Esclusiva TCE – Stefano Borghi: «Il Villarreal ha uno dei migliori scouting al mondo. Lo scontro col Napoli? Gli azzurri sarebbero favoriti contro chiunque»

Napoli

Stefano Borghi, giornalista di Fox Sports per cui cura la Liga spagnola, si è concesso a “Il Sottomarino Giallo” per dirci la sua sulla stagione del Villarreal.

Cosa pensi di questa stagione del Villarreal? Negli ultimi due anni con Marcelino ha lottato per il quarto posto nel girone d’andata, salvo poi crollare in quello di ritorno, e quest’anno è ripartito con gli stessi numeri: ha gli stessi punti dell’anno scorso, stessa ripartizione di vittorie, pareggi, sconfitte.
«Oggi è impossibile dire se crollerà nel girone di ritorno. Quel che si può dire è che nel progetto del Villarreal, da quando è arrivato Marcelino, c’è sempre stata una sensibile crescita. Anche quest’anno si partiva con dinamiche particolari, perché sono poche le squadre che si presentano in Europa avendo cambiato tutti gli attaccanti e tutti gli esterni d’attacco. Io mi aspettavo la necessità di un periodo di adattamento un po’ più lungo, invece mi sembra che la squadra giochi bene, il gruppo è molto compatto, e secondo me in quella che sarà una bellissima lotta per i posti tra il quarto e il settimo il Villarreal sarà coinvolto fino alla fine».

La grande differenza rispetto agli anni passati della gestione Marcelino sembra essere che questo Villarreal soffre ancora di più contro le piccole, ma per la prima volta sta vincendo molte gare di cartello. Come mai?
«Il fatto che si arrivi a far risultato contro squadre come il Real Madrid e l’Atlético è sintomo di crescita, mentre contro le piccole comunque di sconfitte ne ha accumulate poche. Contro il Levante si può parlare di episodio, forse anche dovuto al fatto che il Villarreal era primo e non è abituato a stare in vetta, poi contro il Celta la sconfitta è arrivata proprio all’ultimo, e parte questo c’è stato solo un mese di novembre un po’ complicato. Però il passo fin qui tenuto è assolutamente soddisfacente».

La grande difficoltà di questa nuova stagione potrebbe esser stato sostituire un giocatore come Chéryshev, molto verticale e in grado di cambiare da solo le partite, con giocatori come Denis Suárez e Castillejo, che invece amano ricevere palla al piede e giocare in orizzontale?
«Denis Suárez secondo me è un giocatore molto verticale, rapido, che “encara” come dicono in Spagna, che va ad affrontare faccia a faccia la squadra avversaria, e che adesso sta rendendo anche molto bene. Lo stesso Castillejo non è un giocatore orizzontale, non è un esterno di possesso, è un giocatore d’attacco anche se non ha ancora segnato in Liga, ma è ancora giovane. È un buon progetto, e poi Marcelino ha sempre delle buone idee, come Jonathan dos Santos nelle vesti di esterno di centrocampo ma non ala pura, un esterno convergente per far salire Mario, insomma tutte cose ben congegnate. Il tutto che ruota attorno dei capisaldi entusiasmanti: Bruno in primis, Mario e, sperando non abbia piu problemi fisici, Musacchio».

A proposito di Denis Suárez, c’è il rischio che proprio come l’anno scorso quando Chéryshev alla fine è tornato al Real Madrid, anche lui faccia ritorno al Barcellona in virtù del diritto di ri-acquisto prefissato nel contratto?
«Beh, il rischio del ritorno a Barcellona c’è, e io credo che ritornerà. Però è nella normalità delle cose per un club come il Villarreal, che comunque secondo me ha una delle strutture di scouting migliori al mondo, che sa arrivare prima degli altri sui talenti e in tal senso l’ultima operazione di questo tipo è stata fatta con Vietto, e per il resto ha bisogno di integrare la squadra con questi prestiti che hanno un futuro relativo».

E invece per il derby contro il Valencia del 31 dicembre come la vedi?
«Eh, la vedo! Nel senso che farò la telecronaca ed è una partita che aspetto tanto. Secondo me sarà una grandissima partita perché entrambe vorranno dare un segnale. Il Valencia deve ottenere questa benedetta prima vittoria con Gary Neville, il Villarreal ha l’occasione di mettere ulteriore pressione, se poi dovesse arrivare una mancata vittoria del Celta Vigo il giorno prima, la possibilità di chiudere l’anno al quarto posto sarebbe veramente golosa. Perciò mi aspetto una bella partita, perché sono due squadre che sanno giocare un calcio intenso e hanno importanti valori tecnici, sarà un bel modo di chiudere l’anno di Liga».

Per quanto riguarda l’Europa League, il sedicesimo di finale ha messo di fronte Villarreal e Napoli. Che tipo di sfida ti aspetti e chi sarà il favorito?
«Oggi è impossibile dirlo, mancano due mesi e bisognerà anche valutare lo stato di forma. Quel che si può già dire è che sicuramente al Napoli poteva andare molto meglio nel sorteggio, perché il Villarreal è una squadra vera, che lotta per andare in Champions League in un campionato ultra-competitivo come la Liga. Poi per il Napoli c’è anche il problema del calendario: nelle ultime due settimane di febbraio gioca in fila con Inter, Villarreal, Milan, Villarreal e Fiorentina, per cui sarà molto complicato. Di certo lo sarà anche per il Villarreal che ha beccato la squadra più forte del lotto, ma credo che il confronto sarà meno sbilanciato di quanto si possa pensare in Italia».

Quindi comunque vedi il Napoli come favorito.
«Beh io credo che in Europa League il Napoli sia favorito contro chiunque. Ritengo sia una delle principali candidate, è nel lotto delle quattro o cinque favorite alla vittoria finale, quindi è impossibile pensare che sia favorito il Villarreal, però è un favoritismo assolutamente leggero perché può succedere che elimini il Napoli».

About Mihai C. Vidroiu 348 Articoli
Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia. Ah, sono anche modesto a volte.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*