigal contro un Betis che era giù ultimo a undici lunghezze dalla salvezza e che chiuse la stagione fanalino di coda, e in assoluto l’ultima vittoria è targata 19 novembre 2011, ovvero oltre cinque anni fa, anni i durante i quali sono arrivate due sconfitte e tre pareggi nei confronti diretti. Ma rivendicazioni personali a parte, la squadra di Marcelino è caduta in una pessima fase di forma.

Se l’obiettivo non fosse il quarto posto, e negarlo dopo i 39 punti nelle prime diciannove gare sarebbe ipocrita, la cosa non sarebbe preoccupante. Ma se stavolta il Villarreal vuole veramente fare il salto di qualità per tornare in Champions League, non può permettersi di perdere punti in gare come quella di sabato sera. A maggior ragione considerando che nelle ultime due settimane Marcelino aveva spedito in campo i panchinari per farsi eliminare dalla Copa del Rey e concentrarsi sulla Liga, mentre Siviglia e Celta Vigo, che sono state in grado di superare il turno in coppa, sono perfino riuscite a rosicchiare due punti al Submarino amarillo. Il Villarreal continua a evidenziare problemi di gioco, e nonostante il successo contro lo Sporting Gijón, il tecnico asturiano già si era reso conto una settimana fa che le cose non funzionavano, rimarcandolo nel post-partita. Ma non è servito a molto.

Certo, rispetto a sei giorni prima la squadra ha dimostrato dei piccoli passi avanti, ma forse perché contro il Betis ha dovuto giocare in casa, fattore non trascurabile soprattutto quest’anno. Ma se si perdono punti al Madrigal contro le squadre che lottano per la retrocessione allora diventa dura riuscire a mantenere la quarta piazza. Nel girone di ritorno la squadra dovrà affrontare quattro delle prime cinque della classe, ossia le due madrilene, Celta Vigo e Siviglia, nei rispettivi fortini, e a queste bisognerà aggiungere anche Athletic Bilbao e Valencia già affrontate al Madrigal. Nel girone d’andata la squadra ha raccolto 15 punti su 18 in queste sei gare, ma dovendole giocare tutte in trasferta è plausibile pensare che nel ritorno sarà quasi impossibile perfino andare in doppia cifra. Ragion per cui la squadra sarà costretta a compensare questa perdita vincendo il più possibile con le piccole, soprattutto fra le mura amiche.

In quest’ottica il pareggio col Betis sono due punti buttati che a fine anno potrebbero pesare eccome. Il Villarreal continua a essere la squadra che meno tira di tutta la Liga: i 95 tiri effettuati in queste prime venti giornate significano una media di 8,64 per partita (di questi il 40% finiscono nello specchio e il 15,8% in gol), vale a dire il peggior coefficiente dei tre maggiori campionati del ranking Uefa: Spagna, Inghilterra e Germania, peggio di Hertha Berlino e Newcastle che comunque superano le nove conclusioni per match. Questo dato probabilmente è correlato ai movimenti di Soldado, che da quando è nella Plana Baixa si è reinventato rifinitore con la sua tendenza a prendere e difendere il pallone spalle alla porta per fare da raccordo tra centrocampo e attacco, o mandare Bakambu in porta con i suoi tocchi di prima (non a caso è diventato uno dei migliori assist-man della Liga avendone già sfornati sette, cinque dei quali per il compagni di reparto franco-congolese).

Parte della tifoseria sta mettendo in dubbio la condizione atletica, ma non c’è miglior risposta dell’analisi della gara che ha fornito Marcelino nella conferenza post-gara di sabato scorso. «Ci è mancata organizzazione quando non avevamo la palla e precisione quando l’abbiamo avuta» ha spiegato il tecnico amarillo, specificando poi «quando sei disorganizzato e aumenta la distanza tra i giocatori sembra che sei stanco perché arrivi tardi sul pallone. […] Quello di cui abbiamo bisogno adesso è rinfrescarci le idee e poi allenarci, […] abbiamo bisogno di lavorare e migliorare». È proprio questo il punto: la squadra è in una fase calante di forma, ha bisogno di allenarsi e migliorare alcuni meccanismi. E non si venga a tirare fuori il fatto che il Villarreal sia l’unica squadra dei cinque principali campionati d’Europa a non aver ancora segnato di testa, dopo che sabato scorso ci è riuscito anche il Troyes fanalino di coda in Francia, perché Marcelino ha in mente un altro tipo di squadra e, pur essendo un fattore che alla lunga può trasformarsi in un dettaglio determinante, non è rilevante in una disamina che vuole capire perché la squadra non giri come il mese precedente.

About Mihai C. Vidroiu 449 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*